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Ultime Pubblicazioni

Sample Image"Il punto di partenza dei suoi componimenti è sempre la natura, costante ispiratrice di profonde emozioni, sentite dall’autrice con tutte le corde del suo essere, in una serena, e insieme dolorosa consapevolezza delle lacerazioni insite nel vivere di ogni persona. È come se le immagini che giungono ai suoi occhi, che lei sa tradurre in parola lirica, risveglino nell’animo suo una serie infinita di analogie, di memorie, di sentimenti che legano il passato al futuro attraverso un presente che ha saputo far tesoro del bagaglio di esperienze da proiettare sul domani.
In effetti, in Rita Barbetti non c’è ripiegamento su se stessa, fatta salva una sottile vena malinconica, ma una costante spinta verso una vita ch’ella spera serena e appagante, ricca di amore. Una vita costruita in anni di militanza poetica, risvegliando attraverso l’arte, ch’ella ha coltivato sia applicandosi alla poesia, sia attraverso una creatività legata all’elaborazione di oggetti con elementi naturali, quali fiori o conchiglie, una voce che ha resi palesi e concreti i pensieri che via via maturavano nel suo intimo.
La Natura è per lei soprattutto il mare, quel lungo litorale della Versilia che, nei mesi invernali, si distende uguale, silenzioso e solitario, accompagnato dall’infrangersi dell’onda, ora lento e suadente, ora impetuoso e tormentato. In questo lungo arenile la poetessa passeggia immersa nelle sue emozioni, e vi coglie il palpito vero della vita; in questa assenza dei rumori assordanti della civiltà tecnologica ritrova se stessa e il suo cuore esulta nella speranza e nella pace."


dalla Prefazione di Rina Gambini

Pensieri e riflessioni di un uomo di teatro.

Sample ImagePremio Europeo di Arti Letterarie Via Francigena 2009 - Un itinerario di poesia, a cura di Rina Gambini.

Il volume raccoglie le poesie premiate del prestigioso concorso letterario organizzato, ogni anno, dal Centro Culturale il Porticciolo.

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"Anna guarda avanti, e guarda al bene: sa che questo non è casuale, che deve essere perseguito e raggiunto, deve essere ricerca dentro di noi, prima di tutto, e poi negli altri, nei quali si deve individuare ciò che di buono hanno da dare. Se incontra il male, lo sente estraneo, il nemico da vincere con l’arma più efficace che possa esistere: l’Amore.

La poesia che nasce da questo atteggiamento non può che essere soave e limpida, permeata com’è di dolcezza e di tenerezza spontanea e sincera. Una poesia che sa donare emozioni aeree e delicate sensazioni di gioia interiore, come si sono dimenticate dai tempi dell’infanzia, quando si prediligevano i sentimenti autentici, genuini, puri.

Una poesia fuori moda? Si chiederà qualcuno.

Niente affatto, se mai una poesia che ricerca nel presente i valori del passato, ma quelli più vicini ad ogni individuo, quelli che più sono sentiti nel cuore degli uomini che non li hanno dimenticati. Come la poetessa, che li ribadisce senza alcun intento didascalico, ma soltanto con la volontà di perpetuarli."

dalla Prefazione di Rina Gambini

 

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DELFINA PROVENZALI

 

 

Era una eterna ragazza, Delfina… a volte di un candore e di una ingenuità quasi fanciulleschi, irreali, ed è questo certo il denominatore che più la accomunava a mia madre.

Se penso a lei mi viene in mente la fata turchina di Pinocchio o la madrina di Cenerentola, in versione leggermente più âgé: una donna minuta, ma forte; una nuvola colorata e delicatamente profumata; una specie di ninfa silvestre intorno alla quale danzavano le compagne muse Serenità, Gioia, Vitalità, Senno e Grazia.

Per lei non esisteva ostacolo che non potesse essere superato: riusciva sempre a trovare una soluzione per ogni problema, all’occorrenza faceva comparire la sua personale bacchetta magica, fatta di Caparbietà, Impegno, Perseveranza. Una roccia, sì, ma senza la durezza e la refrattarietà di quella!

Al contrario Delfina era una donna estremamente affettuosa, aperta e disponibile, generosa con gli amici… ricordo ancora con gioia tutte le occasioni in cui ci lasciò approfittare della sua bella casa ad Ibiza, che lasciava aperta a chi - come lei - volesse fare l’esperienza della meravigliosa sintesi di natura apollinea e dionisiaca che si incontra sull’isola. Era il suo modo di condividere il Bello con le persone che amava.

… Qualunque tentativo di resistere al suo charme avvolgente e suadente, qualunque sforzo per opporre resistenza alle sue richieste era destinato a fallire, perché Delfina sapeva conquistarti con un incredibile mix di forza e dolcezza… fino all’ultimo.

Ha concluso in un silenzio discreto e riservato una esistenza letterariamente costruita sulla riduzione delle parole al minimo irrinunciabile, su una limatura del linguaggio fatta di sottrazioni ed ellissi; questo labor limae l’ha condotta prima attraverso la parola taciuta per approdare poi alla parola muta, ancora più essenziale, scabra e ruvida come la pietra: le sue poesie parlano di vita, di amore, di natura, senza teoremi filosofici ma con nettezza quasi tecnica, scientifica, in un linguaggio che negli anni si è fatto sempre più “asciutto e roccioso” fino a generare una poesia “chimica e terrosa”, come ha scritto nella presentazione di Juvenilia il critico e poeta Gilberto Finzi.

Sono parole originali ed assolute, le sue, che assumono le sembianze di minerali e rocce che appartengono ad un tempo eterno, immobile.

 

Alessandro Quasimodo

 

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