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Ultime Pubblicazioni

Dalla prefazione di Cristina Benussi:

l romanzo è densamente metaforico, nel senso che l’autore riesce a rendere emblematica l’esperienza di maturazione del suo personaggio, in un luogo letterariamente ormai topico, il collegio. Lontano, relativamente, dalla famiglia, e fuori dalla città, la sede deputata alla formazione dei giovani si rivela un microcosmo mosso da impulsi solo apparentemente sodali, in realtà ispirati a un cinismo e a un’ipocrisia che il protagonista stenta ad ammettere.

(…) Le frustrazioni di un adolescente apparentemente inserito nella vita di gruppo, in realtà solo, hanno così dato vita a un personaggio che, grazie anche ad un linguaggio elaborato, ben strutturato, in bilico tra stile alto e quello che si potrebbe definire college slang, è capace di uno sguardo ironico ed autoironico. Il testo finisce dunque per costruirsi in una forma che Pirandello definisce umoristica, in grado cioè di mostrare il protagonista in hilaritate tristis. Ivo non è reso "timido" dalla persistenza di idola resi opachi da un benessere già sulla via del tramonto ma ancora costitutivo dei valori del Nord Est d’Italia, quanto dall’indifferenza dei suoi interlocutori nei confronti di qualsiasi problematica antropologica, emozionale ed intellettuale…

Erbusco (BS) – Scuola Elementare

13 marzo 2010

 

Il 13 marzo, presso la Scuola Elementare di Erbusco (BS), per ricordare il cinquantennale dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura al Maestro Salvatore Quasimodo, si è svolta una cerimonia con la partecipazione di tutti gli alunni della Scuola, degli insegnanti, del Sindaco Isabella Nodari, dell’Assessore alla Cultura Rosa Milini, del figlio del poeta Alessandro Quasimodo e del Presidente del Centro Culturale Il Porticciolo, Rina Gambini.

I bambini hanno mostrato grande attenzione all’evento preparando alcune poesie che hanno porto, anche con commento, alle autorità presenti e ai numerosi genitori convenuti, con grazia e con una partecipazione eccezionale.

La cerimonia si è svolta in una atmosfera eccitata e simpatica, che ha emozionato tutti i presenti.

Alla festa del mattino è seguito, alle ore 20,30, presso il Teatro Comunale, un Convegno – Recital sul tema della Letteratura Femminile, dal titolo "Qui non provo di donna il proprio stato…" (verso di Isabella de Morra, poetessa del Cinquecento), tenuto da Rina Gambini, che ha parlato delle Figure femminili artefici della Letteratura, da Sara Cordone, che ha trattato le figure femminili protagoniste delle opere letterarie, da Beatrice a Silvia. Alessandro Quasimodo, con la sua ineguagliabile arte di comunicatore di poesia, ha letto numerosi brani lirici, molti anche inediti.

Dietro questo nom de plume, si cela non solo uno scrittore dal fraseggio efficace ed essenziale, costruttore abile d’imprevisti colpi di scena e di situazioni, assai ben delineate, dove prevale un ritmo incalzante, ma anche un acuto conoscitore di cose italiche e calabresi in particolare. Dall’osservatorio privilegiato della sua professione ha colto, con sensibilità sociologica, riti e miti della ricca borghesia del nord, così come riti e miti della malavita organizzata calabrese, la famigerata ‘ndrangheta. Da questa conoscenza “dal di dentro” scaturisce questo avvincente romanzo, ricco al tempo stesso d’azione e di meditate pause d’introspezione psicologica.

Ci auguriamo che altri lavori seguano a questa interessante e promettente opera prima.

Leggere Hotel Aspromonte è come essere invitati ad un ricco banchetto, o per usare un’espressione anglofona, ad un open buffet, dove gli ospiti vanno e vengono a loro piacere: alcuni di loro si conoscono già da tempo, altri s’incontrano per la prima volta e le loro storie s’intrecciano, si dipanano o s’interrompono, un po’ casualmente, un po’ per necessità, così come accade nella vita.

Ma come vi accorgerete ben presto, al banchetto c’è un convitato di pietra, questa volta nel senso letterale del termine: è lei, la grande montagna, l’Aspromonte selvaggio ed inaccessibile, che fa da sfondo alle vicende narrate, luogo del ritorno, al quale approdano o riapprodano tutti i personaggi, provenienti dalle brume padane, per alcuni terra d’origine, per altri terra di trasferta.

La Montagna accoglie nel sue grembo speranze e follie degli umani, i loro sacrifici e le loro malvagità, il bene ed il male. Osserva ciò che accade con occhio di sfinge, come sorpresa del fatto che l’uomo sembra non volere mai imparare nulla dal passato.

Le vite dei personaggi, ciò che è vero e ciò che vero non è, i fatti e l’ombra riflessa dei fatti si attorcigliano, si schermano a vicenda, alla ricerca di un punto definitivo che non arriva mai: alla fine ognuno sembra costretto rientrare nella sua casella di partenza. Qualcuno dovrà pagare per i suoi errori, qualcuno si ritrarrà nella nostalgia di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, qualcuno imprecherà per tanta fatica sprecata.

Solo la Montagna resterà, perenne, testimone e custode dei suoi misteri.

Editore : Le Edizioni del Porticciolo

"Sulla rotta della vita" è una raccolta di racconti di varia intonazione, che propone pagine di riflessione ad altre di forte intonazione narrativa, senza trascurare una certa ironia, che sfocia facilmente nell'umorismo.
La vita dell'uomo di mare prevale su ogni altra tematica, delineando
personaggi dalla decisa connotazione etica, che si muovono con difficoltà nel mondo tecnologico; la nostalgia per la vita avventurosa sul mare, per le peripezie e le incognite del viaggio, per la solidarietà e l'amicizia che viene a crearsi tra le persone che condividono la durezza dell'esistenza del marinaio, il mistero che aleggia su ogni evento, sono protagonisti indiscussi di una serie di racconti intensi e di grande coinvolgimento emotivo.
Altri brani sono dedicati al ricordo di persone che hanno segnato la
vita dell'autore, e sono pretesto per riandare con la memoria al tempo passato, ai suoi affetti, alle sue consuetudini; un racconto, forse il più lungo e appassionante, rivisita un mito famoso, ma è soprattutto un inno all'amore puro ed innocente, che contrasta con l'opportunismo e con la convenzione sociale. Infine un racconto, che l'autore definisce "umoristico", narra di due sprovveduti marinai che credono di poter affrontare l'avventura senza averne la capacità e gli strumenti. Varietà di argomenti, dunque, ma una matrice comune: i valori ondamentali del vivere insieme, riproposti e ribaditi in ogni momento, con gioia e con serietà, con convinzione e con costante fervore, per racconti che mostrano una autentica e sicura disposizione narrativa.

Myrian Brunetti ha vinto il primo premio, nella Sezione poesia inedita, del Concorso Internazionale di Letteratura "Fortezza di Castruccio" Sarzana 2008

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