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Leda Panzone Natale
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Note biografiche

 

Leda Panzone Natale è nata ad Aosta, vive a Pescara.
E' in graduatoria nelle scuole essendo esperta nella  conversazione della lingua francese.
Ha pubblicato per la narrativa: “Sentimenti” e: “Dalla neve alla nave”; per la poesia: “Sensazioni”, “Pensieri Vagabondi”, “Frammenti di vita” e: “Trame Inquiete”.
Ha pubblicato: “Il mio corriere per i bambini” (poesie con relativi quadretti dipinti). Il ricavato della vendita è stato devoluto in beneficenza. Ha tradotto il libro in francese ed ha fatto pervenire varie copie a delle scuole del Ruanda.
Alcuni suoi testi sono stati tradotti in inglese.
E' presente in riviste ed antologie e fa parte di diverse associazioni culturali.
Il giornalista-critico Fulvio Castellani ha curato il libro: “Dal caldo profumo della malinconia e dei giorni”, libro che racchiude pensieri, estratti critici, aforismi ed immagini di tutti i lavori di Leda Panzone Natale.
Ha ricevuto vari riconoscimenti, anche all'estero ed è stata premiata dalla figlia di Totò, al Senato (Camera dei Deputati) per la narrativa insieme a rappresentanti dello spettacolo e della cultura (De Crescenzo, De Sica, Anita Garibaldi, Laurito ed altri).
Nel 2011 ha vinto la “Farfalla d'oro” per la poesia e, nel 2012 il Superpremio Concorso “50 e Più”.

 

 

 

Note critiche

Il fatto di appartenere contemporaneamente a due mondi diversi, invece di turbare l’esistenza della poetessa e determinarne un senso di instabilità, la stimola a percorrere la strada verso l’integrazione delle due culture, molto lontane tra loro per tradizioni: l’una, quella aostana, proiettata verso l’Europa e nutrita di monti e cascate, l’altra, quella adriatica, aperta verso i Balcani e i misteri dell’Oriente. Eppure i punti di contatto, come sempre, si trovano, e l’autrice percorre entrambe i suoi mondi con lo stesso affetto, con la medesima consapevolezza della loro importanza nella sua formazione spirituale. Così, sempre spronata ad andare oltre, ella ha seguito la strada dei ricordi, quella delle emozioni, quella della fantasia, a seconda dei momenti interiori, arricchendosi ogni volta di più, ed elaborando nuovi percorsi poetici. L’evoluzione del suo stile è frutto, quindi, di un lavorio interiore e tecnico di rilievo, e di una attenta elaborazione di linguaggio e sentimento. Un’attenzione particolare ella presta ai suoni, che cerca suggestivi e molto musicali, ben sapendo che da lì parte l’immedesimazione del lettore; poi si preoccupa di creare belle immagini, coinvolgenti e gratificanti; infine parla di cose quotidiane, intime, che tutti possono condividere.

 

 

Recensioni

 

“Due regioni, la Val d’Aosta e l’Abruzzo, ma anche l’intersecarsi di culture diverse che in quelle terre di frontiera si sono sviluppate, un viaggio dalle Alpi al mare Adriatico, attraverso ambienti, paesaggi, notizie e curiosità storiche, si mescolano in questo diario personale di un’avventura straordinaria, che si racchiude nell’esperienza unica, irripetibile dell’Autrice, la quale, grazie anche alla poesia, offre una testimonianza esistenziale affascinante e suggestiva, da cui il lettore potrà ricavare occasioni di meditazione, di riflessione, di piacevole intrattenimento.”

MASSIMO PAMIO – Prefazione a “Dalla neve alla nave” – Edizioni NOUBS

“Leda Panzone in “Trame inquiete” si esprime con concretezza di contenuti che è sinonimo di ricchezza di sentimenti e non si dà arie di saccente o di poeta depositario solo di certezze e di verità. Ella non vuole gabellare nessuno: da comune mortale sa di essere depositaria di dubbi e paure, ma anche di un timbro poetico che s’incentra nel canto delle cose umili e dei recessi nostalgici e sentimentali. La poesia per lei non è la verità, ma un mezzo per giungere alla verità, per comprendere e commuovere gli uomini; poesia destinata ad imprimersi nella mente e nel cuore mediante nuovi suoni, nuovi ritmi, nuove armonie. La sua poesia, ricca di metafore e di belle immagini, spazia in un circuito di spazi misteriosi, entra nelle ossa e nelle coscienze degli esseri umani e penetra nel cuore e nella mente senza mielosi moralismi, senza esortazioni retoriche.”

ROMEO IURESCIA – Dalla prefazione a “Trame inquiete” – Ed. La Conca - Roma

Letture

 

Surplus umano

Non gettarmi sulla via
sol perché invecchiato
e con l’avvenire corto
prossimo al fossato

Non gettare sulla via
il mio più vecchio stato
che non registra torto
da me giammai recato

Facile gettarmi via
o pormi relegato
in un adatto porto
per scafo sconquassato

Considera quella scia
sanguinante sul sagrato
se sarò non sol morto
ma pur assassinato

Indiscussa villania
è, sprezzar quanto dato
per amor o per malia
da chi, ha sol passato


Il glicine

Alla sua ombra nonna filava
tra canti e risate di contadinelle
e sotto il pergolato cantava
al chiaror tenue delle stelle.

Poi, raccontava mia madre,
di quando il glicine profumava e splendeva
e lei, negli occhi innamorati di mio padre,
cercava bagliori e si perdeva.

Con gli anni, il glicine ha quintuplicato
ed induriti i rami, ha offerto i grappoli in gloria
a più generazioni ed io l’ho sempre amato
perché della mia infanzia ha fatto la storia.

Scatenati, durante l’estate
Giocavano i miei diavoletti
E poi, in stagioni passate,
all’ombra dormivano i loro figlioletti.

Adesso, che pure l’età mia è in decadenza
cerco tra il glicine le care figure di allora
e mi par di scorgere la loro presenza
di mattina, di sera ed anche all’aurora.

Rimangono flash, nel cuore
della gioventù trascorsa in allegria
però anche l’amaro sapore
della persistente malinconia.


Il bello in controcampo

Ho camminato per la stessa strada
che già percorrevo lo scorso giorno
ma l’ho trovata fredda e brada
solamente con brutture attorno.

Ho camminato sulla sporca sabbia
che mi era parsa adamantina
cercandovi le impronte che senza rabbia,
vi avevamo impresso la mattina.

Rimasti soltanto quei gradini
cui demmo persino un nome
che facevano da altare senza lumini
pur non giustificandoci come.

Quel che vedemmo furono giardini,
ma erano luoghi abbandonati
dai quali emergevano schegge di catini
rotti appositamente e frantumati.

Di vero ci fu quindi sol la fantasia,
ma su quel falso fondo la memoria
che costituisce l’esistenza mia,
fa di quei ricordi la mia storia.


Silenzio

Silenzio...
s’inorgoglisce il bosco
al profumo dei mirtilli;
sorride il sole,
canta l’usignolo,
s’assopisce il grillo
all’ombra d’un fungo...

Colori, fiori, voci, poesia,
poi...
silenzio...


L’amicizia

È importante quasi come il pane
e può durare l’intera tua vita
così come può fare solo un cane
che la dedica, chiara e pulita.

Dell’esistenza è un gran tesoro
ed alla fedeltà è sempre unita
gratificandoti pur nel lavoro
quando la fatica, divien gradita.

Image

Leda Panzone Natale, "L'Amicizia", olio su tela, cm 50x40

Testimonianza

Un vivido fiore
sulla roccia nuda
attesta l’amore
in un’aria cruda.

Al buio sul monte
vive l’amore mio
e gronda la fronte
perché sono con Dio.


Sera campestre

Tra grappoli di glicine
e petali di cristalli
farfalle gioiose intrecciano
giochi d’estate.

Appare la tua figura...
...................................
Biondi filari di viti,
ciliegi assolati,
papaveri di corallo...

Mani esperte accarezzano
covoni di fieno maturi.

Ti attardi
nella sera campestre
al pigro canto
dell’ultimo usignolo;
s’addormenta il sole
dietro la collina...


Notte

Odo
il pianto tranquillo
del mio cuore
in questa notte
che sale dai campi
tra l’intenso profumo
di gelso;
nel silenzio
il passo di qualcuno
sulla ghiaia
ancora calda.

In lontananza,
tra le fronde,
il crepitar del vento...


Contatto

Sola,
sulla sabbia che brucia
in questo agosto appena iniziato.
Il sole che ammicca,
le rare nuvole paiono
batuffoli di cotone.

Dipingo il vento
e la malinconia dell’anima
mentre le onde, sulla battigia,
sfiorandomi adagio,
mi accarezzano.

Tu mi guardi
senza sapere,
senza capire.
I nostri occhi s’incontrano
intensamente.
È un attimo.

Lontano,
sugli scogli baciati dall’acqua,
giocano i bimbi.

Un attimo.
Un anno,
un secondo,
una vita.
L’inizio,
la fine.

Le copertine di Leda Panzone Natale
Sample Image

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20 Gennaio 2011

Riceviamo e pubblichiamo alcune nuove liriche di Leda Panzone Natale

Fabiana

Una anno, mille perché,
nessuna risposta.
Evento doloroso, inaspettato.

Fabiana,
piccolo dolce amore
di tutti noi…
Il tuo partire
ha stravolto le nostre vite.
Siamo fantasmi, ora.
Ombre immense e buie.

Mamma, papà, Donatella
sanno che sei tra gli angeli
così come sei stata
angelo sulla terra.
Mancano però i sorrisi,
l’allegria, l’amore.
Manchi tu.

Ma, se alziamo gli occhi al cielo
tu sei lì,
nel prato più verde del Paradiso,
tra i fiori più profumati.
Sei lì…
Sorridi, preghi, ci tieni per mano.
Ci regali il tuo giovane amore.
Come sempre.


Il loro pascolo fantasioso

Li univa la dolcezza dei respiri
in quella tiepida domenica d’inverno
e, nell’ansimare dei sospiri
pareva che il loro amore fosse eterno.

Pascolavano le loro solitudini
nel prato fiorito delle fantasie.
Suoni e parole eran tante similitudini
che avvolgevano sentimenti e nostalgie.

Il mondo forse lontano, era evanescente
e gioivano di quel poco che per loro era tutto.
Le campane suonavano dolcemente
ed il loro amore mai sarà distrutto.



Ma il cielo è così lontano?

Volo di molto sopra le nuvole
fitte e intensamente bianche.
Sembra la schiuma del mare
e divide un altro orizzonte.

Il cielo, d’un magnifico azzurro chiaro
dista ancora molti Km. da noi
e il sole brilla ancor più in alto
molto lontano dal nostro velivolo.

Cime di vette innevate
spuntano tra il mare di nuvole
assaporando la candida freschezza d’altitudine
ed io mi beo di tale infinita beltà.

Mi chiedo se il cielo esiste davvero
o se è uno scherzo del Buon Dio.
Cos’è allora quell’azzurro lontanissimo
forse solo un effetto del… Divino?



Scuola d’antan

La Prof di francese parlava, spiegava,
io ammiravo la neve sulle montagne
ed il pensiero vagava e sognava
come: “l’oiseau lyre”, oltre boschi di castagni.

“Che bello sarebbe diventar poeta;
scriverei di queste meravigliose cime
ed andrei raminga e senza meta
a decantar e scrivere, sempre in rime!”

“Sogna, sogna, cara Panzone
invece di stare attenta alla lezione!
Eluard e Prévert non t’aiuteran ad essere promossa
e portar qui tua madre non sarà una buona mossa!”

la voce della Prof, dolcemente dura,
distoglieva il mio sguardo dalla finestra:
sorridevo e sentivo il profumo di ginestra
mentre qualcuno sibilava: “sei un’immatura!”

“Ma che ne sai tu, compagna di banco,
dei miei sogni in fondo al cuore!
Sai, farò tutto e sempre con amore
e la mia libertà mentale avrò a fianco”.

In volo, in un viaggio-vacanza
poco dopo la Prof andava via.
Ho rivisto i Suoi “pezzi” in una fredda stanza
e  con Lei è scomparsa un po’ di vita mia.

Eppur, di tanto in tanto
risuona la Sua voce come canto:
“Otto porti all’esame, cara Panzone
e non smettere di sognare, per nessuna ragione!”

Due lacrime, ora che ho i capelli bianchi
perché mi par di scorgerla tra i banchi
mentre mi tende il libro con la mano…
ma Lei è nell’orizzonte, ormai lontano…


Natale a Chatillon

Cade la neve
soffice  e lieve
nel mio paese,
da quasi un mese!
La Madonna, il ponte,
le montagne, la fonte:
tutto è imbiancato.
A Ussel, il castello illuminato
è sospeso, nel cielo stellato.
Il paesaggio è fatato.
Natale s’avvicina:
magia di luci colorate
in paese ed in collina.
Dietro finestre illuminate
s’intuiscono serenità,
allegria, felicità.
Gli auguri si scambiano
in fretta, pace e calore
penetrano nel cuore.
Dall’alto della cappella, la Madonna
osserva e benedice
ogni uomo e donna
ed anche chi non è felice.
Par di scorgere visi
guardando in su
ma anche gesti e sorrisi
di chi non c’è più.

 

25 Maggio 2013

Opere di Leda Panzone Natale: pubblichiamo un aggiornamento delle immagini di copertina.