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Daniela Feltrinelli
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Note biografiche

 

Daniela Feltrinelli è nata e risiede a La Spezia, città di cui apprezza il sensibile cambiamento architettonico e culturale avvenuto negli ultimi anni, ma soprattutto ama il paesaggio marino del Golfo dei Poeti.

Fin dall'adolescenza ha utilizzato la scrittura come mezzo di espressione personale.

Si è diplomata all'Istituto magistrale “G. Mazzini” nel 1980 ed ha proseguito gli studi a Genova.

Per perfezionare la propria formazione di insegnante, ancora giovanissima ha frequentato numerosi stage CEMEA (Centri di Esercitazione ai Metodi dell'Educazione Attiva), alcuni dei quali dedicati alla lettura ed alla scrittura, condotti dal pedagogista, filosofo ed ex-partigiano Cesare Godano, che ha sempre considerato un grande maestro.

Ha cominciato giovanissima ad insegnare nelle scuole elementari statali.

Nel corso degli anni ha partecipato ad alcuni concorsi letterari: nel 1990 al concorso di poesie inedite “Cinque Terre” con le poesie Zia e Disegni a Terezin, dedicata ai bambini ebrei prigionieri nel ghetto (successivamente premiata nella quarta edizione del premio nazionale di poesia “Dimensione Donna”); sempre nel 1990 ha preso parte al concorso “Città della Spezia” con la poesia Amica.

Nel 2006 ha partecipato al concorso locale “Storie di quartiere” con il racconto di formazione Vivevamo tutti lì dedicato alla propria infanzia; tutte le opere citate sono state pubblicate in antologie.

Ha partecipato al concorso letterario “LiberArte 2018” con la poesia Quindicimila bambini con cui ha riproposto la dolorosa vicenda dei bambini ebrei rinchiusi nella fortezza di Terezìn durante la seconda guerra mondiale; l'opera è stata selezionata e letta da un'attrice durante il festival conclusivo del concorso a Roma. Nel concorso internazionale di poesia inedita “Giglio Blu” ha conseguito il secondo posto e premio nella sez. Ettore Malosso per una silloge di poesie dedicate al paesaggio: Cinque Terre verso Monesteroli, Tramonto, Paesaggio dell'anima, Ghiacciato silenzio, Terre di Lunigiana.

Ha ricevuto il premio della critica per la poesia Isola del Tino nell’ambito del concorso letterario internazionale “Città di Pontremoli”, settima edizione 2018. La raccolta inedita Isole vicine ha ottenuto il Premio Golfo dei Poeti nell’ambito del Concorso letterario internazionale “Città di Sarzana 2018”, il libro omonimo pubblicato il 24 maggio 2018 per Agorà&co ha conseguito numerose menzioni d’onore: Le Grazie-Portovenere La baia dell’arte, Thesaurus La Brunella, Antico borgo, Terre di Liguria, L’arcobaleno della vita ed il secondo premio nel concorso Cinque Terre  Golfo dei Poeti  2018, il primo premio nella sezione Duccia Camiciotti del premio artistico letterario Giglio Blu, il premio della critica nel concorso “La città della Rosa” 2019, il premio speciale Poesia per il mare nel concorso Città di Pontremoli 2019, il premio Emozioni in versi al Città di Sarzana 2019, il premio per la tematica nel concorso Lord Byron- Portovenere 2019.

La poesia inedita La casa sulla roccia ha ricevuto il Premio della giuria La Ginestra di Firenze 2019, la poesia inedita Isole-Tra Palmaria e Tino ha conseguito il primo premio nel concorso A vento e sole 2019 ed è risultata finalista nel Premio Il Golfo 2020.

Altre poesie sono state pubblicate in varie antologie e riviste letterarie.

Nel mese di maggio 2020 ha pubblicato la silloge “L’incanto dell’onda” per le edizioni Helicon, nella collana Le organze diretta da Marina Pratici. A Settembre 2020 ha ricevuto il primo premio per la poesia inedita “Dolce umida notte estiva” nel concorso “Cesare Orsini” di Ponzano Superiore indetto dal Comune di Santo Stefano Magra e la segnalazione nel Premio letterario Nazionale “Fra gli ultimi del mondo”.

L’autrice partecipa attivamente a reading di poesia e narrativa; ama l'immersione nel paesaggio naturale, visitare mostre d'arte, andare a teatro, praticare lo yoga; sa apprezzare tutte le forme espressive: dalla pittura alla fotografia, dalla musica alla danza, alla recitazione, al cinema.

 

Opere

Daniela Feltrinelli

L'incanto dell'onda

Edizioni Helicon

La prefazione di Rina Gambini

Scintillio di luci e colori, bagliori in movimento nell’armonia di una natura specchio di un’anima inquieta, alla costante ricerca di appagante serenità, di pace per sé e per gli altri.

Una natura talvolta aspra e tormentata, altre quieta nell’equilibrio degli elementi, che ha per assoluto protagonista il mare, la cangiante distesa in cui si specchiano coste scoscese, pietre dirupate e alberi contorti dal vento: il mare di Liguria.

A osservare l’ambiente circostante, a godere dell’emozione del momento, un’emozione sempre pronta a cambiare e a produrre nuove emozioni, la poetessa apre il cuore all’amore per tutto ciò che la circonda, in una sorta di panismo che intona canti melodiosi e liriche armonie.

Da qui muove la poetica di Daniela Feltrinelli, proprio da questa natura ch’ella cerca costantemente, a contatto della quale sente di essere veramente se stessa. “… anche oggi da lontano mi chiamavate / ed io ero lì, lì tra voi / tra mare e cielo e la vostra terra. / Ed ero aria che volava tra voi, / ero luce che giungeva a voi…” scrive nella poesia Tra Palmaria e Tino a volo d’uccello.

È come se, tra la poetessa e il mare, si instaurasse un silenzioso colloquio: “Nell’ora più grigia il mare mi parla…” (da Il mare mi parla) anche se sono “... brevi frasi / sussurrate al mio orecchio / che arrivano lievi alla riva felice / con sordi rimbombi su scogli e su sassi…” (da Il discorso del mare). Non servono lunghi discorsi, neppure ampie spiegazioni, basta un rumore, un lampo di luce, il trionfo dell’azzurro per darle il senso dell’intimità conquistata e renderla forte, “… permeata e vestita / di antica profonda energia!”.

Nelle liriche dedicate alla natura, le descrizioni, per lo più iniziali, sfumano presto in immagini interiori, in sensazioni che si espandono fuori di lei quasi a mutare l’aspetto delle cose rivestendole della luce che viene da dentro: un procedimento che va dalla realtà alla profondità dell’io senza soluzione di continuità, proprio perché spontaneo e mai artificioso.

Allo stesso modo, nelle altre composizioni, quelle dedicate agli affetti o alle emergenze umanitarie, il procedimento logico iniziale si stempera nel mondo dei sentimenti più intimi. Il pensiero riflessivo immediatamente si perde trascinato dalle suggestioni del momento: si perde e si ritrova per perdersi di nuovo nella ricchezza del suo cuore, tra i mille sentimenti che si compongono e si scompongono, si accavallano per liberarsi infine in una dimensione distensiva, dettata dall’esternazione dell’io a lungo represso. Mai risolutiva, però, perché la pace ricercata nella natura, se è già difficile da trovare, è decisamente assai ardua da conservare: è solo una tregua momentanea nell’ansia di vivere.

È, dunque, l’amore per la vita che, in ultima analisi, anima i versi di Daniela Feltrinelli. La consapevolezza che nel percorso dell’esistenza non tutto è gioia, non tutto è compiuto, che restano spazi da colmare, doni da elargire (“… io continuo a vivere ogni giorno, / ma con fatica porto con me / quei segni indelebili che non vorrei / e quei sogni che invece vorrei / ancora realizzare” – da La neve dei ricordi), fa sì ch’ella riversi nella sua poesia, specialmente quella intimistica, la ricchezza del suo vissuto, il valore delle sue esperienze.

La nascita del figlio, esaltante momento di crescita dell’anima (“Ed insieme con te / scoprivo l’amore, / sconosciuto inatteso abitante / invase il mio cuore / come pura acqua nascosta…” – da La scoperta dell’amore materno), la vicinanza verso il padre anziano e solo nella nostalgia per la sua forza protettrice (“Vieni, padre solo e silenzioso, / dalla tua figlia che oggi è sola / a farle compagnia, / anche solo per un poco, / come allora… da bambina,…” – da Padre solo), il rimpianto per la perdita della madre (“Potessi or io con le mani / sia pure di spine ferite / portarti le rose appena sfiorite / ed insieme lodarne il profumo… / ed insieme veder la bellezza… / che sempre tu viva guardavi! – da Rose di maggio per te), l’affetto filiale per la sorella maggiore (“Ero piccola e tu / tu mi davi la mano.” – da A mia sorella), l’inalterabile legame con l’amica del cuore tragicamente, prematuramente scomparsa (“Se non fosse per te / non potrei dire: / l’amicizia esiste e può durare una vita.” – da Se non fosse per te) sono tanti temi coinvolgenti che accomunano tanti lettori.

Suo particolare è l’affetto per i suoi alunni, non solo quelli di oggi, ma anche i tanti che ella ha indirizzato alla vita. Per loro ha rivolto alla vita stessa una preghiera commuovente, di cui i versi seguenti sono, a mio parere, una parte significativa: “E che trovino / sempre / un barlume di speranza, / di amore / e di fiducia in te, o Vita, / che credano in Te, / se non in qualcos’altro. / E che abbiano onestà, / ricchezza dentro, / sogni, idee, / lungimiranza…” (da Alla Vita).

Nello scorrere dei versi talvolta inesorabilmente tristi, sopravviene il ritmo cadenzato, la musicalità che non deriva da rime ricercate, ma soltanto dalla scelta di parole gentili, ariose, sonore, a lenire la sofferenza del cuore e a portare la lirica verso dolci angoli di quiete e di vigorosa immersione nella Natura.

Tra natura, amore, sentimenti, suggestioni, si snodano pertanto le liriche di questa silloge poetica che ripercorre attimi indimenticabili della vita e della produzione artistica di Daniela Feltrinelli. Attimi che lasciano il segno nel cuore e sulla carta e che si offrono al lettore con la grazia discreta di chi non vuole irrompere nel mondo altrui, ma solo suggerire fugaci momenti di emozione condivisa. Quelli stessi ch’ella vive mentre gode la pace interiore: “In questa comoda quiete silente / coltivo con cura frammenti di tempo / e silenziose pagine scritte / piene d’amore, di luce e di vita” (da Giardino).

Rina Gambini

 

6 maggio 2021

La nuova silloge poetica di Daniela Feltrinelli

Isole Vicine

Presentazioni e recensioni

In occasione della presentazione alla Libreria Contrappunto di La Spezia, Daniela Feltrinelli ha rlasciato un'intervista della quale pubblichiamo un estratto:

«LA SPEZIA — La poetessa spezzina Daniela Feltrinelli, già premiata a importanti concorsi letterari, ha pubblicato in questi giorni il volume "Isole Vicine" per Agorà & Co. (Lugano 2018).

"Perché isole vicine? Perché nel libro — spiega l'autrice — si parla delle nostre isole e del paesaggio spezzino, comprese le Cinque Terre e la città, paesaggio filtrato ed arricchito da emozioni e stati d'animo. In alcune poesie cerco risposte a domande più esistenziali; la contemplazione del paesaggio diviene meditazione e riflessione".

Daniela Feltrinelli sottolinea che ha trascorso molta parte delle estati sulle spiagge sassose di quest’isola, esplorandola a piedi e in barca, passeggiando, nuotando, fotografando, contemplandone sempre la ruvida bellezza.

"Ne è scaturito — ha proseguito — un intenso legame che mi ha spinto a scrivere queste poesie: esse costituiscono la mia personale forma di dialogo con il paesaggio, all'interno del quale mi sento appagata e compartecipe della meravigliosa natura che mi circonda"

Ma la parola "isola" assume per Daniela Feltrinelli significati più vasti. "Prima di tutto isola è rifugio, accoglienza e salvezza e ne troviamo conferma nella tragica attualità della cronaca. Isola è anche spunto di riflessione sulla condizione esistenziale umana e sulla necessità della consapevolezza di esistere e di convivere nella natura, magnifico e complice sfondo delle vicende umane. In questo senso "isola" — ha concluso la poetessa spezzina — è anche il mio giardino... che scoprirete nelle pagine del mio libro".

"Isole Vicine", già in vendita da "Contrappunto" o su Ibs, sarà presentato nei prossimi giorni sia in città sia in altri comuni della provincia.»


 

Una recensione di  Enrico Taddei

Riconoscimenti