Tu sei qui:Poesia e Narrativa>>Paola Francesca Montaldo

Paola Francesca Montaldo
Dimensioni carattere:

Note biografiche

Paola Francesca Montaldo, è nata il 02 aprile 1964 a La Spezia. Ha abitato con i genitori sino all'età di diciotto anni, poi ha voluto essere indipendente e attualmente lavora alle dipendenze della Scuola Statale , in qualità di segreteria a tempo determinato. Il ruolo è collaboratore scolastico. Ha frequentato le scuole professionali per l'avviamento al lavoro, data la poca voglia di studiare, ma successivamente ha preso un diploma quinquennale diplomandosi come tecnico dei servizi sociali.

È sposata ed ha un figlio maschio.

Ha pubblicato il suo primo libro “Sogni ribelli”, perché non voleva che andassero persi i suoi scritti, i primi appunti. Si tratta di racconti brevi, talvolta brevissimi, ma significativi. Il messaggio che vorrebbe comunicare è che nelle cose che facciamo c’è tanta superficialità, compromettendo la nostra vita, e tutti gli errori vengono poi pagati a caro prezzo. Infatti siamo portati a guardare l'esteriorità e mai il contenuto, tutto deve essere bello, altrimenti si scarta a priori.

I suoi hobby, nel poco tempo che rimane dal lavoro, è praticare yoga, in particolare Ata yoga; camminare per sentieri, ascoltare la natura, godere dei paesaggi mozzafiato. Ama il silenzio ed è piuttosto introversa.

Amante del la cultura, è convinta che non si finisca mai di imparare. Ama i libri, anche in versione audio, e li ascolta la sera prima di addormentarsi. Nei limiti del possibile, cerca di interessarsi un po’ di tutto, per ampliare sempre le sue conoscenze.

È molto credente, va a Messa tutte le domeniche e si interessa di ogni tipo di spiritualità.

 

Testi poetici e in prosa

 

Gesù

Se ti avessi conosciuto prima, avrei evitato tanti errori, che bello pregarti, lodarti.

quando entro nelle chiese sento un profumo di incenso e penso ai Santi, San Francesco, Padre Pio e molti altri

Nascesti povero in una grotta, non c’era posto per te nell’albergo.

Tuo padre Giuseppe con il suo viso rassicurante, la tua mamma con un viso dolce, soave, tempi duri e poveri, ma tu crescesti con amore e calma,

A dodici anni parlavi nelle piazze, quanta bellezza c’era in te, quanta sapienza.

Ricordo che tua madre incinta, percorse 40 km di strada, per andare a trovare sua cugina Elisabetta, incinta pure lei, certo non erano le strade di ora.

Quanto coraggio, quanta benedizione, quanto amore sai donare a chi ti cerca.

Sei sempre tu a decidere tutto, non siamo noi, anche se a volte lo pensiamo, noi non possiamo aggiungere nemmeno un’ora alla nostra vita.

Allora ti chiedo di rafforzare la mia anima, la mia fede, di proteggere i più bisognosi, i più deboli, i più sofferenti.

Dai la grazia ad ogni bambino di avere tanto amore, perché non tutti lo hanno, voglio te nei miei pensieri prima di ogni altro mio pensiero, perché tu decidi e tu comandi, tu puoi.

Hai mandato il tuo angelo tante volte, ma io distratta e umile non l’ho mai capito.

Non ho mai dimenticato nessun episodio, ma ero tanto presa dal mondo, per capire che mi sei sempre stato vicino.

Come quella volta che credevo di essere morta.

Era il giorno del mio compleanno, ma non ero contenta, odiavo quel giorno, maledivo  di essere nata.

La tua mamma mi apparve con te che eri piccolino, non avevo più voce, non potevo gridare,

credevo di essere morta per davvero, che avevi ascoltato le mie imprecazioni e mi avevi esaudito, ma non era così.

Mi hai scampato dai pericoli, dagli incidenti, e ti prego continua a starmi vicino per gli anni che mi resteranno.

Guidami sempre nelle mie scelte, secondo la tua logica o Signore.

Quell’odore di sottobosco per arrivare alla chiesa di Reggio di Vernazza, così antica così bella.

Seduta su una panca comincio col stare inginocchiata, a pregare la Madonna, questa molto famosa soprattutto per le gestanti.

Nell’aria si sente ancora odore di incenso

Sento la presenza di qualcuno ma in realtà non c’è nessuno, odore forte di candela bruciata, si sente lo stridio del focherello che consuma la candela

Poi sento avvicinarsi, ecco è arrivato il sacerdote, un uomo grande, i suoi occhi sono enormi, azzurri, ti penetra dentro quando ti guarda.

Bello un prete con la talare, non con jeans e tenuta sportiva.

C’è silenzio assoluto, lui non vuole sentire parlare, comincia la messa.

Predica bene, è carismatico, ogni sua parola, penetra nelle orecchie, e da queste va diretto al cuore.

L’omelia è forte, ci spiazza tutti, ti fa sentire un verme, anche se questi San Francesco li raccoglieva per non pestarli.

Quando è finita la messa mi sento ossigenata, qualche cosa mi è rimasta, sono un po’ ottusa, penso, ma mi sento rinvigorita, tanta benedizione mi serviva

Ecco adesso devo ritornare a casa, c’è ancora un po’ di strada da fare, pronta per ripartire nella quotidianità, devi essere protetta, ci vuole lo stomaco, la forza, pronta a combattere

Il maligno che si insinua nelle anime perdenti.

 

 

Il vaso

Vaso di argilla,

la mente è meravigliosa,

tanto spaziosa,

quanto artificiosa.

 

Lo straniero

Tu straniero che con il tuo fare tranquillo, trasmetti amore, calma e saggezza.

Alto, robusto, colto, e quel tuo sapere, con quella voglia di cantare sempre.

Tante le donne che ti accerchiano, ti cercano, e tu sempre disponibile.

Certo non c’è solo la tua intelligenza, ma qual cos’altro, come il tuo fare, il tuo modo di vedere le cose

Comunque non mi freghi, qualche lato debole lo devi pur avere, e ti osservo, giorno per giorno, ah ecco vedi lo sapevo, hai un tic nervoso, e ti mangi le unghie.

Non so niente di te, non conosco il perché, è un mistero.

Vieni da una città molto lontana, chissà da quale latitudine, l’Argentina è grande e tu sei un punto di più.

Non conosco nessun segreto che porti dentro dici che poi parleremo, ma da quando ti conosco ho parlato solo io.

Sto cercando una mia giustificazione a questa mia esistenza, ma non la trovo, eppur se sono nata ci sarà una ragione.

Sparare, sparare, sparare.

E’ lo so, il tuo mestiere, ma sei un fottuto stronzo, che prima fa le cose e poi se ne pente.

Il tuo Dio, il tuo Dio, ma chi sono io?

Tanto nessuno ti potrà discolpare, il reato c’è stato, se vogliamo proprio parlare.

Avventuriero in viaggio, ogni tanto te ne vai, chissà dove, chissà quanto.

Il tuo volontariato, assistenza per quel tipo un po’ strano, dentro per rapina, e quella prostituta un po’ impaurita, che avrà il processo a breve, nelle aule di un tribunale, dove gli avvocati fanno dispute a non finire, ma un infarto a quelli non gli viene?

Salgo scendo, e poi ti cerco, scappando e non tornando, ma viaggiando nella mia fantasia, dolce bambina forse anche un po’ cattiva.

Ti ho trovato così simile a me, stai sereno, ora non mollo.

Mi sento pronta a rivivere tutto, non c’è spiegazione all’assurdità della vita, a volte ti ritrovi in un posto, in un luogo e tutto ti succede in un attimo.

A presto cane sciolto.

 

Impulso

Oh Santa Vergine, che sto facendo?

Tu sulla mia strada, con talare e vestito,

io anima ribelle, che cosa posso avere dalla vita,

la vita che ti inganna, la vita che ti infastidisce,

e un prete che mi dà alito di vita, mi fa stare attenta alla parola,

al Dio così grande che copre e ti perdona,

ma che io non vedo, neppure una prova della sua esistenza,

Chi hai messo ora nel mio cammino?

Un amore grande un amore infinito, lascio

aperta la porta del cuore, da dove arriva l'arcobaleno, l'arco del cielo,

così colorato, e io che impreco, ma Dio tu dove sei?

e lui che mi sussurra... Paola... dai troppe colpe a Dio.

 

Nonna

Donna che meriti di più, donna dagli occhi grandi, donna che soffri.

In silenzio piangi, parli al cuore, ma non ricevi, sempre sola te ne stai.

Tutti i tuoi figli sono qui intorno a te.

Il tempo passa e va, adesso sei già andata.

I figli piangono per te. I nipoti più che mai,

Con quello che ti sparì, un giorno, forse un dì.

Tutti i tuoi figli sono qua, e mogli intorno a te, cugini e zie

Offriamo grati ma   non va, pazienza voglia e umiltà.

Una preghiera eleverà il sacerdote è già qua.

Un segno di croce, e gli occhi si chiudono. Il corpo è già freddo.

L’anima è volata dalla stanza.

 

Acqua che scorre

Acqua che scorre giù dalla fonte,

acqua piovana che sempre ti bagna,

la sposa è pronta e fortunata,

acqua al battesimo e lo Spirito Santo entra dentro,

quando c'è Pasqua

il prete battezza la casa,

acqua chiunque tu sia

sei sempre benvenuta a casa mia.