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Hafez Haidar
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Note biografiche

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Hafez Haidar ad una premiazione del Lions Club di Pavia 

 

Hafez Haidar è uno scrittore e poeta di origine libanese, ma di cittadinanza italiana, nato il 25 Maggio 1953 a Baalbeck, antica città romana conosciuta come "l’Olimpo degli dei", dove ha studiato Filosofia Greca ed Araba all’Università di Beirut. Trasferitosi in Italia, ha studiato per alcuni mesi all’Università di Perugia e si è spostato in seguito all’Università di Milano dove si è laureato in Lettere Moderne e specializzato in Archivistica, Paleografia e Diplomatica con il massimo dei voti. Nel 1986 ha abbandonato la carriera diplomatica ed ha iniziato a dedicare tutta la sua attività all’insegnamento e alla scrittura per costruire un ponte di dialogo tra l’Italia e il Medio Oriente.

Ha insegnato presso l’Università della Terza Età di Milano e di Cesano Maderno, presso l’Accademia della Guardia di Finanza di Bergamo; attualmente è insegnante presso l’Università degli Studi di Pavia, dove ha tenuto anche corsi finanziati dalla Comunità Europea. Ha pubblicato vari libri di saggistica e di narrativa con Mondadori, Piemme, Rizzoli, Bompiani, Fabbri, La Meridiana e Mondolibri.  

  

Nel 2002 è stato insignito del Premio letterario Basilicata Sezione Letteratura Spirituale e Poesia Religiosa, che precedentemente era stato assegnato all’attuale Papa, allora Cardinale Ratzinger, all’Arcivescovo Ravasi, Ministro della cultura della Santa Sede Vaticana, a Elio Toaff, Capo dei rabbini di Roma, a Padre David Maria Turoldo e al poeta Mario Luzi. 

  

Nel 2003, in qualità di scrittore e poeta, ha partecipato con Francesco Giorgino, Noa, padre Ibrahim Faltas, custode della terra Santa, gli artisti Michele Lobaccaro e il Quartetto Napoletano alla serata artistico - culturale "Notte Mediterranea", trasmessa da Rai Uno e realizzata al fine di instaurare un ponte di pace tra i popoli del Mezzogiorno e del Mediterraneo.  

  

E’ considerato uno dei maggiori studiosi delle religioni del Libro a livello mondiale (Dizionario Comparato delle religioni monoteistiche, ed.Piemme).

Ha curato e tradotto le seguenti opere:"Le ali spezzate di Gibran (Rizzoli ), Le ninfe della valle di Gibran (Tea, Ugo Guanda Editore), Le fiabe arabe (Rusconi, Bompiani ), Quartine del grande poeta Omar Khayyàm ( Rizzoli , Fabbri editori), La città del mistero (Mondadori ), Il figlio dei cedri di Gibran (Mondadori ), Quando l’amore chiama seguilo (Piemme ), Dove nasce l’amore ( Piemme ), Sindbad e il falco sapiente (Mondadori ), Le mille e una notte ( Oscar Mondadori, Mondo Libri, Donna Moderna), La notte ti parlerò d’amore (Piemme-Mondadori), Il precursore e il folle ( Ugo Guanda , Tea).

E’ inoltre autore della Letteratura araba (Rizzoli ), della Storia della scrittura araba antica e moderna, de Il Profeta (Romanzo –Piemme), del romanzo storico Il Custode del Corano ( Piemme ), dei romanzi bestseller Come sigillo sul tuo cuore, Maometto e i diamanti del Corano (Oscar Mondadori), Le donne che amavano Maometto (Piemme), Il viaggio notturno del Profeta(Piemme), La figlia prediletta del Profeta (Piemme ), Miriam a Gerusalemme (La Meridiana).

E’ stato relatore nel convegno "L’insegnamento della lingua araba in Italia" presso l’Università " La Sapienza" di Roma ( 14.6.2000) ed in altre conferenze relative alla storia e alla cultura del Mediterraneo a Bolzano e a Milano.  

 

Il 22 Novembre 2006 è stato insignito del Premio Internazionale Sorrento nel Mondo insieme a Lucio Dalla e Raffaele Lauro, alto commissario del Governo e Senatore della Repubblica Italiana.

Il 12 Aprile 2007 ha vinto il Premio al Dialogo, Tre volte Dio, Regione di Puglia e città di Bari, l’8 Agosto 2007 il Premio Penisola Sorrentina, San Fele d’Oro, Narrativa alla Carriera con Giuliano Gemma , il 5 Ottobre 2008 il Premio della cultura e narrativa dall’Unione degli scrittori della Lombardia, Circolo della Stampa, Milano.

Nell’anno 2008, ha partecipato come giurato alla premiazione di Sandra Mondaini, Franco Nero, Ezio Greggio, Enrico Ruggeri, Corrado Calabrò, Cocuzza e Livia Pomodoro ( Premio Award alla salute, Ospedale Macedonio Melloni, Fatebenefratelli, Milano). 

 

Il 18 Novembre 2008 è stato insignito del prestigioso Premio accademico Cesare Angelini Speciale, Università degli Studi di Pavia, Lions Club, le Torri e l’8 Novembre 2009 ha vinto il Premio letterario internazionale, Associazione chiese storiche, Primo premio narrativa edita, Palermo e il Terzo Premio di Narrativa e Saggistica Edita, Concorso Internazionale città di Salò 2010.

E’ inoltre intervenuto come scrittore e poeta in incontri pubblici e dibattiti trasmessi da Rai Tre, Telelombardia, Telenova, Antenna 3, Radio Rai Uno, Radio Rai Due, Radio Rai Tre e Radio Lombardia.

Attualmente è coordinatore della cultura dell’Unione Nazionale degli scrittori della Lombardia, responsabile della cultura del Centro Ferraroli, Chiesa San Giuseppe, coordinatore del Premio Penisola Sorrentina per la Letteratura straniera e la religione e delegato regionale della Lombardia dell’Associazione Chiese Storiche di Palermo.

Recentemente ha partecipato ad un progetto economico industriale a favore dell’Africa e dell’Italia, permettendo a un centinaio di persone di lavorare e sperare in un futuro migliore. 

Note critiche

Hafez Haidar è veramente un autore interessantissimo nel panorama letterario italiano, paragonabile a pochi altri. I motivi della sua originalità sono da ricercarsi nella duplice natura di uomo e studioso, allo stesso tempo di letteratura araba e cristiana, e di appartenente alle due tradizioni culturali dalle quali ha acquisito una spiritualità più ampia e completa del comune. Intento di tutte le sue opere è conciliare i due mondi ritenuti erroneamente opposti, quello islamico e quello cristiano, portando alla conoscenza di aspetti religiosi inseriti nella vita quotidiana del mondo islamico, in modo da dimostrare la possibilità di una convivenza assolutamente pacifica e omogenea tra le due culture, grandi ed antiche, di pari importanza artistica nelle loro peculiarità originali. La sua narrativa non entra nel campo della saggistica, bensì si attiene alle regole tipiche del romanzo, appassionando il lettore con intrecci ed intrighi amorosi e politici, con storie che coinvolgono portando verso una ben più profonda e sentita conoscenza.

 

Recensioni

La Gazzetta del mezzogiorno, Bari, 11 aprile 2007.

Albo d’Oro del Premio tre volte Dio. 

Intellettuale di origine libanese, è considerato tra i maggiori studiosi a livello mondiale delle religioni del Libro. Il suo grande e costante impegno per il dialogo tra le culture e le religioni ha da sempre percorso due strade maestre: la prima è quella della sua attività accademica fatta di approfondimenti scientifici e di relazioni tra culture ad alti livelli, e la seconda è quella della diffusione ed educazione all’amore per la pratica dell’intercultura attraverso diversi romanzi di successo. Curatore e traduttore di diverse opere della letteratura araba, ha partecipato alla compilazione del "Dizionario comparato delle religioni monoteistiche". La sua attività si divide tra l’insegnamento all’Università di Pavia e quella di romanziere. Haidar ha pubblicato il romanzo storico "Il Custode del Corano"; "Come sigillo sul tuo cuore, storie d’amore nel Corano e nella Bibbia" (Piemme); "Maometto e i diamanti del Corano (Oscar Mondadori); "Il viaggio notturno del Profeta" (Piemme); "La prediletta del Profeta" (Piemme) e "Miriam a Gerusalemme" (La Meridiana). In un’epoca di pericolose incomprensioni che alimentano lo scontro tra culture differenti, l’impegno di Hafez Haidar acquista un valore inestimabile perché egli offre gli strumenti concreti per capire i profondi fili che legano le civiltà.
Le indubbie capacità letterarie e comunicative, inoltre, consentono al numeroso popolo delle tre fedi monoteiste di vivificare e identificarsi in quella matrice comune che costituisce la base solida di partenza per qualsiasi concreto tentativo di rinarrare le proprie identità sviluppando il raffinato gusto della fratellanza nella diversità.

 

Avvenire 18 marzo 2003

Gianfranco Ravasi 

Quattro cose non si possono nascondere a lungo: il sapere, la stupidità, la ricchezza e la povertà.

Un amico libanese, insegnante di arabo all’università di Pavia, Hafez Haidar, ha ripetuto l’impresa di tradurre quella sorta di oceano letterario che sono le Mille e una notte (ed. Mondadori).

Sfogliando quelle pagine, m’imbatto in una delle tante lezioni morali, spesso affidate a proverbi, che suggellano le varie novelle. E il suggerimento che se ne ricava non è male, non tanto per la seconda coppia di realtà non occultabili, cioè la ricchezza e la povertà, essendo esse esteriormente verificabili, anche se talora c’è chi riesce perfettamente a mimetizzare opulenza o miseria…

 

 

 Il Giornale, Mercoledì 19 dicembre 2001 

 

Hafez Haidar ha passato otto anni a tradurre, lavorando sugli antichi codici originali, uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale… Un viaggio "infinito" in un pianeta d’incanto e meraviglia dove il racconto è arte e pane della vita.

Luigi Mascheroni  

La Repubblica 12 aprile 2007

Ospite della seconda edizione lo scrittore Haidar.Tre volte Dio alla Vallisa. Dialogo in versi e musica. 

Ospite della seconda serata è lo scrittore libanese Hafez Haidar, autore di testi e romanzi che hanno il dialogo come centro di scrittura e riflessione. In particolare questa sera saranno letti alcuni brani del suo romanzo" Come sigillo sul tuo cuore", raccolta di storie d’amore tra la Bibbia e il Corano…

Le letture saranno, invece, affidate all’attore Rocco Capri Chiamarulo. Il tutto a confezionare "una nuova occasione di condivisione di diversi punti di vista sullo stesso Dio, anche in riferimento alla vicinanza temporale di tre grandi feste come la Pasqua cristiana, la Pasqua ebraica e la festa della nascita del Profeta."

 

Il Denaro, 15 marzo 2010.

La prediletta del Profeta - Casa Editrice, Piemme. 

Sample ImageQuesto romanzo avvicina Cristiani e Musulmani, fratelli, umili servi di un unico Dio.

Nel racconto non ci sono crociati, templari, integralisti islamici, Papi, Muezzin, non ci sono terroristi né bombe intelligenti in nome della democrazia; tutto è racchiuso nella parola Fatima che in arabo vuol dire La Luminosa ed è questa luce di donna ad illuminare il buio che è nel cuore degli uomini. Fatima è il luogo dove tre pastorelli videro la Vergine Maria, ma Fatima è anche il nome della figlia di Maometto, la sua prediletta.

Alcuni frati sono in cammino per il santuario di Fatima. Il frate più anziano durante il cammino racconta ai più giovani confratelli la storia dei tre pastorelli. Era il 13 Maggio del 1917 quando Giacinta, Francisco e Lucia videro per la prima volta la bianca Signora; il trambusto, la paura, l'ira, lo scherno di tutta la comunità rivivono nelle parole del frate. Spesso l'uomo non riconosce Dio, neanche quando è al suo cospetto.

Solo gli umili, i bambini col loro sguardo limpido e il cuore puro riescono a vedere l'Amore. I ricordi del frate sono un fiume in piena che  rompe gli argini, tanto è vero che ne approfitta per raccontare ai suoi giovani confratelli la storia di un'altra Fatima, la prediletta del Profeta, il frutto dell'amore di Khadigia e Maometto. Anche la storia di Fatima è una storia d'amore, di coraggio e sacrifici, la storia di una donna che ha amato il prossimo, ha venduto i suoi gioielli per dare cibo a chi era affamato e si è battuta, con tutta se stessa, per difendere i deboli dalle ingiustizie, anche quando i deboli erano ebrei o cristiani. Lo scrittore libanese  Hafez Haidar mette in luce i motivi di unione tra cristiani e musulmani che fin dall'origine traggono vita in unico Amore.

 

Il viaggio notturno del Profeta

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Vincitore del Terzo Premio Narrativa e Saggistica Edita, Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa, Città di Salò 2010.   

 

Almanacco della Scienza. Ufficio Stampa, CNR.

Professoressa Anna Capasso26 novembre 2008 - Dal Corano alla Divina Commedia 

In una fredda sera d'autunno Dante Alighieri, in esilio a Verona, riceve la visita di un vecchio frate che gli consegna la traduzione di un testo arabo del VII secolo in cui si racconta dell'ascesa notturna al Settimo Cielo del Profeta Muhammad. Prende avvio così "Il viaggio notturno del Profeta", di Hafez Haidar, esperto di letteratura e cultura araba, che con questo romanzo svela le tante affinità tra la Divina Commedia e certi racconti arabi sull'Aldilà, scritti molti anni prima dell'opera dantesca. Anche nella tradizione islamica, infatti, il viaggio notturno di Muhammad porta a Gerusalemme, ed è da qui che ha luogo prima la discesa alle regioni infernali e poi l'ascensione nei diversi paradisi o sfere celesti. Ma il volume nasce anche con l'intento di mettere in luce il libro della "Scala di Maometto", scritto da Abdallah Ibn al-Abbàs, nipote dello stesso Muhammad, che viene per la prima volta tradotto integralmente dall'arabo in italiano: l'esposizione del Viaggio notturno del Profeta fatta nel Libro della Scala è carica di una magica atmosfera e la sapiente penna dello scrittore ci conduce verso chiari esempi di vicinanza fra il racconto dantesco e quelli dell'Oriente islamico. Nella Divina Commedia, Dante è accompagnato da Virgilio come maestro, mentre Muhammad ha come guida l'arcangelo Gabriele, figure giunte entrambe per ordine divino. L'Inferno è descritto in modo analogo come tumulto violento e confuso e sia la Commedia che la leggenda musulmana terminano con la visione di Dio. .

Ma allora per quale motivo Dante, estimatore dei pensatori musulmani e della cultura arabo-islamica, mise il Profeta nell’Inferno della sua Commedia?
Il romanzo, avvincente e denso di colpi di scena, svela un mistero ancora irrisolto nella storia della letteratura.

 

 

Rai 3, Tg. Com.

Il custode del Corano (Premio Sorrento nel Mondo). 

In nome del Corano accadono tante azioni violente: si fanno guerre, si fanno esplodere dei giovani Kamikaze, si lanciano fatwa contro intellettuali. Ma il Corano è il libro insieme di una religione e di una cultura, quella islamica, con la quale l’Occidente alterna fasi di dialogo ad altre di scontro. Ora un intellettuale arabo cristiano, nato in Libano, e che insegna Letteratura Araba all’Università di Pavia ci porta dentro il Corpus di storie del libro sacro del’Islam.

Nella Mecca del VII secolo dopo Cristo, dopo la morte del Profeta Maometto, il califfo Omar è chiamato a raccoglierne l’eredità. Omar decide di intraprendere un viaggio nel deserto per conoscerne meglio il popolo, ma ben presto si smarrisce. Salvato da un gruppo di carovanieri, e senza rivelare la sua identità, il Califfo comincia un’avvincente narrazione delle gesta del Profeta e di tutte le mille storie del Corano.

 

La Repubblica, 29 Marzo 2006.

Il viaggio nell’Islam di Haidar 

Libanese, insegnante all’Università di Pavia, Hafez Haidar presenta il 29 alle 18 alla Feltrinelli il romanzo Il Custode del Corano (Piemme), che racconta il testo sacro dell’Islam come un viaggio fantastico attraverso le avventure di re e profeti, fanciulle e principi, angeli e demoni a partire dalla scomparsa di Maometto, quando il califfo Omar raccoglie la sua eredità spirituale e si perde, sotto mentite spoglie, nel deserto.

Accolto da una compagnia di carovanieri, li conquista narrando la vita , le gesta, gli insegnamenti del Profeta con l’incanto delle pagine del Corano, di cui scioglie la complessità: un escamotage per rendere più accessibile il testo al lettore d’Occidente.

 

Il Giorno, 29 maggio 2001

Dove nasce l’amore 

Milano - Se l’amore fosse più praticato che enunciato, sicuramente avremmo una vita migliore. Su questo concetto vecchio ma sempre disatteso ha scritto un libro Hafez Haidar, cristiano libanese…

Ha scritto il biblista Gianfranco Ravasi:" Haidar ci conduce per mano in un orizzonte popolato di figure quotidiane e remote, di donne velate e di sultani, di califfi e di maestri, di sognatori e di mercanti, di paesaggi aridi e di oasi lussureggianti. Ma quello che ci propone in queste cento tappe è una specie di pellegrinaggio nel mistero di Dio e dell’uomo, dove l’epifania si annida nelle realtà modeste della tenda nomade o nelle sale sontuose del palazzo reale, dietro i cenci del mendicante ma soprattutto sotto il manto di lana grezza dei sufi, i celebri mistici…"

 

Il Sole 24 ore, 6 maggio 2001

Gianfranco Ravasi (Ministro della Cultura e dei beni culturali della Santa Sede).  

L’amore indelebile mia vera religione

Gli intrecci tra poesia e fede nella cultura dell’Oriente sono il campo di ricerca nel quale da anni è impegnato lo studioso cristiano libanese Hafez Haidar.

 

Il Corriere della Sera. Il Giorno. 28 novembre 2001.

Le Mille e una notte. 

La bella fiaba di Hafez…"La cultura è un immenso mondo d’amore, ed è di tutti e per tutti".

 

Il Corriere della Sera. Il Corriere del Mezzogiorno. 12 aprile 2007

Ad Hafez Haidar il Premio al dialogo " Tre volte Dio".  

Spesso nella storia – in nome della fede -- si sono legittimate violenze d’ogni genere. Le tre religioni d’Abramo - ebraismo, cristianesimo, islam- di fatto sono state veicoli di guerra. Eppure più numerosi – e filologicamente corretti- sono i messaggi di pace dei quali le relative dottrine- attraverso profeti, apostoli e libri sacri – si sono fatti portatrici.

" Purtroppo alcuni uomini religiosi integralisti approfittano del temperamento violento dei giovani per condurli su strade pericolose, buie, di guerra..."

Lui, Haidar, ha decisamente tutti i titoli per meritare questo riconoscimento: da diciannove anni si spende infatti – attraverso libri, traduzioni, incontri – per diffondere l’amore, abbattere i muri della diffidenza, dell’odio e della violenza".

 

Il Giorno 17 giugno 2006

La Storia - Dal Libano in Brianza il traduttore della Fallaci e del poeta Khalil Gibran. 

"Ho visto morire amici e parenti in guerre inutili.

Per questo non mi stanco di raccontare l’amore.

La cultura è l’unica via per costruire la pace.

..Dimostrare che il dialogo e la convivenza pacifica tra culture diverse è possibile è diventata la sua ragione di vita e il filo conduttore di tutto il suo lavoro di ricerca e della sua produzione letteraria.

"Io credo fortemente nell’uomo e nell’amore che muove tutto e senza il quale non si può costruire un mondo migliore. Dobbiamo sforzarci di trovare radici comuni e far vincere il dialogo tra le culture convincendoci che sono complementari l’una all’altra".

 

Il Giorno, martedì, 4 dicembre 2007. Il notiziario, 5 dicembre 2007. Il Giornale di Seregno, 5 dicembre 2007.

Consegna della prima edizione del premio "Penisola Sorrentina – alla Scala della vita Award". 

Lo scrittore libanese Haidar con i big della solidarietà.

Ospite accanto a Sandra Mondaini, Franco Nero, Ezio Greggio, Bergomi, Ruggeri e i giudici Pomodoro e Calabrò.

 

Il Giorno, 19 novembre 2008.

Il Premio Cesare Angelini 

La pace e il rispetto delle diverse religioni fa vincere lo "speciale" a Hafez Haidar.

Un riconoscimento alla cultura. Il premio Cesare Angelini che ieri è stato attribuito all’insegnante e scrittore Hafez Haidar, ha il sapore di un contributo al diffondersi di una cultura improntata sui valori della tolleranza, della cultura e della conoscenza. Perché questo è l’impegno che il docente di lingua dell’Università di Pavia ha scelto per la propria vita. "Bisogna fare qualcosa per la pace – dice - Io lo sento come missione, sarà perché sono nato lo stesso giorno di Padre Pio o perché il mio idolo è San Francesco".

 

La Sicilia, 15.08.2002

Hafez Haidar: 100 racconti per arrivare al cuore. 

Precisava Fava: "Non è una favola ma un apologo, quasi francescano, tratto da un libro di un autore libanese che insegna a Pavia, amici di Gianfranco Ravasi. La raccolta contiene " Storie inedite di sufi dell’Islam, di rabbini e di monaci, tratte da fonti originali risalenti al periodo tra il II secolo dell’Egira ( VIII secolo dell’era cristiana) e l’epoca moderna, racconti biografici di uomini che hanno creduto fermamente che l’amore puro e sublime non conosce né frontiere né limiti di tempo o spazio… Il testo è quindi un mirabile impasto di misticismo musulmano, ebraico e cristiano… Vi sono racchiuse, come in uno scrigno, storie e pillole di saggezza. Quando il lettore lo apre, il suo spirito naviga oltre la moschea, la sinagoga o la chiesa, verso orizzonti lontani, dove spunta un’abbagliante luce che rischiara le tenebre che talvolta intristiscono la mente e il cuore".

  

Il Giorno, 25 marzo 2006.

Lo scrittore Hafez Haidar inserito nell’albo d’oro accanto al Papa. 

 

Ritrovarsi nell’albo d’oro di un premio prestigioso con il proprio nome accanto a quello del Papa. È quello che è accaduto a Hafez Haidar, cittadino brianzolo di origine libanese, che nei giorni scorsi ha ricevuto "l’Albo d’oro" del premio Basilicata, un riconoscimento nazionale di grande rilievo in campo letterario…"

 

 

15 Maggio 2012

Una nuova, importante opera del nostro Socio Hafez Haidar