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Vittorio Casali
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Note biografiche 

Vittorio Casali è nato a Roma nel 1941, ultimo di otto figli, in una famiglia molto unita. Laureatosi in Medicina e Chirurgia, si è specializzato in Radiologia ed ha esercitato per ventisei anni la professione di radiologo, come aiuto dirigente, all’ospedale San Giovanni di Roma. Medico cattolico aderente all’A.M.C.I., è stato docente ospedaliero in numerosi corsi di educazione sanitaria per volontari, patrocinati dal Ministero della Sanità, e di allievi del C.I.S.O.M. Attualmente, si dedica attivamente alla scrittura e alle attività culturali. Ha infatti pubblicato due interessanti opere narrative, “Una vita meravigliosa”, del 2003, e “Vivere per amare”, del 2006. Con queste opere ha conseguito molti primi premi ed altri riconoscimenti in concorsi nazionali ed internazionali.

 

 

Note critiche

 

Vittorio Casali è un narratore assai particolare: l’ispirazione non nasce in lui dalla fantasia, bensì dalla convinzione di voler comunicare i valori più profondi ed autentici dell’esistenza attraverso i ricordi familiari e gli insegnamenti dei genitori. Non libri di memorie, ben inteso, ma insieme di messaggi morali volti a tutti, ed in particolare a chi ha il compito di dare esempi e fondamenti, per ribadire la necessità di preservare ed incrementare il vigore dei valori cristiani, a cui è stata improntata la sua personale educazione, e che costituiscono il patrimonio genetico della migliore educazione nel nostro paese.

Dalle sue pagine emergono realtà familiari esaltanti, che hanno il pregio dell’unione indiscussa, solidale, intima, di tutto un nucleo di persone che sono cresciute nella gioia di stare insieme e di condividere felicità e dolori della vita, con la certezza della fede. Una famiglia che non si è mai chiusa tra le protettrici mura domestiche, ma ha proiettato speranze e ideali al di fuori delle pareti della casa ed ha partecipato attivamente alla vita del suo quartiere, l’Esquilino.

Messaggi che l’autore offre senza mai essere pedante, o noioso, ma con quella serenità che proviene dal profondo e con la chiarezza di chi è sicuro di essere nel vero.

 

 

Recensioni

 

“... «Un percorso autobiagrafico, storico e culturale – ha spiegato l’autore – che va dai primi del Novecento fino al 2002. lo scorso anno, all’età di centodue anni, è venuta a mancare mia madre e la gente del quartiere mi ha spinto a raccontare la storia dei miei genitori e di noi otto figli. Una storia semplice e tranquilla, piena di gioie e fatta di piccole grandi cose.» Tanti sono, infatti, i commercianti di piazza dell’Esquilino e di via Merulana che, amici della famiglia Casali,  esporranno il romanzo nelle loro vetrine: «Me lo ha chiesto anche l’Upim di piazza S. Maria Maggiore che in passato fu ospitata in uno degli appartamenti della mia famiglia».

Un libro pieno di ricordi che segue i mutamenti socio-culturali particolarmente avvertiti in un quartiere ormai multietnico come l’Esquilino...”

CARLO AGRILLO – in “Il Tempo” – 11 dicembre 2003

 

“I libri che narrano le vicende di una famiglia lungo il corso di più generazioni riescono facilmente a catturare l’attenzione di chi li legge. Fanno appassionare alle vicende dei diversi personaggi... A questo non secondario motivo d’interesse, nel racconto lungo tutto un secolo che della propria famiglia fa Vittorio Casali, s’aggiunge la storia di persone la cui vita era ispirata ai valori dell’operosità, della morigeratezza, della fede e della solidarietà verso gli altri, avlori che i genitori dell’autore hanno saputo trasmettere ai figli e ai nipoti. Questi valori, che oggi sembrano essere perduti, sono presenti non semplicemente come costumi di un tempo lontano e da rimpiangere, ma come atteggiamenti dell’animo sempre validi, cui tendere anche in quest’epoca di cambiamenti sociali e culturali...”

G.F. BARBALACE – in “Previdenza”anno Vi, n° 3, 2004

 

“...Con passione ed entusiasmo narra la storia della propria famiglia – il padre sarto apprezzato dall’alta borghesia romana e la mamma morta a quasi 102 anni – inserendola sapientemente nel quartiere, l’Esquilino, ... , nel quale è vissuto fino ad oggi. E la visita “guidata” è l’occasione per tracciare una breve e gustosa storia di questi luoghi per cogliere il clima positivo che emerge dalle pagine del volume... “

M. SIMONE – Recensione a “Una vita meravigliosa” – Sovera Multimedia 2003 – su “La civiltà cattolica” del 5 febbraio 2005

 

“Un arco di tempo più lungo, ma raccolto intorno alla Roma del quartiere Esquilino, trascorre nelle pagine di Vittorio Casali, outsider della letteratura (medico radiologo nell’Ospedale San Giovanni di Roma, eppure capace di dare un ritmo coerente e armonioso al suo racconto. In “Una vita meravigliosa” ripercorre la storia della sua famiglia, nella casa di via Merulana, di fronte alla Basilica di Santa Maria Maggiore. La saga di papà Augusto, di mamma Milena, e degli otto figli, di cui Vittorio è l’ultimo, ha inizio nel 1932, proprio con l’acquisto della casa, che per l’autore rimarrà sempre il punto di riferimento affettivo più importante”

ANGELA MESSINA – in “I luoghi della memoria” – Rivista DOVE anno 15 n° 5, maggio 2005

 

“È come una sorta di diario questo volume di Vittorio Casali che sul fondo della memoria ripercorre le tappe di un’esistenza vissuta e sofferta. Tante tappe che sembrano, a prima vista, slegate fra di loro, ma che, in fondo, sono legate da un nascosto filo che conferisce alle pagine una viva e profonda unità.

E la famiglia appare come fulcro centrale intorno a cui ruotano figli e accadimenti quotidiani: tutto illuminato da sentimenti di amore, rispetto, onestà, solidarietà:valori antichi che qui ritroviamo nel segno di una profonda chiarezza, valori spesso dimenticati, ma che Vittorio Casali ridona ai suoi lettori con una capacità espositiva ragguardevole. Insomma, questo libro di Vittorio Casali somiglia a uno scrigno prezioso dove si può pescare, a piene mani, quanto di più bello la vita possa offrire e che della vita ne fa testimonianza di fede, ma soprattutto di grande amore universale.”

LUIGI PUMPO – in “Presenza” – Settembre 2007

 

“...La famiglia Casali non ha voluto, né prima né dopo, chiudersi nella segreta ammirazione e devozione dei propri genitori, ma ha cercato di trasmettere al di fuori della cerchia familiare le ricchezze di cui è stata depositaria. Una famiglia, la loro, che voleva presentarsi come il paradigma della famiglia, fondata sulla roccia dei principi cristiani. Principi etici, non solo ascetici, spesso di puro galateo umano e di rapporti interpersonali di pieno rispetto o di vicendevole collaborazione.

...Così viene presentato l’amore nelle sue molteplici ramificazioni psicologiche, fisiche, sociali: l’amicizia, la scuola, lo sport, i bambini, i giovani, gli anziani, gli emarginati, e poi via via altre problematiche, dall’embrione alla Comunità Europea.”

Mons. ELIO VENIER – dalla Prefazione a “Vivere per amare”- Sovera 2006

 

 

 

Letture 

Brani scelti da Una vita meravigliosa 

“Il loro pensiero era rivolto all’avvenire dei figli che, nel frattempo, erano diventati otto. Mamma ci raccontava che quando qualche pellicciaio voleva venderle una pelliccia, rispondeva di averne già una e quella le bastava. Quei soldi preferiva metterli da parte, per comprare almeno una casa ad ogni figlio. E così è stato fatto. Ad ognuno di noi è stato dato un appartamento, costato tanto lavoro e rinunce. Mio padre avrebbe voluto mettere i soldi in banca, mentre mamma preferiva investirli nel mattone.

Come buon ‘amministratore’ papà ci avrebbe insegnato il valore del denaro. Quando chiedevo i soldi per le scarpe, a quel tempo avevo vent’anni e i mocassini della Saxone costavano ottantamila lira, lui me ne dava settantamila dicendomi di comprare le scarpe che volevo, ma in un negozio dove costassero meno. Voleva che i soldi non si buttassero via ma fossero spesi bene. Aveva proprio ragione!

Anche quando diventai più grande e frequentavo l’Università papà mi dava una ‘paghetta’ con la quale riuscivo ad andare al cinema una volta la settimana. Il cinema costava duemilacinquecento lire ed io, avendo una fidanzata, ne spendevo quindi cinquemila, quelle che papà mi dava. Come facevo per le altre spese? C’era mamma, sempre lei; di nascosto di papà mi dava un po’ di soldi per la benzina, una pizza, un giornale. Io, del resto, non ho dato mai importanza ai soldi ed erano molte le volte che uscivo senza averne. Ero giovane, pieno di vita, di amici, una bella ragazza, a che cosa servivano i soldi? Invece quelli servivano e, proprio perché non ci pensavo più di tanto ad averli, mi sono ritrovato, alcune volte, a fare benzina con duecento lire....

Se qualche volta noi figli abbiamo sentito i nostri genitori discutere, questo accadeva perché mamma voleva che i soldi fossero destinati all’acquisto di una casa per un figlio.

La loro è stata una vita serena, piena di gioie, fatta di piccole, grandi cose. Vedere l’allegra tavola con gli otto figli era tutto quello che desideravano. Se ricordo bene soltanto due volte si recarono, in gioventù, alla “Fiera di Milano” senza fare altri significativi viaggi nella loro vita.

 

“In questa chiesa, dal 1932, nel pomeriggio papà veniva a pregare. Molte volte mamma diceva, a noi piccoli, di andare a chiamare papà in chiesa perché c’era un cliente che aveva molta fretta e non poteva aspettare. A papà non interessava più tanto quella fretta, intenzionato com’era a restare fino al termine della funzione. Quel cliente frettoloso poteva aspettare o tornare un’altra volta.”

 Brani tratti da Vivere per amare 

“...L’assunzione dell’umanità di Cristo non è quindi un’umiliazione o una degradazione, ma un atto d’amore per l’umanità intera.

La grandezza di Gesù è proprio questa: la sua umiltà e il suo infinito amore per il genere umano. Nel disegno di Dio c’erano valori ben più importanti della ricchezza e del luogo dove nascere.

La Sacra Famiglia così costituita sarà, infatti, un esempio per tutte le famiglie del mondo, a prescindere dal tipo di estrazione sociale cui appartengono.

La felicità di un nucleo familiare non consiste nel possedere una bella e importante casa con mobili, quadri, argenti antichi di valore, ma nel saper apprezzare ed amare tutto quello che ha e che Dio ha voluto donargli.

La vera gioia consiste nell’amore reciproco che c’è tra i genitori e i propri figli, quell’amore che deve essere sempre presente, donato spontaneamente, necessario per una futura vita serena. Quando due genitori si vogliono bene, si rispettano, si aiutano vicendevolmente riescono a dare ai figli quella serenità, tranquillità, spensieratezza necessarie per vivere un’infanzia ed una adolescenza piene di gioia, di felicità.

Il lavoro svolto onestamente dai genitori rappresenta un ottimo esempio per i figli che crescono e che, anche quando saranno diventati adulti, indipendentemente dal titolo di studio conseguito, continuerà a far parte integrante del loro bagaglio morale.

Un figlio che ha ricevuto una buona e sana educazione basata su valori e principi morali non deluderà mai, con il suo comportamento, i genitori, ma lavorerà anche lui con onestà e rispetto per gli altri....”

 

“Dopo quello di Dio, quale amore più grande esiste se non quello di una madre per il figlio? L’amore di una mamma per il proprio figlio nasce nel momento del concepimento.

Quale grande felicità avvertono entrambi i genitori quando vengono a conoscenza della futura nascita della loro creatura?

L’ameranno già da allora ed ogni giorno che passa ed il grembo diventa più grande, anche la felicità lo diventerà.

I preparativi per la nascita, i controlli ecografici per accertarsi del regolare sviluppo, le prime apprensioni; non c’è un momento della giornata che una mamma non pensi e si preoccupi per il nascituro. Quando dopo così lunga attesa arriva il giorno del parto, si aspetta con ansia che tutto vada bene e, soprattutto, il momento di vedere il piccolo neonato ed abbracciarlo.

Quanto è lungo il tempo per chi aspetta! Quel tempo sembra non passare mai! C’è chi silenzioso percorre avanti e indietro il corridoio, chi seduto dice una preghiera, chi, invece, parla tranquillamente per cercare di ridurre la tensione. Ma ecco finalmente l’arrivo di qualcuno che avvisa che il bambino è nato e sta bene, come pure la mamma. Quale immensa felicità!

... Quando nasce un bambino avvertiamo una gioia infinita; vediamo in lui, innocente, la speranza di un mondo migliore, sentiamo che Dio ci vuole ancora bene e ci rende felici con questo immenso dono.”

 

“...Se tutti avessimo fiducia l’uno nell’altro, se ognuno aiutasse chi ha bisogno, sia di un aiuto economico che morale, se capisse che il proprio bene non può essere scisso dal bene degli altri, soltanto allora sulla terra potremmo vivere in pace, ciascuno con la propria religione, cultura, i propri sentimenti, le proprie idee.

Tutti dobbiamo impegnarci, reciprocamente, per il rispetto, il bene e l’amore per gli altri.

Soltanto vivendo per amare il prossimo, per aiutarlo, vivremo una vita felice degna di essere vissuta.

Vivere per amare gli altri come Dio ama noi, significa quindi amare Dio e con Lui i suoi figli.

Vivere per amare, simile ad amare per vivere, è per chi crede il fondamento principale della vita, perché soltanto con il vero amore, quello disinteressato per gli altri, la persona può trovare la felicità, la forza, la ragione, il significato della sua esistenza.

Senza amore non c’è vita ma soltanto discordia, caos.

Soltanto l’amore ed il piacere di donarlo ci fa sentire figli di Dio.

Il Cristianesimo è la più bella avventura a cui un uomo possa aspirare oggi, domani e sempre.

Vivere l’amore è vivere Dio perché Dio è amore.”

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