Hotel Aspromonte

Dietro questo nom de plume, si cela non solo uno scrittore dal fraseggio efficace ed essenziale, costruttore abile d’imprevisti colpi di scena e di situazioni, assai ben delineate, dove prevale un ritmo incalzante, ma anche un acuto conoscitore di cose italiche e calabresi in particolare. Dall’osservatorio privilegiato della sua professione ha colto, con sensibilità sociologica, riti e miti della ricca borghesia del nord, così come riti e miti della malavita organizzata calabrese, la famigerata ‘ndrangheta. Da questa conoscenza “dal di dentro” scaturisce questo avvincente romanzo, ricco al tempo stesso d’azione e di meditate pause d’introspezione psicologica.

Ci auguriamo che altri lavori seguano a questa interessante e promettente opera prima.

Leggere Hotel Aspromonte è come essere invitati ad un ricco banchetto, o per usare un’espressione anglofona, ad un open buffet, dove gli ospiti vanno e vengono a loro piacere: alcuni di loro si conoscono già da tempo, altri s’incontrano per la prima volta e le loro storie s’intrecciano, si dipanano o s’interrompono, un po’ casualmente, un po’ per necessità, così come accade nella vita.

Ma come vi accorgerete ben presto, al banchetto c’è un convitato di pietra, questa volta nel senso letterale del termine: è lei, la grande montagna, l’Aspromonte selvaggio ed inaccessibile, che fa da sfondo alle vicende narrate, luogo del ritorno, al quale approdano o riapprodano tutti i personaggi, provenienti dalle brume padane, per alcuni terra d’origine, per altri terra di trasferta.

La Montagna accoglie nel sue grembo speranze e follie degli umani, i loro sacrifici e le loro malvagità, il bene ed il male. Osserva ciò che accade con occhio di sfinge, come sorpresa del fatto che l’uomo sembra non volere mai imparare nulla dal passato.

Le vite dei personaggi, ciò che è vero e ciò che vero non è, i fatti e l’ombra riflessa dei fatti si attorcigliano, si schermano a vicenda, alla ricerca di un punto definitivo che non arriva mai: alla fine ognuno sembra costretto rientrare nella sua casella di partenza. Qualcuno dovrà pagare per i suoi errori, qualcuno si ritrarrà nella nostalgia di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato, qualcuno imprecherà per tanta fatica sprecata.

Solo la Montagna resterà, perenne, testimone e custode dei suoi misteri.

Altre Informazioni

  • Edizioni: Edizioni Il Porticciolo
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