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Le Edizioni del Porticciolo - Collana L'Ancora

Pagg. 70 - ISBN 9 788806 357316

 

Purezza di sentimenti

di Valerio P. Cremolini

Ogni volta che mi accingo a scrivere alcune considerazioni sulle sillogi che mi vengono gentilmente sottoposte dai vari poeti, penso sempre che le parole abbiano l’autonomia per dimostrarsi nella loro asciuttezza credibili e idonee a trasferire precisi riverberi pertinenti allo scavo esistenziale che in esse traspare chiaramente. Penso, inoltre, alla originalità della genia dei poeti, alla quale mi onoro di essere in qualche modo partecipe, che dinanzi allo scorrere impetuoso del tempo, ben più che scalfito da momenti di drammaticità, riescono ad isolarsi per parlare a bassa voce di se stessi, della loro quotidianità, insomma, della loro vita, contenitore di emozioni infinite.

Scorro la raccolta di Malia Pescara di Diana e, senza indugio, faccio mio l’invito della poetessa rivolto ai lettori a non sfuggire il confronto, quasi per aiutarli a conoscersi meglio e per scoprire angoli appartati delle proprie identità, che affiorano, per l’appunto, grazie alle scelte parole delle poesie. Tempo addietro, presentando una più che valida raccolta di Maria Becchetti, al pari di Malia pittrice e poetessa di buone qualità scomparsa di recente, mi chiedevo quali funzioni si possano riconoscere alla poesia. È una domanda che non solo io mi sono posto, poiché sorge spontanea dinanzi agli innumerevoli segni che attribuiscono una dimensione di precarietà al tempo che viviamo ferito da povertà, conflittualità, violenza, guerra, egoismi, indifferenza, relativismo ed altri atteggiamenti che caricano, infatti, di tanta incertezza la nostra esistenza.

Ogni esperienza poetica, sostenuta da autenticità ispirativa, allude ad una speciale filosofia del vivere, che non può ignorare l’importanza fondamentale dell’amore. In Perché la vita fosse vita Malia, a tal proposito, così si esprime: “Perché tu potessi amare / i poeti scrivevano poesie”.

Sono allora illuminanti le parole di Giorgio Caproni quando dichiara che l’obiettivo di ogni poeta è di “tentare con tutte le proprie forze (istinto e cultura associati) di scoprire la propria anima vera fra le varie anime posticce, o fantasmi di anime, suscitate dalla suggestione: che è come dire di scoprire la propria vera intima natura, e infine il modo più approssimato possibile (la poesia è sempre e soltanto un’approssimazione) per esprimere tale intima essenza (non importa se di gigante o di nano) con sincerità”. Ritengo che tale caratteristica vada associata alla vocazione poetica di Malia, che la rivela in numerosi componimenti dedicati a temi attualissimi.

Trasferisce nitidamente, ad esempio, la sua schiettezza d’animo nel celebrare Neruda (“Pablo, / fratello dal sonno di calcedonio / poesia la tua spada / giustizia la tua madrina”); nell’affettuosa memoria della scomparsa della mamma (“Sei partita senza preavviso. / Sorry Mamy / insegnami il cammino” e, ancora, “M’inerpico a cercarti - tra nuvole e conchiglie…/ poi, m’inabisso - e l’onda del tuo amore / mi solleva”.); nell’esaltare più volte Monterosso (“È così forte la vita / che sprizza da quest’onda. / Così profonda la gioia. / Io sola con te, mio mare / respiro felicità”.); nel piangere la morte di un giovane cavatore (“Non ti scalda il petto / la maglia di lana / che inutilmente ho filato. / Fragile scudo / traforato d’amore / la vita non t’ha salvato”.); nel definire il marmo “ambasciatore / della resurrezione / e della libertà”; nel rivivere le emozioni del caratteristico borgo lunigianese di Montereggio dove “I sapienti, ascoltano beati / con i libri più amati / tra le mani / avvolti nell’anima azzurra”.

Con analoga purezza di sentimenti Malia indirizza la sua sentita riconoscenza a celebri artisti, omaggiando anche l’amico-collega Oreste Burroni (“Rileggiamo le tue poesie / mentre il treno che arriva da Pontremoli / ruggisce e trafigge l’aria / di questo freddo Ottobre. / Ma tu non scendi con gli altri viaggiatori”).

Dai pochi versi citati non sfugge l’incedere riflessivo e nello stesso tempo discorsivo della poetessa, che di poesia in poesia sviluppa la sua scrittura, offrendo la sensazione della coerenza e della profondità del suo pensiero, arricchito dal succedersi di stati emotivi, che ci vengono svelati per essere condivisi. Nell’alveo della poesia si insinua spesso qualcosa di misterioso e di esclusiva proprietà di ciascun autore, che permane nel proprio intimo, paragonabile ad una silenziosa sorgente di inestinguibile sensibilità, che dà ininterrottamente respiro al cammino creativo del poeta, soccombente dinanzi a tutto ciò che provoca attimi di trepidazione

Malia ama certamente emozionarsi, osservando i paesaggi con i particolari che li caratterizzano; rivivendo momenti di indiscutibile serenità; avvertendo il desiderio della preghiera; soffrendo la fine innocente di Anna Frank. Sostando, incantata, sulla genialità di Pablo Picasso (“Forte come cedro / misterioso come gatto / trasparente come acqua / intimo come una lampada / autocritico come specchio”.); del viareggino Lorenzo Viani (“A colpi di spatole / sgorbie / pennellate di pece / su toraci di barche arenate / tornano / i viandanti dell’amarezza”; dello scultore Henri Moore (“Esplorando l’anima / di sculture reclinate / si sveglia il Dio della creazione”.); dell’inarrivabile Michelangelo, ammaliata dalla Pietà Rondinini.

Affezionati versi sono, inoltre, per il violinista Salvatore Accardo (“Un ponte / con ali di violino / e l’infinito appare”) e per l’estroso scrittore concittadino Giancarlo Fusco (“Scintilleranno lucciole / sulla tua prima sera / ci sarà un altro Ciak / un’altra primavera”).

Dopo aver letto le poesie di Malia si ha la percezione che esse ci appartengano in quanto parlano anche della nostra vita riassunta tra elette parole. Parole che trasmettono voci, suoni, stati d’animo, che emergono gradualmente per non essere dissipati. Così, il nostro profilo autobiografico si incrocia con quello della poetessa.

Richiamo di sovente una felice citazione di Jorge Luis Borges, per il quale il libro, vi includo ovviamente la poesia, rappresenta “un’estensione della memoria e dell’immaginazione”, che favorisce di sicuro la migliore conoscenza di noi stessi e del nostro prossimo e fa crescere lo stupore dinanzi al mistero della vita, scandito da situazioni di diversa portata che meritano tutte di non essere frettolosamente neglette.

Il nuovo libro di Valerio Cremolini: Pagina 7

 

PREFAZIONE di Rina Gambini

 

Questa raccolta di articoli, che Valerio Cremolini ha pubblicato nell’arco di alcuni anni in un giornale locale, nasce dal duplice bisogno di offrirli in lettura ad un pubblico più vasto rispetto a quello riservato al “Contenitore” ed al contempo di preservarli dall’inevitabile dispersione. È uso comune, infatti, non conservare giornali e riviste, anche quando sono testimonianze di un tempo e di un luogo. L’autore, però, ha voluto che i suoi scritti, qui raccolti in successione cronologica, e non secondo gli argomenti trattati, siano salvati e custoditi, in quanto rappresentazione narrativa di un preciso momento della vita civile e sociale cittadina, e talvolta nazionale. I singoli articoli, che affrontano temi tra i più svariati, ma pur sempre legati all’attualità, partono da un evento, o un personaggio, contingente e sviluppano una sorta di storia più ampia, abbracciando vicende lontane, oppure rivisitando rapporti personali, quando si tratta di ricordare una personalità che ha lasciato il segno nella città. Avviene così che dalle pagine della bella raccolta di Cremolini, emergano le lunghe e travagliate storie di monumenti, chiese, musei, luoghi storici della Spezia, talvolta risolte felicemente, altre ancora faticosamente in divenire.

L’importanza di questa parte, come già detto non a sé, bensì frammista ad altri argomenti, è da considerarsi storicamente fondata e facente parte di un quadro di tutela di un patrimonio artistico e spirituale non certo indifferente, e orientata a far conoscere al lettore lo sviluppo di tale patrimonio, che spesso gli abitanti della Spezia ignorano o trascurano. Non dimentichiamo, del resto, che Valerio Cremolini è, prima di tutto, un appassionato cultore dell’arte e conoscitore attento di quella della nostra città, ed ha portato a termine da lunghi anni incarichi di critico d’arte commissionatigli da enti pubblici e privati artisti.

Da autentico esperto di storia dell’arte, dunque, l’autore porta avanti un segreto, non dichiarato anche se palese, progetto di avvicinare il grande pubblico alle opere artistiche di maggiore o minore importanza, agli scrigni che le conservano, alle curiosità ad esse legate. Sempre affinché la memoria si conservi, perché lo spirito di una città, il suo “genius loci”, risiede nel bello che la contraddistingue e che spesso la fretta del mondo moderno rende invisibile.

Soffermarsi e osservare: questo l’invito che l’autore rivolge tacitamente ai suoi lettori informandoli, incuriosendoli, rendendoli partecipi di una realtà che è di tutti e che tutti dovremmo amare.

Ci sono, poi, le pagine dedicate ai personaggi che hanno accompagnato la vita di molti di noi. Pagine di altra natura, più intime e personali, perché Cremolini, che li ha conosciuti a fondo e stimati con rispetto e fiducia nel loro operato, dichiara espressamente il suo affetto, la sua riconoscenza verso di essi. Sono quasi sempre i protagonisti della Spezia di ieri, gli uomini che hanno aiutato gli altri e che hanno amato la loro città. A costoro l’autore vuole rivolgere un doveroso omaggio rinnovandone e radicandone la memoria. Quando si tratti di persone ancora tra noi, l’atteggiamento affettuosamente riconoscente non muta, e l’intento è quello di farli conoscere meglio nel loro carattere e nel loro vero essere.

Che cosa troverà il lettore in questo libro?

La Spezia nella sua realtà più intima, che è poi quella dei suoi abitanti e di coloro che si impegnano per renderla degna di essere considerata bella, perché, tra colline e mare, bella la è senza ombra di dubbio, ricca di stimoli culturali, che le vengono dal suo glorioso passato e da un presente che cerca di superare gli ‘empasse’ dei cambiamenti epocali, in cerca di una identità moderna tra porto, turismo e salvaguardia della natura.

La Spezia è la vera protagonista di ogni pagina, anche quando, raramente a onor del vero, Cremolini si lascia sedurre dai fatti esterni: li commenta con la pacatezza e la lucidità di giudizio che gli è propria senza mai perdere di vista il ‘mondo piccolo’, per dirla con Guareschi, che si affaccia sul Golfo. E la sua scrittura, sempre precisa, circostanziata, attenta ai particolari, limpida e scorrevole, copre l’arco della recente storia spezzina con note di autentico amore per la sua città.

Donare agli spezzini questo libro è un atto di generosità letteraria, perché anche negli anni a venire resti vivo il ricordo di piccoli eventi (la grande storia è fatta proprio di piccoli eventi!) che costituiscono il vissuto autentico della città, che un tempo si perpetuavano nelle narrazioni familiari, ormai sempre più sporadiche perché soppiantate dai mezzi informatici e dalla mancanza di comunicazione e di ascolto. Eppure, è importante soprattutto per le giovani generazioni, conoscere il passato per comprendere il presente. Per questo motivo, la raccolta di Valerio Cremolini, dovrebbe costituire un testo utile anche a livello scolastico.

Con l’augurio che sia ampiamente compresa la sua importanza.

Rina Gambini

 

L'emozione della bellezza

la nuova antologia 2015 di Le Edizioni del Porticciolo

 

 

Prefazione di Rina Gambini

“Spinto dal desiderio di scoprire la verità ultima dell’esistenza, l’uomo cerca di acquisire quelle conoscenze universali che gli consentono di comprendersi meglio e di progredire nella realizzazione di sé. Le conoscenze fondamentali scaturiscono dalla ‘meraviglia’ suscitata in lui dalla contemplazione del creato: l’essere umano è colto dallo stupore nello scoprirsi inserito nel mondo, in relazione con altri suoi simili con i quali condivide il destino. Parte da qui il cammino che lo porterà alla scoperta di orizzonti di conoscenza sempre nuovi. Senza meraviglia l’uomo cadrebbe nella ripetitività e, poco alla volta, diventerebbe incapace di un’esistenza veramente personale”

Queste sono le parole con cui Giovanni Paolo II si rivolge agli uomini del nostro tempo nell’enciclica Fides et ratio, ed è affermazione che stimola ad abbandonare la dimensione dell’immanenza per ricercare più elevate dimensioni spirituali.

La meraviglia, pertanto, è da considerare un sentimento positivo, non solo foriero di conoscenza, ma soprattutto elevatore d’animo, veicolo per una maturazione interiore aliena dal materialismo e dallo scetticismo.

E quale miglior veicolo di meraviglia, se non la bellezza?

Non, si intende, soltanto la bellezza esteriore, quella che appaga il senso estetico, comunque importante per la gioia che produce dagli occhi alla mente e al cuore, bensì la bellezza dei sentimenti, dell’impegno, della passione per la natura, per l’umano e il divino. Una bellezza che sta dentro di noi e che dobbiamo saper scoprire facendola uscire per condividerla con gli altri, perché nulla è più bello della condivisione.

Ecco il motivo di questa raccolta: cantare un inno alla bellezza, quella palese delle cose e quella segreta, custodita nel nostro cuore, rivolta alle persone care, ai ricordi, agli impegni che ci spingono e ci stimolano, alle sensazioni che ci turbano o ci esaltano, insomma, a tutto ciò che è bellezza pura, incontaminata produzione dello spirito.

Nella raccolta i lettori troveranno tutto questo. Troveranno le gioie e le sofferenze quotidiane, le esperienze eccezionali, le riflessioni, che sono state accolte qualsiasi fosse il loro contenuto, perché ognuno è libero di pensare e di esprimersi come crede e sente, e troveranno passi filosofici di profondo spessore. Sarà un’avventura nell’interiorità, uno svolgersi dell’umano attraverso gli aspetti palesi e quelli misteriosi di ciò che ci circonda, sarà un andare a ricercare se stessi nelle parole e nelle sensazioni di chi scrive, sarà perdersi nella bellezza dell’arte, della storia, della cultura e della quotidianità. E sarà gioire insieme a chi è felice, piangere insieme a chi soffre, sarà perdersi nei versi delle poesie e immergersi nelle narrazioni, cercare e trovare qualcosa di comune e qualcosa di contrastante, perché non è obbligatorio essere sempre d’accordo. L’importante è che la lettura stimoli la riflessione, affinché non ci si perda in una realtà che non è capace di coinvolgerci e farci crescere spiritualmente, affinché per ognuno di noi sia importante avvicinarsi alla verità e al senso ultimo del vivere.

Se queste pagine avranno ottenuto il loro scopo, quello di dare serenità e di invitare alla contemplazione di una bellezza che sia ideale di umanità, veicolo di solidarietà, allora potrò considerare riuscito il mio lavoro e utile la mia idea. E, per di più, se la bellezza avrà creato una rete ideale di amicizie basate sulla comune passione per la cultura, se lo stare insieme sarà davvero un legame tra anime che si elevano verso dimensioni più alte, allora avremo tutti reso un omaggio a ciò che di più importante c’è nell’esistenza: l’amore reciproco.

Ho iniziato questa mia virtuale conversazione con i futuri lettori della raccolta L’emozione delle bellezza con le parole di Giovanni Paolo II, ed ora voglio concludere con i versi di Carol Wojtyla, il poeta, che nella sua opera Ecce Homo descrive l’impressione di Adamo (simbolo di ogni singolo uomo) di fronte al quadro che rappresenta la sofferenza di Gesù. Vedendolo martoriato nel corpo, consapevole che ha dato tanto per tutti, dice: “Eppure sei rimasto bello. / Il più bello dei figli dell’uomo. / Una bellezza simile non si è mai più ripetuta. / O, come difficile è questa bellezza, come difficile. / Tale bellezza si chiama Amore.”

Rina Gambini

 

ELENCO PARTECIPANTI

CHIARA AGNETTI

Dove Cielo e terra s'incontrano

ANGELA AMBROSINI

Ora che dirama il grano

Sui colli dell’Umbria

Ancora so essere quiete

Ritorno in Dalmazia

Madrigale

CATIA ANGELOTTI

Golfo dei poeti

Tramonto su Parigi

Paracadutismo ascensionale

Ingresso nel mondo dei miei figli: ricordi e sensazioni

CLAUDIA ASTORI

La bellezza dell'acqua

ELENA BARTONE Pungolo d’immenso

Non so quando, non so dove

Ancella nei secoli

Quando i poveri sapranno

Quando sei al mio fianco

Dopo il silenzio

Nel silenzio ti aspetto

Spicchi di felicità

CAROLINA BASSI

Lo scempio della bellezza e della storia

EMANUELA BENEDETTI

Brezza

Libertà e Amore

La brace e l’isola

2  Novembre

La stagione vuota

Vita

Didone

Nomadi nel deserto

Edipo re o Enfant Terrible?

GIUSEPPE BENELLI

Solo la Bellezza ci può salvare?

NARDINO BENZI

L’alternarsi delle stagioni mi rivela la Forza del Cielo

Santa Chiara d’Assisi

La mia prima cuginetta si accosta a Gesù

Chi è un fotografo?

Il Padre terreno del Salvatore

Due cuori

Il viso di mia moglie in una giornata di giugno

C’è ancora la Bassa?

Una primula mi parla del mio Creatore

Il mare in burrasca si placa

RITA BIGGIO CASASSA

Salisburgo

Sul belvedere

Tutto è infinito

Sorriso

Il crocifisso

Rivedo…

MARIAGINA BONCIANI

L’emozione della Bellezza

Semplicità

L’arpa

La parlata fiorentina

A  Firenze

La Feria di Malaga

Bianchi villaggi

Verona

Notturno alpino

ANNA MARIA BORRELLI

Un cuore tra i sassi

La voce

Da una conchiglia

Sull’Armonia

FIORELLA BOSCHI

Emozioni

Eterna bellezza

Paesaggi del desiderio

Poesia

Acquarellista

MARIA BOSELLI

La Bellezza del mondo

RAFFAELE CAPUTO

Il volto dell’amore

Viaggio nella memoria

VITTORIO CASALI

Le Cinque Terre

ESTER CECERE

Incantato grazie

Un tramonto ancora a Poseidonia

Firenze

Nella pineta di San Rossore

Respirando Venezia

Barriera corallina

GIUSEPPE LUIGI COLUCCIA

Casa Branca

Nel tempo

GUALTIERO COMINI

Elogio della bellezza

SARA CORDONE

La Bellezza come riflesso dell’Infinito nel cuore dell’uomo

CATERINA COSTANZO

Il Tuo nome per sempre

Parlo al mondo

A mio Padre

Se Dio parla

GABRIELLA COZZANI

Astri

Estate

La  voce del mio mare

Clessidre

Lettera alla mia amica Paola

VALERIO CREMOLINI

Di ritorno da Bayreuth

NINO CUOMO

Sorrento patria della Canzone

MARINELLA CURRE

A proposito di cibo… La cucina futurista …

MARIA CARLA DEL BONO

La bellezza delle stagioni dei ricordi

Rosa di fine stagione

Se io fossi  così grassa, morirei…

Corpo

Il tuo Buio

EGIDIO DI SPIGNA

La bellezza

Manifesto d’artista

Venere

Sophie

Porto di Venere

FRANCESCA FAVARO

Pensieri sulla bellezza

Alfabeto di bellezza

MARIA GRAZIA FERRARIS

I luoghi del silenzio

L’Elba: mare bianco

Bocca di Magra: V. Sereni e “Un posto di vacanza”

ANNA GEMMI D’ESTE

Frieda e Lawrence a Fiascherino

CESARE GIORIO

La stele dimenticata

SONIA GIOVANNETTI

Tra queste alture

Aspettando il saluto del tramonto

GIUSEPPINA GIULIANINI

Bellezza bugiarda

ADRIANA GUALANDI

La bella estate

A Padova

GIOVANNI LORÈ

Spegne la sera

Al roco respiro del vento

Il ritorno della primavera

Imbronciata luna

Al crepuscolo dell’infocata estate

Straluzza il sole l’ultimo suo raggio

MARIO MANFIO

Se fossi un cerilo…

Il treno

Il jet

La smania

Un abbraccio

Luoghi

Trieste

FRANCA MASCIOVECCHIO

Bell’uomo

Mare

A carnevale

Una poesia

Il sole

MANUELA MAZZAROL

Alberi come i Giusti

Un Altro

Goccia di bellezza

Pregare Statue

MAURO MONTACCHIESI

La vita è stupenda

Rileggo poesie

Venere luminosa

…di un fiore di Venus

Un'arida gleba deserta

LUIGI PALLADINI

Nonni

Autunno

I miei figli

Colpo di fulmine

Casetta dai robusti muri

LEDA PANZONE

Il treno della vita

Il vecchio poeta

Pensando a te

Triste notte di Natale

ANNA MARIA PAOLIZZI

Emozioni perdute

Andata e ritorno

GIANCARLO PERAZZINI

La Bellezza

ANNA MARIA PES

Luna sullo stagno

Dalla panchina

C’è il sole

Storia di un viale

Contrasti

LUCA PIERONI

L’epifania della bellezza

MARGHERITA PIZZEGHELLO

Felicità

Fenicotteri rosa

Vivere

Ogni volta mi commuovi

Con te fra le braccia

Adornami le braccia

ANGELO QUIETI 

Oltressenda Alta (BG)

DANIELA QUIETI

Bellezza di Virtù

FABIOLA QUIETI

I borghi dell’abbandono

GIAMPIETRO RIGOSA

Bello è la parola giusta

DINO ROMAGNOLI

Terra

Biondo Pensiero

Pace

GIUSEPPE ROMANO

Ambulante

Frammenti da una storia vera

ALESSANDRO SAMMARINI

La bellezza

Raggio di luna

Fuochi nella notte

Le bolle

Navigando

Dipinto d'inverno

LIDIA SELLA

Dal "kalòs kai agathós" alla religione della bruttezza

ANNALISA TACOLI

Era una casa vicina al mare...

GABRIELLA TARTARINI

Di cosa si parla quando si parla di Bellezza

NELIDA UKMAR

Le pagine della mia Terra

Brezza estiva

Almost blue

Mandala Hosta

Oasi tra le canne

Ognuno al suo posto

Profumo di lavanda

La casa degli Angeli

La Quercia

MARIO VIOLA

Il mare nello specchio

La tua canzone nel vento

Emozione

Velieri dell’Anima

L'anima della pianura

L'ansito possente del mare

MARIA TERESA ZANELLA

Sirmione ancella del lago

Riflessi

Da Pratello il mio Infinito

LORENZA ZANONI

Il bello che vive in noi

La Bellezza dell’Amore

A mio figlio Alessandro

Una nuova raccolta poetica di Mario Viola

con note critiche di Rina Gambini

L’infinito nel quale perdersi con un misto di curiosità e di paura, nel quale trovare se stessi e le energie per rinnovarsi. L’infinito: il magico nulla sconosciuto e inconoscibile dalla limitatezza dei nostri sensi. Scrive Leopardi nello Zibaldone: “L’anima s’immagina quello che non vede… e va errando in uno spazio immaginario, e si figura cose che non potrebbe, se la sua vista si estendesse da per tutto perché il reale escluderebbe l’immaginario”. Infinito, dunque, che è aspirazione alla libertà, al pensiero, alla fantasia.

“Scalare il cielo / per trovare nello spazio / l’abbagliare di un fulmine, / sospirare dell’universo / l’immensa luce vitale // l’energia lontano spinge…”, dice Mario Viola nella lirica Camminatore dell’infinito.

Che l’infinito sia una costante di questa silloge poetica lo indica il titolo stesso, Nostalgiche alchimie d’infinito: titolo in cui, in realtà, si condensano i temi salienti della poetica dell’autore. Infinito, nostalgia, magia delle parole e del pensiero: sentimenti che nascono in un animo gentile e sensibile e trovano nella poesia la loro espressione più congeniale.

L’infinito torna sovente, come già detto, nei versi che sconfinano nello spazio siderale alla ricerca di una meta interiore, di una luce che sia guida nel cammino e bagliore dello spirito: “Ho lanciato i miei cavalli / al galoppo sfrenato / verso il lontano orizzonte, / per raggiungere infine, / con la mia anima, / l’estremo confine. / I limiti sono barriere / da superare nella vita / per non restare / abbandonati all’oblio.” Così in Le stelle ed oltre. E in Armonia: “Al centro dell’occhio di luna / abbandonarmi alla corrente / della vita solare e notturna / sulla grande pianura dell’anima.”

Con altrettanta ricorrente intensità appare la nostalgia, che conduce il poeta nelle pieghe del ricordo e gli fa rivivere momenti felici, sentimenti sopiti seppure mai dimenticati, persone care che hanno lasciato impronte indelebili, oppure fugaci incontri ricchi di speranzose attese. “Ricordi che s’intrecciano / a futuri inespressi d’altri colori, / immensità a rifulgere d’altri mari / in orizzonti di tramonti infuocati. // Nostalgia e malinconia / del tuo essere sorriso d’anima, / fertile terra nel tuo sguardo / di donna persa nello spazio / come laguna nell’oceano.” (La tua canzone nel vento). E ancora nei versi finali di Poesia effimera: “Memorie d’attimi indefiniti / incalzano nel mio animo, / e ritrovo momenti di sentimenti / dolci e solari vissuti con te. // … // Sarà un altro ricordo da non perdere, / un platonico amore da non dimenticare”.

Ricordi, nostalgie, malinconie: tanti i temi trattati in questa sorta di capitolo inglobato nel contesto della silloge. Gli amici dell’infanzia e dell’adolescenza, perduti lungo il cammino della vita, “partiti per vite differenti, / traditi dai loro sogni.” (L’amicizia perduta), al massimo sentiti con una telefonata per gli auguri delle feste, ma divenuti estranei, vivi solo nella memoria. Il profumo del pane appena sfornato, come nei giorni dell’infanzia lontana, con la famiglia riunita intorno alla tavola per il rito gioioso del desinare. L’odore della terra nel declinare della stagione, quando cadono le foglie e il muschio esala effluvi umidi che inducono a mesti pensieri. Il rumore del vento che soffia sulla pianura e porta con sé il sentimento di appartenenza che il poeta sente vivace nel cuore. La mestizia del giorno dedicato ai defunti, pervaso dalla bruma di novembre, e dalla malinconia dei ricordi struggenti dei propri cari. La figura della madre, sempre presente anche nell’assenza, immateriale luce di sicurezza, d’amore e di speranza.

Ancora ricordi di luoghi visti, vissuti più col cuore che con la mente, impressi nella memoria e nella fantasia, vividi di emozioni interiorizzate. Il Golfo del Tigullio in una giornata di dicembre vibra del fragore del mare che sciaborda sulla riva e dello stridore dei gabbiani che volano vincendo l’attrito del vento; s’illumina dei colori vivaci delle case a ridosso del mare, della luce velata del sole; emoziona facendo presagire antiche storie di avventure e di pace. Per contro, Rimini d’estate, con l’afflusso dei turisti, le luci e la vita notturna, i bar sempre aperti, l’arenile infuocato. Il senso di libertà della Polinesia, la mesta armonia dei canti lusitani ascoltati a Lisbona, l’impressione di desolazione della martoriata città di Beyrouth. E poi Fatima, con la sua spiritualità che attira i pellegrini, “miracolo dell’anima / che ritrova l’esigenza della penitenza, / per conquistare la purezza della / nostra Signora del Rosario.” (Il sole danzò quel giorno a Fatima). Lourdes, carica del mistero del miracolo, meta di persone disperate e speranzose, “che accettano l’inspiegabile; / paradiso per molti in terra, / disseta l’arsura delle fiamme / pellegrine con la sua acqua. // Acqua di purezza e verità” (Lourdes).

Spesso ricorre l’immagine del mare, soprattutto il rumore del mare, la sua mesta armonia quando è tranquillo, il suo fragore quando è burrascoso. Il mare come gioia e come malinconia, come scorrere del tempo e come immanenza, il mare come libertà e infinito, nello scambio e nell’intersecarsi delle suggestioni dell’anima poetica.

In questa miriade di immagini, profumi, visioni, in questa selva di sentimenti e di emozioni, sta l’alchimia che plasma la vita, l’intensità di un’anima e di una coscienza che, pur aderente al presente, non dimentica il passato e i doni elargiti dalla natura. Il cuore di un poeta dei nostri giorni che sa viverli nella pienezza consapevole di realtà e illusione.

Mario Viola conosce bene la magia della poesia, la coltiva da anni, la sa interpretare e riprodurre con il suo linguaggio pacato e sicuro, con l’armonia di versi pieni, intensi, musicali. E la poesia è per lui rifugio e guida nell’arcano mistero della parola. “Sempre quando lo spirito si stanca, / mi affido all’anima, che sa navigare / in nuovi arcipelaghi, a rinfrancare / il mio stanco cuore di marinaio. // La parola è timone che dirige sulla rotta / le vele alzate dalla libera coscienza, / e ritrovo momenti infiniti di serenità / nel vento che spinge i velieri dell’anima” (Velieri dell’anima).

Rina Gambini

Il Fascino della Memoria, presentazione dell'antologia,

a cura di Rina Gambini

Prefazione alla raccolta di Pensieri ricordi testimonianze in poesia e in prosa
IL FASCINO DELLA MEMORIA

Nell’Ottobre 1984, in un’intervista comparsa sul quotidiano “Il Tempo”, il poeta italiano Luciano Luisi  chiese a Jorge Louis Borges se, secondo lui, ci fosse differenza tra la poesia e la prosa e Borges gli risponde: “La differenza è nel lettore più che nel testo. Chi legge una poesia si aspetta emozioni, chi legge una prosa si aspetta argomenti e informazioni, ma essenzialmente sono uguali. Io ho provato tutte le forme di espressione, ma non c’è differenza. Una differenza tipografica, forse, ma nient’altro”.
Dunque, come si evince dal pensiero del grande scrittore argentino, per esprimere le proprie idee, le emozioni e i ricordi, non esiste un genere letterario privilegiato, perché va indifferentemente bene la poesia come la prosa. Ecco perché, accingendomi a dare vita ad una raccolta di per sé ricca di sentimenti, ho pensato che vi dovesse essere spazio sia per coloro che prediligono la sintesi immaginifica e la metafora della poesia che per coloro che amano la chiarezza e la concretezza della prosa. Tanto, la comunicazione col lettore è comunque immediata e il fascino della memoria non subisce decadimenti in nessuno dei due generi.
E poi, non si può non tenere conto che il ricordo ha tante sfaccettature, tante angolazioni, a seconda delle sensibilità personali e delle esperienze che lo hanno generato, a seconda dei momenti in cui la memoria prende il sopravvento sulla quotidianità. Questo rende estremamente variegata una raccolta di testi lirici e narrativi, tanto da farne veramente uno spaccato dell’anima individuale e sociale del nostro tempo e della nostra appartenenza al mondo italiano.
Così è nata questa raccolta antologica, che come quelle che l’hanno preceduta, vuole tornare al passato, ma non per languore nostalgico, bensì col preciso intento di non disperdere quei sentimenti che più di altri ci rappresentano: l’amore per la famiglia, per gli amici, l’infanzia e l’adolescenza serena, la nascita dei figli, la perdita dei propri cari, e non ultimo, il piccolo mondo che ci ha formato, le strade, le case della città storica o del paese. E poi, le avventure che hanno accompagnato il lavoro e lo svago, i pericoli della guerra, le gioie, le emozioni destate dalla bellezza dei luoghi, insomma, una infinità di motivi che vanno raccontati e fermati sulla carta affinché ne resti testimonianza palpitante e vera.
Come sempre, ai testi degli autori contemporanei, ho voluto affiancare testi di grandi scrittori e poeti entrati ormai nella storia, ed ho scelto, quando possibile, brani meno noti, affinché si potesse verificare come, al di là di ciò che è ben conosciuto da tutti, vi siano pieghe segrete del cuore manifeste in pagine di grande pregio ingiustamente trascurate. Ed anche in questo caso, la scelta è tra le più varie, spazia tra poesia e prosa, tra nostalgia e rimpianto, tra avventura e sentimento. Volutamente ho privilegiato autori italiani, perché desideravo che questo spaccato di vita rappresentasse le nostre radici, i nostri sentimenti, il nostro retaggio culturale. Insomma, il nostro essere italiani, di cui dovremmo essere fieri.
I lettori potranno constatare quanta diversità di emozioni rivesta la memoria. Le persone rievocate, i fatti che emergono dalle narrazioni, i luoghi che si stagliano con profili nitidi e vivi nel sentimento, sono indicativi di quanto il passato si imprima in noi, nel cuore e nella mente, senza dissiparsi nonostante il trascorrere degli anni. Un passato che, anche quando è strettamente personale, sa accogliere gli altri in un comune percorso esistenziale. Le storie del passato, qualsiasi esse siano, diventano, tutte insieme, storia dell’uomo.
Le mie riflessioni sulla memoria non vanno oltre queste poche note: che io creda nel suo valore è più che evidente dalla volontà di portare avanti questa idea e di valorizzarla, facendo sì che molti siano i lettori di questa raccolta. Del resto, all’interno troverete brani “filosofici” estremamente esaustivi sul tema, tali da oscurare qualsiasi altra considerazione.
A me resta il piacere di aver raccolto tante testimonianze, di aver curato con amore questa pubblicazione commentando ogni autore e di essermi sentita in mezzo a tanti amici che hanno immediatamente accolto e condiviso il mio progetto. A tutti il mio grazie, nella gioia di aver dato un contributo, se pur piccolo e insignificante, alla nostra cultura nazionale.

Rina Gambini

 

Sono inclusi nell'antologia i seguenti autori:

SIBILLA ALERAMO
Nostalgia di Sorrento

CLAUDIA ASTORI
Un salto di qualità

GIUSEPPE BENELLI 
Una memoria collettiva contro la paura dello spaesamento - I luoghi come «casa per l’anima»

NARDINO BENZI
Io pellegrino davanti a mio Padre conseguo la gioia della Pace - Don Dante Lasagna - Un’ostia consacrata - Gli anni di mia nonna - Albeggiava - Bambino mi accosto a Gesù

SERENA BEONI
Il velo da sposa

MARIAGINA BONCIANI
11 Settembre - Un volto, un violino, una voce - L’incontro -Vecchia Milano -Il maniscalco - Il mio quartiere

ELLENICO BORRELLI
Puglia – Tavoliere – Milano –Sfida su pei monti – Ricordi di un bambino

LIA BURIGANA
Eccoci qua…

FRANCO CAMPEGIANI 
Storia e destini dell’hinterland romano

ORNELLA CAPPUCCINI
Memoria – Dilatar del tempo! – Calendola – Sulla via Appia Antica – Luci e suoni – Vigilia di Natale – 3 Giugno – Reginetta per un giorno

RAFFAELE CAPUTO
Ombre dei ricordi – Il ricordo di un’amante Sul viale del tramonto - Saint-Christophe

GIOSUÈ CARDUCCI
Nostalgia

VITTORIO CASALI 
Pensieri sotto le stelle

ENZO G. CASTELLARI
Ricordi di un giovane regista

ESTER CECERE 
Testimoni del tempo - A pesca con la fiocina

GUALTIERO COMINI
Lunga fuga per la libertà

ANTONINO CUOMO
Un evento che cambiò la vita - Sorrento incontrò l’Inghilterra

CLAUDIO DE FERRA
Come in un film

EGIDIO DI SPIGNA
Terra di Liguria – Filastrocca di una sera d’inverno – Exodus - L’odò de Portivene

FRANCESCA FAVARO
Per la poesia, dalla poesia, la memoria

MARIA GRAZIA FERRARIS
Ombrellopoli

ALBERTO GATTI  
Uragano

IGNAZIO GAUDIOSI
Arsura – Altane di Carozzo

EDDA GHILARDI VINCENTI
Oh, ricordi! – Era primavera – Come un dono – Brillavano le foglie… - La dimora di campagna – Non permettere…

ANNA GIACALONE
Nel tempo dei ricordi - Marsala - Nel ramo dei ricordi

GUIDO GOZZANO 
L’analfabeta – L’amica di nonna Speranza

ADRIANA GUALANDI
Memoria – La pastasciutta – Mia Madre – Mio padre

HAFEZ HAIDAR 
Giuro che vi salverò

RITA IACOMINO 
Il tempo come fili sospesi – Mancanze – Petali e parole

GIACOMO LEOPARDI
Pensieri XIII – da: Zibaldone

MARIO MANFIO
La cicatrice – Rimpianto – Disincanto – Il tempo del Liceo – “Correva l’anno…” - Al mio maestro delle elementari

VERA MARCOLINI 
Premessa – L’ultima vela – L’argine

FULVIA MARCONI 
Viola - Giovinezza

MANUELA MAZZAROL
Un ricordo d’estate

STEFANO MELANDRI
Tre generazioni raccontano...

NADIA MOGINI 
Trapassati molto prossimi – Il passo educato – Reperita iuvant – Separazioni – Ricongiunzioni – La su balia – Frizze – Haiku del tempo passato

EUGENIO MONTALE
Non recidere forbice quel volto… - Cigola la carrucola del pozzo…

CRISTIANA MUGERLI
Zia Rosa

ALBERTO NESSI 
Sorelle, rovina dei poeti – Lutto - Grazie, Signore, del memento…caudato – Arrivano gli Unni – A rivederVi… - Addio – Pattume – Decantazione – Perché? – Padre nostro…

IPPOLITO NIEVO 
Una vecchia cucina

LUIGI PALLADINI 
Un lutto improvviso – In cerca di lavoro

ORIETTA PALMA NOTARI
Il fascino della memoria

LEDA PANZONE NATALE 
Gli zampognari – Nonostante tutto – Scuola d’Antan – Le quattro stagioni – Ad un grande amore

DOMENICA PARRINO
Era la guerra…

GIOVANNI PASCOLI
Allora – Sogno

ALESSIO PASQUALI
Chimere – Camposanto di campagna – Un altro luogo, un altro tempo – Non c’è altro - Dipinta d’azzurro profondo

GIANCARLO PERAZZINI
C’era una volta L’Africa

GIANPIERO PERLASCO
Viaggio con i libri

ROSSANA PIANIGIANI
I silenzi – Nei ricordi della memoria – Ricordi - Il tempo meraviglioso dell’infanzia e adolescenza

LUCIA PIGIONA
Viaggio in Sicilia: il mito greco, terra dei nostri avi

DANIELA QUIETI
Rivedo un gelso – Le Virtù che non tramontano

GIAMPIETRO RIGOSA
Il colloquio con l’ex comandante partigiano

DINO ROMAGNOLI 
La grande corsa – Vecchio mio

GIUSEPPE ROMANO
Pane caldo – Il volo dell’airone – Sipario – Impronte –   In attesa dell’arca…

MARINELLA ROSIN BELTRAMINI
A Versa – Erano undici sul lago – Abu Ghraib – Vecchia stazione – La stalla di Martina – Un volo in musica

GIULIANA ROSINI
La “Sciapetta”

MAEROSA RUSSO
Cinquanta lire per un gelato

UMBERTO SABA
Sopra un ritratto di me bambino – da: Infanzia

RENATO SERRA 
Ritratto di Carducci vecchio

VIRGINIA SORRENTINO
Quel pioppo altissimo – Mi tornano alla mente – Preferisco, mamma - Parentesi di ferragosto – Tra i cespugli di more – Cammino assorta – È come - “È pronto a… tavola!”

VALENTINA SPINETTI
La terrazza dei ricordi

GIUSI TAMBORINI 
Saluti e baci

GABRIELLA TARTARINI
Otto

FERNANDA TESTA 
Signore molisane dell’Ottocento: il gusto della pazienza

CARMELA TUCCARI
Cum grano salis

GIUSEPPE UNGARETTI
Se tu mio fratello – I ricordi

MARIA GRAZIA VACCHINA
Tra aquile e aironi – Vivere tra i monti Vecchio bordo – A Superga Radici

MARIA TERESA VERONESI
Il mio cane “cattivo”

MARIO VIOLA  
Sassi – In questa corte dei miracoli  Nell’harem della fantasia Storia contadina - Suadente stella di giovinezza Memorie inattese

RITA VITTOZZI 
Noi che…

FABRIZIO VOLTOLINI
Caffè felicità

PIERFRANCESCO ZEN
Poesia – Eternità e dissolvenze – Sentinelle dell’ignoto

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