Antologia - Collana "Il timone" (11)
Il timone mantiene la rotta: per usarlo il marinaio si basa sulle carte, oppure sull’esperienza e sull’esempio di chi l’ha preceduto. Le Antologie raccolgono esempi, esperienze, testimonianze, insomma sono il “timone” della letteratura e servono per “mantenere la rotta”, per seguire una navigazione lineare e sicura.
Come tutti gli anni, a conclusione del
Premio Europeo di Arti Letterarie Via Francigena,
viene presentata l'Antologia
che contiene tutte le poesie premiate.

Una nuova antologia tematica de Il Porticciolo

"Caro Papà…"
Pensieri ricordi testimonianze in poesia e in prosa della figura paterna.
a cura di Rina Gambini
Abbiamo reso omaggio alla mamma, era doveroso farlo anche per il papà! Dopo Cara Mamma…, infatti, abbiamo voluto che anche i papà avessero un loro ricordo, qualche testimonianza dell’affetto e della riconoscenza, qualche volta, purtroppo, del rimpianto dei propri figli. Nasce da questo la nostra raccolta: dal bisogno di lasciare alle generazioni future, fermate sulla carta, le note di vita e di personalità di coloro che hanno segnato un carattere, un presente e un futuro, un destino nei propri cari.
In realtà la figura del padre non sempre ha una funzione immediatamente conciliante nella vita del figlio, specie se è maschio. Nella società occidentale, il ruolo paterno era concepito in modo autoritario, demandando a lui non solo il sostentamento, ma anche la parte decisionale della vita della famiglia. Nella società patriarcale i figli erano una sorta di proprietà del genitore, tanto che si venivano a creare contrasti più o meno espliciti, qualche volta passivamente subiti. Il padre-padrone, fatto salvo il lato affettivo e la buona fede, basata sulla convinzione di scegliere il meglio per il bene dei suoi figlioli, rivestiva così un ruolo che poteva pesare sul giovane, incapace, per convenzioni e per legami, di liberarsi del peso della volontà paterna.
Non pensiamo che questa situazione appartenga al passato. Certamente ai nostri giorni è ben raro che si creino motivi gravi di contrasto tra padri e figli, sebbene lo scontro generazionale sia costantemente in agguato. Se i genitori hanno ormai acquisito di dover rispettare le scelte e le inclinazioni dei propri figlioli, la loro influenza sulle decisioni tende ad essere ancora occultamente pesante, soprattutto nell’indirizzo professionale.
Eppure tutti i figli sanno che, nella maggior parte dei casi, i loro padri hanno agito per il loro bene, per facilitare loro il futuro, per farne degli uomini solidamente strutturati, sia caratterialmente che moralmente. E, se sono stati severi, a posteriori, e soprattutto con la maturità, se ne comprendono le ragioni e se ne apprezzano gli intenti.
Quando, poi, il papà manca, ecco che manca il punto di riferimento solido, quello che ha sostenuto la giovinezza con l’esempio e la comprensione. Si rivalutano le sgridate e le imposizioni, si ama la serietà formativa e a volte quella ruvidezza che nelle passate generazioni serviva per non cedere al sentimento di tenerezza verso i propri cari.
Essere genitori, e padri in particolare, data l’impostazione sociale di cui ho accennato, non è mai stato facile, in ogni tempo e in ogni luogo, ma il retaggio di responsabilità, di oneri morali e materiali, seppure anche di soddisfazioni e di gioie, è elemento insostituibile nella vita di ogni uomo. E tra padri e figli il legame resta indissolubile, anche nei contrasti e negli scontri, anche nei rimpianti e nei rimorsi, anzi, soprattutto in quel "avrei dovuto… avrei voluto…" di cui è costellato il pensiero e la memoria. L’unione viscerale con la madre diviene, con l’età matura, unione spirituale col padre, in un riconoscimento più arduo da raggiungere, ma non per questo meno sincero e partecipatamene affettivo.
Padri e figli: un dualismo che, tra strappi e conflitti, segna la continuità dell’esistere, il permanere di gesti, pensieri, abitudini, soprattutto affetti, di cui siamo portatori e tramite, passando ai nostri figli ciò che ci è stato lasciato, imprimendo nella famiglia quel segno distintivo che la fa unica e insostituibile…
dalla prefazione di Rina Gambini
Erbusco (BS) – Scuola Elementare
13 marzo 2010
Il 13 marzo, presso la Scuola Elementare di Erbusco (BS), per ricordare il cinquantennale dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura al Maestro Salvatore Quasimodo, si è svolta una cerimonia con la partecipazione di tutti gli alunni della Scuola, degli insegnanti, del Sindaco Isabella Nodari, dell’Assessore alla Cultura Rosa Milini, del figlio del poeta Alessandro Quasimodo e del Presidente del Centro Culturale Il Porticciolo, Rina Gambini.
I bambini hanno mostrato grande attenzione all’evento preparando alcune poesie che hanno porto, anche con commento, alle autorità presenti e ai numerosi genitori convenuti, con grazia e con una partecipazione eccezionale.
La cerimonia si è svolta in una atmosfera eccitata e simpatica, che ha emozionato tutti i presenti.
Alla festa del mattino è seguito, alle ore 20,30, presso il Teatro Comunale, un Convegno – Recital sul tema della Letteratura Femminile, dal titolo "Qui non provo di donna il proprio stato…" (verso di Isabella de Morra, poetessa del Cinquecento), tenuto da Rina Gambini, che ha parlato delle Figure femminili artefici della Letteratura, da Sara Cordone, che ha trattato le figure femminili protagoniste delle opere letterarie, da Beatrice a Silvia. Alessandro Quasimodo, con la sua ineguagliabile arte di comunicatore di poesia, ha letto numerosi brani lirici, molti anche inediti.

La raccolta completa delle opere di poesia vincitrici del Premio Europeo di Arti Letterarie Via Francigena 2010.
Un Itinerario di Poesia, a cura di Rina Gambini.
Premio Europeo di Arti Letterarie Via Francigena 2009 - Un itinerario di poesia, a cura di Rina Gambini.
Il volume raccoglie le poesie premiate del prestigioso concorso letterario organizzato, ogni anno, dal Centro Culturale il Porticciolo.
Presentazione
Quanti Natali abbiamo tutti nel cuore! Quante ore liete, quante presenze care, quanti ricordi, quanti rimpianti!Legate alle feste natalizie, si snodano dentro di noi le memorie di un passato ricco di gesti e di tradizioni familiari, che sembrano essere state soffocate dal dilagante consumismo della nostra società. I valori di amore e di pace, che hanno contraddistinto la festa della Natività sembrano ormai relegati alla pura apparenza, ad un dire, e ad un agire, che non hanno altro fondamento che l’apparire.
La copertina della magnifica antologia poetica del Concorso Internazionale "Fortezza di Castruccio",
edita da Rina Gambini per il Centro Culturale il Porticciolo
Atti del Convegno di Fidenza Giugno 2008
Convegno:“Le vie di comunicazione nell’Europa antica e medievale”
Fidenza – Corte delle Feste – Palazzo delle Orsoline28 Giugno 2008
L’importante tema del Convegno ed il prestigio dei relatori, hanno decretato all’avvenimento un eccezionale successo. Ideato, organizzato, introdotto e condotto dalla Prof.ssa Rina Gambini, si è svolto in tre momenti:-
Dr.ssa Maria Grazia Vacchina: “Attraverso le Alpi: vie di comunicazione nel mondo antico”- Dr. Giampietro Rigosa: “Agli albori della Francigena”- Prof. Giuseppe Luigi Coluccia: “La via Francigena e il suo declino”
Sono intervenuti per un saluto: Davide Vanicelli – Assessore alla Cultura del Comune di Fidenza, Massimo Tedeschi – Presidente dell’Associazione Europea delle Vie Francigene
Le Edizioni del Porticciolo hanno pubblicato gli Atti del Convegno nella collana La Bussola
Un itinerario di Poesia
All’ombra del colle del Piagnaro, nell’antica Ponstremulus, vi abbiamo introdotto nelle suggestioni e nei profondi significati della Via Francigena, riportando alla luce, nell’arco dei precedenti cinque anni, gli autentici valori di un lungo cammino di fede, di cultura, di unione tra i popoli.
Varcata la soglia del primo lustro, abbiamo pensato che eravamo pronti per percorrere la strada dei pellegrini, con lo spirito nuovo e antico del contatto interpersonale e interterritoriale, proprio della storia medievale delle vie Romee, ed abbiamo scelto una tappa significativa del percorso, la città di Fidenza, che da sempre ne ha costituito uno dei centri maggiori, come Pontremoli, del resto, ed oggi si presenta come sede dell’Associazione Europea dei Comuni sulla via Francigena, e come meta di tanti pellegrini che, in tempi di rombanti mezzi di trasporto, scelgono il cammino a piedi, o in bicicletta, per valicare gli Appennini, rivitalizzando l’antica tradizione. Tradizione di fede, certo, e di scambi culturali, ma anche percorso iniziatico per ritrovare, attraverso la fatica e il sacrificio, l’autenticità del proprio essere uomini.
Eccoci qui, allora, come ogni anno, con lo stesso entusiasmo di sempre, e con nuovi amici, che si accompagnano ai fedelissimi, a ritrovare intatto in ognuno di noi il patrimonio che ha fatta grande l’Europa, ma soprattutto che ha fatto del territorio italiano un faro di civiltà, una meta da raggiungere per essere, a pieno diritto, cittadini del mondo. Un patrimonio che si costruisce senza dubbio sul passato, ma che si arricchisce nel presente, perché l’Italia, con le sue vestigia, con la sua arte incomparabile, può presentarsi costantemente ai cittadini di ogni nazione come l’esempio da seguire.
Un impegno che tutti gli uomini di cultura dovrebbero considerare prioritario, e che noi, con i nostri esigui mezzi, abbiamo perseguito con tenacia, tenendo vivo il ricordo del nostro antico retaggio. Non abbiamo, però, mai dimenticato di sostenere e promuovere la letteratura e l’arte di oggi, altrettanto ricca di quella di ieri, sebbene talvolta trascurata. Una grande risorsa umana e sociale, che, sconosciuta ai più, ha la capacità di essere vitale e di rinnovarsi col tempo e con i suoi sempre nuovi bisogni.
A tutti gli scrittori di oggi, pertanto, rivolgiamo il nostro apprezzamento, e l’invito a perseverare, affinché i loro sforzi, le loro parole, non vadano perdute. Continuando idealmente a percorrere la Via Francigena potremo incontrarci, conoscerci, trovare una comunione di idee ed intenti, che non potranno che fare più grande il nostro paese e la sua cultura.
Ringraziando tutti per l’assidua e sincera simpatia dimostrata, invito a proseguire insieme il cammino intrapreso con la gioia della comune passione per le lettere.
Prof. Rina Gambini
