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    Antologia Via Francigena 2010 Stampa E-mail
    martedì 22 giugno 2010

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    La raccolta completa delle opere di poesia vincitrici del Premio Europeo di Arti Letterarie Via Francigena 2010.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Un Itinerario di Poesia, a cura di Rina Gambini.

     

     
    Poesia e Vita Stampa E-mail
    sabato 01 maggio 2010

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    Una raccolta poetica di Adriana Gualandi

    Adriana Gualandi, fin dal titolo di questa sua opera, ha voluto affermare la supremazia dell’esistenza sul fare poesia, e la scelta, a mio avviso, è estremamente opportuna, in quanto la poetessa padovana non si distacca mai, nei suoi versi, da quelle che sono le componenti della vita. Siano esse esperienze quotidiane, momenti di intimità familiare o incontri amichevoli, siano i bimbi che giocano nei giardini o le mamme impegnate nel menage casalingo, siano le visite a città d’arte o il piacere di ammirare mostre e musei, sempre si risveglia in lei il desiderio di comporre liriche in cui rispecchiare i sentimenti e le emozioni che si sono venute a creare nel suo cuore. Quando, poi, la assalgono i ricordi, ai quali si abbandona volentieri, in quanto mezzo per rivivere la felicità dell’infanzia e dell’adolescenza, ecco che l’anima si esalta in un brulicare di sensazioni, talvolta gaie e piacevoli, altre malinconiche, ma sempre fortemente vivaci e ricche di note interiori.
        Con questa sorta di Antologia poetica, in cui ha raccolto il meglio della sua produzione, nel senso che vi ha incluso ciò che con maggiore incidenza rappresentava il suo pensiero e la sua ispirazione, la poetessa ha voluto fare un dono ai suoi cari, affinché rimanesse nel tempo, addirittura al di là del tempo, un messaggio di vita e d’amore che le è caro; ed ha voluto che le sue liriche fossero corredate dai disegni del nipotino, il quale, con molta sensibilità, ha colto le sfumature intime dei versi e le ha volute rappresentare con tratto sicuro e soprattutto con ampiezza di particolari.

    dalla prefazione di Rina Gambini

     

     
    Quattro Settimane Stampa E-mail
    mercoledì 07 aprile 2010

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    La nuova raccolta poetica di Ildefonso Rossi Urtoler

     

     

     

     

    Quattro settimane per tornare ad essere se stesso, per riappropriarsi della propria vita, per riavere il controllo sulla mente e sul cuore. Quattro settimane per trasformare ogni spazio del giorno in uno spazio poetico, specchio di quel segmento interiore che, in quello scampolo di tempo, si è andato ricostruendo.

    La psicanalisi affermerebbe che lo scrivere funge da una sorta di autoanalisi, che aiuta a rimuovere il problema inconscio. Ma per Rossi Urtoler il problema non è per nulla inconscio, è un problema vero, reale, dovuto ad una grande perdita, quella della moglie amata, che lo ha lasciato svuotato, incerto, senza volontà e, tanto meno, entusiasmi. Ha trascinato così alcuni difficili mesi, poi, in quattro settimane di poesia, ha salvato se stesso dall’annullamento.

    Non dobbiamo fare l’errore di pensare che in un così breve tempo egli abbia superato il dolore, lo ha soltanto esorcizzato: la sofferenza della solitudine, del vuoto intorno e dentro, permane ed è visibile nei versi di questa bella silloge dalle intense note intimistiche, ma su quella, che porta soltanto annientamento di sé, prevale ora l’accettazione della volontà divina, la consapevolezza della precarietà umana, dello scorrere inesorabile della vita a cui bisogna sempre dare un senso.

    Dalla Prefazione di Rina Gambini

     
    Qui non provo di donna il proprio stato... Stampa E-mail
    martedì 23 marzo 2010

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    Erbusco (BS) – Scuola Elementare

    13 marzo 2010

     

    Il 13 marzo, presso la Scuola Elementare di Erbusco (BS), per ricordare il cinquantenale dell’assegnazione del Premio Nobel per la Letteratura al Maestro Salvatore Quasimodo, si è svolta una cerimonia con la partecipazione di tutti gli alunni della Scuola, degli insegnanti, del Sindaco Isabella Nodari, dell’Assessore alla Cultura Rosa Milini, del figlio del poeta Alessandro Quasimodo e del Presidente del Centro Culturale Il Porticciolo, Rina Gambini.

    I bambini hanno mostrato grande attenzione all’evento preparando alcune poesie che hanno porto, anche con commento, alle autorità presenti e ai numerosi genitori convenuti, con grazia e con una partecipazione eccezionale.

    La cerimonia si è svolta in una atmosfera eccitata e simpatica, che ha emozionato tutti i presenti.

    Alla festa del mattino è seguito, alle ore 20,30, presso il Teatro Comunale, un Convegno – Recital sul tema della Letteratura Femminile, dal titolo "Qui non provo di donna il proprio stato…" (verso di Isabella de Morra, poetessa del Cinquecento), tenuto da Rina Gambini, che ha parlato delle Figure femminili artefici della Letteratura, da Sara Cordone, che ha trattato le figure femminili protagoniste delle opere letterarie, da Beatrice a Silvia. Alessandro Quasimodo, con la sua ineguagliabile arte di comunicatore di poesia, ha letto numerosi brani lirici, molti anche inediti.

    Il contenuto della serata è raccolto in un interessante volume edito dalle Edizioni del Porticciolo.

     
    La Meraviglia del Creato Stampa E-mail
    domenica 03 gennaio 2010

    Sample Image"Il punto di partenza dei suoi componimenti è sempre la natura, costante ispiratrice di profonde emozioni, sentite dall’autrice con tutte le corde del suo essere, in una serena, e insieme dolorosa consapevolezza delle lacerazioni insite nel vivere di ogni persona. È come se le immagini che giungono ai suoi occhi, che lei sa tradurre in parola lirica, risveglino nell’animo suo una serie infinita di analogie, di memorie, di sentimenti che legano il passato al futuro attraverso un presente che ha saputo far tesoro del bagaglio di esperienze da proiettare sul domani.
    In effetti, in Rita Barbetti non c’è ripiegamento su se stessa, fatta salva una sottile vena malinconica, ma una costante spinta verso una vita ch’ella spera serena e appagante, ricca di amore. Una vita costruita in anni di militanza poetica, risvegliando attraverso l’arte, ch’ella ha coltivato sia applicandosi alla poesia, sia attraverso una creatività legata all’elaborazione di oggetti con elementi naturali, quali fiori o conchiglie, una voce che ha resi palesi e concreti i pensieri che via via maturavano nel suo intimo.
    La Natura è per lei soprattutto il mare, quel lungo litorale della Versilia che, nei mesi invernali, si distende uguale, silenzioso e solitario, accompagnato dall’infrangersi dell’onda, ora lento e suadente, ora impetuoso e tormentato. In questo lungo arenile la poetessa passeggia immersa nelle sue emozioni, e vi coglie il palpito vero della vita; in questa assenza dei rumori assordanti della civiltà tecnologica ritrova se stessa e il suo cuore esulta nella speranza e nella pace."


    dalla Prefazione di Rina Gambini

     
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