Note biografichePina Paduano è nata a Portoferrario, nell’Isola d’Elba, nel 1927, ma è vogherese d’adozione, e attualmente risiede a Salice Terme, nell’Oltrepo Pavese. È stata traduttrice dall’inglese dei “Gialli Mondadori” sotto la direzione prima di Alberto Tedeschi e successivamente di Oreste Del Buono, ora è collaboratrice del “Giornale di Voghera”. Nel 2005 ha ricevuto la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica Italiana per la poesia, nell’ambito della V edizione del Concorso Letterario Nazionale L.I.T.A. Il suo amore per la scrittura, che l’ha accompagnata per tutta la vita, ha avuto inizio con una poesia composta nel 1936: da allora la scrittura le dà il piacere di sentirsi unita agli altri, trasmettendo loro le sue emozioni. Ella, infatti, ama la vita in tutte le sue manifestazioni, e ritiene che la Poesia ne sia un elemento indispensabile. Note critiche Vivide e fresche come un fiore, scaturite da un cuore che sa costantemente rinnovarsi nell’intensità del sentimento, le poesie di Pina Paduano si offrono alla lettura come espressione immediata dell’amore. Semplici e delicate, contrassegnate da un linguaggio limpido e puro, in cui ogni singola parola ha il peso determinante del significato a cui vuole pervenire, le liriche si snodano attraverso un percorso lineare ed armonico, che ripercorre il filo del vissuto. La delicatezza del ricordo, la sua profonda interiorizzazione, muovono attorno alla figura dell’amato con esattezza di linee evocative. Il significato delle composizioni, però, travalica i confini dell’intimo e dello strettamente personale per assurgere ad esempio universale di comunione affettiva e spirituale col compagno di vita. In questa prospettiva neppure la morte può scindere un legame che si è protratto nell’arco di lunghi anni, e la poetessa è capace di rinvigorirlo tenacemente sulle ali della memoria e nella rievocazione dei momenti felici del passato, travalicando i limiti del tempo e dello spazio. A fare da contorno al sentimento, da cui nascono i versi, la natura nel rigoglio della sua pienezza accompagna gli episodi salienti della vita dei due protagonisti di questa silloge poetica, dal loro romantico, indimenticabile incontro all’attuale solitudine di lei, che pure sente ancora vicini i felici momenti della vita: “Nessun tempo, nessun tempo”, infatti, è trascorso da allora, ché tutto è presente e vivo in lei. Una poesia dell’anima, quella di Pina Paduano, nata spontaneamente e coltivata come un fiore che sboccia nel giardino del cuore, con i colori vivaci della felicità e la rugiadosa evanescenza del pianto, che è l’espressione di un amore di donna, che sa combattere la sofferenza e librarsi nelle immense, autentiche e sincere dimensioni del sentimento più puro. Rina Gambini – dalla prefazione di "Mio caro amore" - Edizioni del Porticciolo Letture Quel tuo sguardo Mi raggiunse da chissà dove attraverso la lontananza dei tavoli al Bar della Stazione quel tuo sguardo che subito si prese tutto lo spazio. Questo amore per te Ho dentro questo sentimento che fa da padrone che occupa tutto lo spazio che mozza il respiro che domina il sangue che è male, che è bene il buio, la luce che è nulla, che è tutto la morte, la vita. Ho dentro questo sentimento che fa da padrone questa gioia, questo tormento questo amore per te. Amore mio Amore mio essere vicini è bello come un giorno caldo di settembre sulla bianca spiaggia dell’isola mia lontana. È bello come guardare il mare verde che si perde sullo scoglio bruno tra scintille bianche. Amore mio essere lontani è triste come un giorno freddo di novembre nella fitta nebbia della nostra valle padana. È triste come guardare le foglie morte ai lati delle strade sotto gli alberi scarni. Il mare e l’isola Io sono l’isola e tu sei il mare che ne lambisce le coste che si insinua nei suoi più tortuosi recessi trasformando il buio in trasparenze di smeraldo. Io sono l’isola e tu sei il mare: sui miei scogli la tua furia diventa una cascata di diamanti sulla mia spiaggia le tue piccole e grandi onde compiono il rito dell’eterno ritorno. Scorreva il fiume Quella volta sul Ticino. Scorreva l’acqua del fiume, cercava il mare. Era azzurro il fiume. Azzurro come il cielo su di noi. Sulla riva eravamo distesi, sull’umida erba della riva tenera e fresca. Inesorabile l’acqua scorreva verso la foce lontana. Subito il presente diventava passato inafferrabile. Era d’estate. Scorreva il fiume andava senza fermarsi mai, trascinava tutto gesti, emozioni, parole, pensieri. Eravamo distesi sulla riva noi due col nostro grande sogno. Quel nostro amore appena nato volevamo fermarlo così puro così deliziosamente ignudo ma scorreva il fiume: alla foce andava per consegnarlo al mare. 15 Gennaio 2009 Riceviamo e volentieri pubblichiamo una nuova poesia di Pina Paduano Gli amici Gli amici sono gente che per caso può capitarti a volte d’incontrare senza sapere chi sono e così, a naso ti fan venire voglia di legare. E non c’entra che sia gente che vale un mucchio di quattrini o di potere ma è gente che ha qualcosa di speciale che c’è sempre, capace di volere restarti accanto ed esserti vicino quando si soffre o quando si è felici a seconda di come va il destino, credo che siano questi i veri amici: gente che ti accompagna sul sentiero sconosciuto che ognuno ha da seguire, ti sostiene con animo sincero, ti vuole bene e te lo fa sentire.
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