Note biograficheMarisa Marchesi è nata a Ferrara il 10 ottobre 1946, e tuttora risiede nella sua città natale. Insegnante elementare, è madre di tre figli, di cui le femmine Alessia, soprano, e Micol, percussionista e diplomata all’Accademia di belle Arti, hanno temperamento artistico, mentre il maschio Samuele ha scelto la professione di veterinario. Tutta la famiglia, però, ha grande passione per gli animali e per la natura, tanto da fare di questi una componente fondamentale della loro vita. La poetessa si è sempre dedicata con passione all’insegnamento, considerando l’educazione dell’infanzia una missione, oltre che una grande soddisfazione personale. Grandi soddisfazioni trae anche dalla sua attività di scrittrice, che le ha procurato molti premi e riconoscimenti, oltre all’inserimento in numerose antologie letterarie e alla pubblicazione su Riviste Culturali e testi ad uso scolastico. Le sue opere sono state tradotte in lingua inglese, portoghese e russa. Ha pubblicato alcuni volumi di liriche: nel 2002 “In attesa di me”, nel 2003 “Dune, mare di dune”, nel 2006 “Il privilegio di amare”, e nel 2008 “Terso d’infinito”. Note critiche La poetica della scrittrice ferrarese si muove nell’ambito del sogno: sembra che ella voglia sfuggire le trappole della realtà rifugiandosi in un mondo tutto suo, un mondo di immagini oniriche, da cui lo spirito inquieto trae pace e ristoro dalle vicissitudini del vivere quotidiano. Il mondo a cui ella aspira rifugge da ogni sorta di male e lascia spazio alla pienezza del sentimento e all’emozione delle sensazioni: non un mondo irreale, bene inteso, ma un intenso anelito alla bellezza pura ed alla perfezione, che richiede la costruzione di una ideale ambientazione che ne esalti le caratteristiche. La sua lirica è leggera come un soffio di vento, eterea come le sottili emozioni dell’anima, ricca di sfumature e di impulsi, che si uniscono a limpide folgorazioni poetiche. Una poesia che potremmo considerare strettamente personale ed intima, se non sapesse parlare al cuore di tutte le categorie di lettori. Letture Sogno Felpati i miei passi che accoglie la nube ovattata mentre esco dal sogno ed entro nella vita. Lascio vacillanti lumi di lontane stelle abbracciate a lucciole lungo il fossato che canta di fonte. S’illumina di alba il firmamento che più non si nasconde nel blu mistificato. Rarefatti pensieri aereano singhiozzo di cielo che rapisce e porta struggimento. Sogno, armonia della notte in desideri evanescenti, attendi ancora l’oscurità per ricondurmi all’isola. Cascata di stelle Volgevano lo sguardo al cielo quei bambini, nell’accompagnare voli di vita in giochi atavici intenti. Volgevano lo sguardo al cielo quei bambini, a rincorrere festose nubi, a contare stupiti stelle. Non guardano più il cielo quei bambini, dall’universo si proteggono in sé ravvolti. È nemico oggi il cielo; non sono più nubi le nubi, non sono bagliori cascata di stelle. Rinchiusi nel terrore, non vogliono vedere quei fuochi roboanti diabolici voli di morte; vogliono tornare ciechi in grembo, oggi, quei bambini. Simbiosi Navigare nel cielo rapire onde di nubi, inventare madreperle che cantano in oceano di sole. Cogliere verdi essenze tra frangersi spumeggianti e spiagge sabbiose in boschi d’arcobaleno. Respirare aria di luce e profumi d’azzurro. Accompagnare il tramonto ad accendere le stelle e il sonno della notte a ridestare d’oro l’aurora. Metamorfosi La notte s’addormenta con le stelle. Alba qualunque Nel gelido cielo di mistral Confonde grigio di forme, mutazioni: vaghe maestose cime, criniere imbizzarrite, chiome boschive impaurite, sinuosi sentieri. Placarsi di nembi e di nuovo azzurro e di nuovo cielo. Notturno Incorniciano le fronde squarci di notte; affiorano argento di luna e tremolio di stelle. Navigano sogni in un universo sconfinato. Si ritrovano pensieri antichi e pensieri nuovi in un mondo senza tempo, nell’essenza del mistero immenso.
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