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  • Marisa Marchesi Stampa E-mail
    sabato 09 agosto 2008
    Note biografiche

    Marisa Marchesi è nata a Ferrara il 10 ottobre 1946, e tuttora risiede nella sua città natale. Insegnante elementare, è madre di tre figli, di cui le femmine Alessia, soprano, e Micol, percussionista e diplomata all’Accademia di belle Arti, hanno temperamento artistico, mentre il maschio Samuele ha scelto la professione di veterinario.  Tutta la famiglia, però, ha grande passione per gli animali e per la natura, tanto da fare di questi una componente fondamentale della loro vita.

    La poetessa si è sempre dedicata con passione all’insegnamento, considerando l’educazione dell’infanzia una missione, oltre che una grande soddisfazione personale. Grandi soddisfazioni trae anche dalla sua attività di scrittrice, che le ha procurato molti premi e riconoscimenti, oltre all’inserimento in numerose antologie letterarie e alla pubblicazione su Riviste Culturali e testi ad uso scolastico. Le sue opere sono state tradotte in lingua inglese, portoghese e russa.

    Ha pubblicato alcuni volumi di liriche: nel 2002 “In attesa di me”, nel 2003 “Dune, mare di dune”, nel 2006 “Il privilegio di amare”, e nel 2008 “Terso d’infinito”.

     
    Note critiche 
     

    La poetica della scrittrice ferrarese si muove nell’ambito del sogno: sembra che ella voglia sfuggire le trappole della realtà rifugiandosi in un mondo tutto suo, un mondo di immagini oniriche, da cui lo spirito inquieto trae pace e ristoro dalle vicissitudini del vivere quotidiano. Il mondo a cui ella aspira rifugge da ogni sorta di male e lascia spazio alla pienezza del sentimento e all’emozione delle sensazioni: non un mondo irreale, bene inteso, ma un intenso anelito alla bellezza pura ed alla perfezione, che richiede la costruzione di una ideale ambientazione che ne esalti le caratteristiche. La sua lirica è leggera come un soffio di vento, eterea come le sottili emozioni dell’anima, ricca di sfumature e di impulsi, che si uniscono a limpide folgorazioni poetiche. Una poesia che potremmo considerare strettamente personale ed intima, se non sapesse parlare al cuore di tutte le categorie di lettori.

     

     

    Letture

     

              Sogno 

    Felpati i miei passi

    che accoglie la nube ovattata

    mentre esco dal sogno

    ed entro nella vita.

    Lascio vacillanti lumi

    di lontane stelle

    abbracciate a lucciole

    lungo il fossato

    che canta di fonte.

    S’illumina di alba

    il firmamento che più

    non si nasconde

    nel blu mistificato.

    Rarefatti pensieri

    aereano singhiozzo

    di cielo

    che rapisce e porta

    struggimento.

    Sogno, armonia della notte

    in desideri evanescenti,

    attendi ancora l’oscurità

    per ricondurmi all’isola.

     

               Cascata di stelle 

    Volgevano lo sguardo al cielo

    quei bambini,

    nell’accompagnare voli di vita

    in giochi atavici intenti.

     

    Volgevano lo sguardo al cielo

    quei bambini,

    a rincorrere festose nubi,

    a contare stupiti stelle.

     

    Non guardano più il cielo

    quei bambini,

    dall’universo si proteggono

    in sé ravvolti.

    È nemico oggi il cielo;

    non sono più nubi le nubi,

    non sono bagliori

    cascata di stelle.

    Rinchiusi nel terrore,

    non vogliono vedere

    quei fuochi roboanti

    diabolici voli di morte;

    vogliono tornare ciechi

    in grembo, oggi,

    quei bambini.

     

               Simbiosi 

    Navigare nel cielo

    rapire onde di nubi,

    inventare madreperle

    che cantano

    in oceano di sole.

    Cogliere verdi essenze

    tra frangersi spumeggianti

    e spiagge sabbiose

    in boschi d’arcobaleno.

    Respirare aria di luce

    e profumi d’azzurro.

    Accompagnare il tramonto

    ad accendere le stelle

    e il sonno della notte

    a ridestare d’oro l’aurora.

     

              Metamorfosi 

    La notte s’addormenta

    con le stelle.

     

    Alba qualunque

    Nel gelido cielo di mistral

    Confonde grigio di forme,

    mutazioni:

    vaghe maestose cime,

    criniere imbizzarrite,

    chiome boschive impaurite,

    sinuosi sentieri.

     

    Placarsi di nembi

    e di nuovo azzurro

    e di nuovo cielo.

     

               Notturno 

    Incorniciano le fronde

    squarci di notte;

    affiorano argento di luna

    e tremolio di stelle.

    Navigano sogni

    in un universo sconfinato.

    Si ritrovano pensieri antichi

    e pensieri nuovi

    in un mondo senza tempo,

    nell’essenza del mistero immenso.

     

     

     
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