• Home
  • Presentazione
  • Links
  • Amici e Sostenitori
  • Contatti
  • Iscrizioni
  •  
  • Eventi
  • Concorsi
  • Pubblicazioni
  • Autori
  • Piccoli Artisti
  • Editoriali
  • Narrativa e saggistica
  • Poesia
  • Arti visive
  • Poesia e narrativa
  • Teatro
  • Lucia Pigiona Stampa E-mail
    giovedė 19 marzo 2009
    Note biografiche

    Lucia Pigiona è nata a Trieste nel 1952 e tuttora vi risiede. Dopo la scuola dell’obbligo, frequenta il liceo classico “F. Petrarca” e vi si diploma nel 1970, poi si laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Ateneo triestino e si specializza in oftalmologia a pieni voti. Nel corso degli anni, oltre ad espletare la propria professione in ambito ospedaliero con piena soddisfazione, coltiva numerosi interessi in campo artistico, come il teatro, al musica, l’arte ed in particolar modo la poesia. Fin da piccola, infatti, adora leggere e declamare le poesie di Prevert, Neruda, Shakespeare.

    Da qualche anno partecipa a concorsi letterari e vi consegue risultati lusinghieri, che la fanno conoscere nell’ambito culturale della sua città e nazionale. È presente in molte raccolte antologiche, ma non ha ancora pubblicato alcun libro personale.

      
    Note critiche 
     

    Essendo nata in una città mitteleuropea, foriera di forti stimoli intellettuali, sente il bisogno di esprimere la propria carica vitale attraverso i versi poetici, duttili forme, plasmabili come la materia informe della “bora” e del mare, che lambisce la sua “aspra” città. Nascono, così, le sue liriche che hanno la concisione asciutta e concreta di chi sa con sicurezza ciò che vuole dire, ma anche la delicatezza e l’intimità di chi osserva il mondo con gli occhi del cuore.

    Instancabile viaggiatrice, vuole conoscere le realtà più recondite dei paesi che visita e da queste esperienze interiori nascono belle composizioni liriche e ameni racconti. Anche nelle poesie dedicate ai luoghi, però, la poetessa non si lascia irretire dalla tentazione descrittiva, ma si attiene al palpito della sua anima, che si esalta di fronte alla bellezza e all’armonia.

      
    Recensioni 
     

    Pervenuta ad una elaborazione sintetica della poesia, l’autrice percorre i fili della sua interiorità cogliendo occasioni reali per esprimerle liricamente. Le accade quando vede il volo delle farfalle, che le fanno pensare alle sofferenze d’amore; le accade quando vede la città dalmata protesa sulle aride rocce marine, e la sente simile all’asprezza della sua anima. Con grande abilità riassume in significativi vocaboli, talvolta in essenziali metafore, la sua visione interiore, che si esprime liricamente con assoluta proprietà stilistica.

    Dall’Antologia “Città di Salò” 2008 – a cura di Rina Gambini

      
    Letture 

     

     

    Farfalle

     

    Lacerazioni d’amore:

    turbinii di farfalle

    implodono

    su fiori profumati

    nella fantasia

    del mio divenire

    donna.

     

    Dubrovnik

     

    Come conchiglia

    giaccio

    su queste rocce aspre

    di isola selvaggia,

    brulla

    come i miei desideri,

    incarnati

    nella spuma

    che scivola

    verso la spiaggia.

       

    Nubi

     

    Quando la parola si fa metafora, nasce la poesia: è ciò che avviene in questa breve composizione, in cui praticamente ogni verso si trasforma in metafora, in cui ogni parola travalica il significato contingente per acquistare un più ampio spazio espressivo. Merito, appunto, delle scelte lessicali operate dalla poetessa per sintetizzare adeguatamente il suo pensiero e non dare spazio eccessivo alle emozioni, tenendole aderenti a elementi concreti che la circondano. Il risultato è di una lirica interessante ed emotivamente coinvolgente.

    Dall’Antologia “Città di Salò” 2009 – a cura di Rina Gambini

     

    Nubi di madreperla,

    madrepore selvagge

    si avvinghiano

    allo scoglio,

    piccole tracce di noi

    in questo alambicco di vita,

    crogioli di gioia

    come sirene spumeggianti

    delle acque marine.

       

    Fuochi

     

    Fuochi fatui

    su volti in penombra,

    lotte di donne

    alla ricerca della propria identità

    di libertà,

    oceani di discordie

    in perenne movimento lunare,

    vane attese

    di felicità.

     

    Salò

     

    Case affacciate

    sul lago,

    atmosfera rarefatta da fiaba,

    nostalgia

    di musiche antiche,

    dolcezza inebriante

    di cose antiche,

    sogno

    di tempi perduti.

       

    Pellestrina

     

    Fondali di sabbia grigiastra,

    alghe verdi

    su pietre rosate,

    solitudine marina

    su un’arena di gabbiani:

    in fondo

    un campanile marrone

    svettante

    su questo mondo sommerso,

    incantato

    di fiaba antica.

       

    Gardenia

     

    Dolci gardenie d’amore,

    come il volto puro

    di madre

    che mi ha generato,

    dolci petali di fiori

    sparsi

    su un letto

    di nostalgie perdute

    e pur sempre ritrovate

    nel volto tenero

    di persone amate.

       

    Piazzola sul Brenta

     

    Respiro

    erba antica

    tra salici piangenti,

    lungo un viale di tigli

    che ombreggiano

    la mia vita al tramonto.

       

    Chioggia

     

    Incanto d’acque salmastre,

    tra case abbarbicate

    alla laguna,

    piccole tracce veneziane

    in un dedalo

    di vicoli fiorati,

    arabeschi di luce

    tra briccole chioggiotte.

     

     
    < Prec.   Pros. >