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  • Leda Panzone Natale Stampa E-mail
    martedė 04 marzo 2008
    Note biografiche 

     

     

    Leda Panzone Natale è nata ad Aosta ed è di cultura italo-francese. Vive a Pescara, dove è sposata ed ha due figli; inoltre nella città abruzzese è impegnata in attività imprenditoriali, che, però, non la distolgono da quello che, fin dalla giovane età, è stato il suo interesse primario, la letteratura, prevalentemente poetica. Per la poesia, infatti, ha ottenuto vari riconoscimenti, che l’hanno spinta sempre avanti nella ricerca di un continuo miglioramento: così negli ultimi anni ha modificato la sua struttura culturale rivedendo le esperienze del passato e rinnovando le sue aspirazioni. Frutto di questo costante lavoro intellettuale sono: l’opera narrativa “Dalla neve alla nave” e le raccolte poetiche “Sensazioni”, “Pensieri vagabondi”, “Frammenti di vita”, “Trame inquiete”; ha pubblicato anche fascicoli di narrativa e poesia in lingua francese, ed attualmente sta curando la pubblicazione di un libro di poesie per bambini illustrate da quadretti a colori degli animali e dei personaggi, da lei stessa dipinti. Presente in riviste e antologie con poesie, racconti e note biografiche, negli ultimi tempi ha trovato stimolante esprimere le proprie emozioni attraverso la pittura.

     

     

    Note critiche
     

    Il fatto di appartenere contemporaneamente a due mondi diversi, invece di turbare l’esistenza della poetessa e determinarne un senso di instabilità, la stimola a percorrere la strada verso l’integrazione delle due culture, molto lontane tra loro per tradizioni: l’una, quella aostana, proiettata verso l’Europa e nutrita di monti e cascate, l’altra, quella adriatica, aperta verso i Balcani e i misteri dell’Oriente. Eppure i punti di contatto, come sempre, si trovano, e l’autrice percorre entrambe i suoi mondi con lo stesso affetto, con la medesima consapevolezza della loro importanza nella sua formazione spirituale. Così, sempre spronata ad andare oltre, ella ha seguito la strada dei ricordi, quella delle emozioni, quella della fantasia, a seconda dei momenti interiori, arricchendosi ogni volta di più, ed elaborando nuovi percorsi poetici. L’evoluzione del suo stile è frutto, quindi, di un lavorio interiore e tecnico di rilievo, e di una attenta elaborazione di linguaggio e sentimento. Un’attenzione particolare ella presta ai suoni, che cerca suggestivi e molto musicali, ben sapendo che da lì parte l’immedesimazione del lettore; poi si preoccupa di creare belle immagini, coinvolgenti e gratificanti; infine parla di cose quotidiane, intime, che tutti possono condividere.

     

     

    Recensioni

     

    “Due regioni, la Val d’Aosta e l’Abruzzo, ma anche l’intersecarsi di culture diverse che in quelle terre di frontiera si sono sviluppate, un viaggio dalle Alpi al mare Adriatico, attraverso ambienti, paesaggi, notizie e curiosità storiche, si mescolano in questo diario personale di un’avventura straordinaria, che si racchiude nell’esperienza unica, irripetibile dell’Autrice, la quale, grazie anche alla poesia, offre una testimonianza esistenziale affascinante e suggestiva, da cui il lettore potrà ricavare occasioni di meditazione, di riflessione, di piacevole intrattenimento.”

    MASSIMO PAMIO – Prefazione a “Dalla neve alla nave” – Edizioni NOUBS 

     

    “Leda Panzone in “Trame inquiete” si esprime con concretezza di contenuti che è sinonimo di ricchezza di sentimenti e non si dà arie di saccente o di poeta depositario solo di certezze e di verità. Ella non vuole gabellare nessuno: da comune mortale sa di essere depositaria di dubbi e paure, ma anche di un timbro poetico che s’incentra nel canto delle cose umili e dei recessi nostalgici e sentimentali. La poesia per lei non è la verità, ma un mezzo per giungere alla verità, per comprendere e commuovere gli uomini; poesia destinata ad imprimersi nella mente e nel cuore mediante nuovi suoni, nuovi ritmi, nuove armonie. La sua poesia, ricca di metafore e di belle immagini, spazia in un circuito di spazi misteriosi, entra nelle ossa e nelle coscienze degli esseri umani e penetra nel cuore e nella mente senza mielosi moralismi, senza esortazioni retoriche.”

    ROMEO IURESCIA – Dalla prefazione a “Trame inquiete” – Ed. La Conca - Roma

    Letture


      Surplus Umano

    Non gettarmi sulla via
    sol perché invecchiato
    e con l’avvenire corto
    prossimo al fossato

    Non gettare sulla via
    il mio più vecchio stato
    che non registra torto
    da me giammai recato

    Facile gettarmi via
    o pormi relegato
    in un adatto porto
    per scafo sconquassato

    Considera quella scia
    sanguinante sul sagrato
    se sarò non sol morto
    ma pur assassinato

    Indiscussa villania
    è, sprezzar quanto dato
    per amor o per malia
    da chi, ha sol passato


      Il glicine

    Alla sua ombra nonna filava
    tra canti e risate di contadinelle
    e sotto il pergolato cantava
    al chiaror tenue delle stelle.

    Poi, raccontava mia madre,
    di quando il glicine profumava e splendeva
    e lei, negli occhi innamorati di mio padre,
    cercava bagliori e si perdeva.

    Con gli anni, il glicine ha quintuplicato
    ed induriti i rami, ha offerto i grappoli in gloria
    a più generazioni ed io l’ho sempre amato
    perché della mia infanzia ha fatto la storia.

    Scatenati, durante l’estate
    Giocavano i miei diavoletti
    E poi, in stagioni passate,
    all’ombra dormivano i loro figlioletti.

    Adesso, che pure l’età mia è in decadenza
    cerco tra il glicine le care figure di allora
    e mi par di scorgere la loro presenza
    di mattina, di sera ed anche all’aurora.

    Rimangono flash, nel cuore
    della gioventù trascorsa in allegria
    però anche l’amaro sapore
    della persistente malinconia.


      Il bello in controcampo

    Ho camminato per la stessa strada
    che già percorrevo lo scorso giorno
    ma l’ho trovata fredda e brada
    solamente con brutture attorno.

    Ho camminato sulla sporca sabbia
    che mi era parsa adamantina
    cercandovi le impronte che senza rabbia,
    vi avevamo impresso la mattina.

    Rimasti soltanto quei gradini
    cui demmo persino un nome
    che facevano da altare senza lumini
    pur non giustificandoci come.

    Quel che vedemmo furono giardini,
    ma erano luoghi abbandonati
    dai quali emergevano schegge di catini
    rotti appositamente e frantumati.

    Di vero ci fu quindi sol la fantasia,
    ma su quel falso fondo la memoria
    che costituisce l’esistenza mia,
    fa di quei ricordi la mia storia.


      Silenzio

    Silenzio...
    s’inorgoglisce il bosco
    al profumo dei mirtilli;
    sorride il sole,
    canta l’usignolo,
    s’assopisce il grillo
    all’ombra d’un fungo...

    Colori, fiori, voci, poesia,
    poi...
    silenzio...


      L’amicizia

    È importante quasi come il pane
    e può durare l’intera tua vita
    così come può fare solo un cane
    che la dedica, chiara e pulita.

    Dell’esistenza è un gran tesoro
    ed alla fedeltà è sempre unita
    gratificandoti pur nel lavoro
    quando la fatica, divien gradita.

    Image

    Leda Panzone Natale, "L'Amicizia", olio su tela, cm 50x40

      Testimonianza

    Un vivido fiore
    sulla roccia nuda
    attesta l’amore
    in un’aria cruda.

    Al buio sul monte
    vive l’amore mio
    e gronda la fronte
    perché sono con Dio.


      Sera campestre

    Tra grappoli di glicine
    e petali di cristalli
    farfalle gioiose intrecciano
    giochi d’estate.

    Appare la tua figura...
    ...................................
    Biondi filari di viti,
    ciliegi assolati,
    papaveri di corallo...

    Mani esperte accarezzano
    covoni di fieno maturi.

    Ti attardi
    nella sera campestre
    al pigro canto
    dell’ultimo usignolo;
    s’addormenta il sole
    dietro la collina...


      Notte

    Odo
    il pianto tranquillo
    del mio cuore
    in questa notte
    che sale dai campi
    tra l’intenso profumo
    di gelso;
    nel silenzio
    il passo di qualcuno
    sulla ghiaia
    ancora calda.

    In lontananza,
    tra le fronde,
    il crepitar del vento...


      Contatto

    Sola,
    sulla sabbia che brucia
    in questo agosto appena iniziato.
    Il sole che ammicca,
    le rare nuvole paiono
    batuffoli di cotone.

    Dipingo il vento
    e la malinconia dell’anima
    mentre le onde, sulla battigia,
    sfiorandomi adagio,
    mi accarezzano.

    Tu mi guardi
    senza sapere,
    senza capire.
    I nostri occhi s’incontrano
    intensamente.
    È un attimo.

    Lontano,
    sugli scogli baciati dall’acqua,
    giocano i bimbi.

    Un attimo.
    Un anno,
    un secondo,
    una vita.
    L’inizio,
    la fine.

    Le copertine di Leda Panzone Natale 
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