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  • Fabiano Braccini Stampa E-mail
    venerdė 03 aprile 2009
    Note biografiche

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    Fabiano Braccini è nato in Toscana, da tempo vive e opera a Milano. Cavaliere della Repubblica, è Senatore della  “Accademia dei Micenei di Arti, Lettere e Scienze”, Membro della “Accademia dei Ritrovati” di Pistoia, della “Accademia V. Alfieri” di Firenze e di altri Enti e Circoli Culturali e/o Sociali (Circolo Pickwick - Poeti dell’Ariete - Laboratorio “I Moltinpoesia” - “Poeti nella Società” - Ass. Culturale “Michelangelo” - Centro Studi “Novecentopoesia” - “Carta e Penna” - “Brontolo” - “Pragmata” - “Artecultura” -  ecc…)

    È presente negli Albi dei Poeti italiani e nelle Antologie e Riviste del settore.

    I suoi brani hanno conseguito negli anni numerose vittorie, attestati e premi in prestigiosi concorsi e manifestazioni (recente vincitore -tra gli altri- dei primi Premi: “Circolo Culturale Antonianum”  -  “Michelangelo del Decennale”  - “Oscar S. Giorgio per la Cultura” - “Città di Brugherio - Il giunco” - “Alladium: Guido Gozzano” - “Trofeo Colle Armonioso - Firenze”-  “Natrusso Communication” - “Santa Margherita Ligure - Il mare” - “Città di Recco” - “Città di Savona - Zacem” - “Arterenzo - Parma” - “Città di Laveno Mombello” - “Ecumenical World Patriarchate - Ut unum sint”).

    Ha finora pubblicato: “Un sentiero di spine e fiori”  -6 ristampe-  e “Un’emozione, un soffio, …un niente”  (già alla seconda edizione).

    Con le sue opere - che hanno riscosso e continuano a ottenere il favore della critica e un notevolissimo consenso dei lettori, così come i recenti lavori presentati in vari e qualificati consessi- l’Autore “continua nel viaggio tra stati d’animo, sentimenti, e oniriche rappresentazioni e nella toccante, lirica descrizione di avvincenti immagini della natura e dei luoghi della memoria e della nostalgia”. Di prossima uscita la nuova raccolta “Il vento, le bandiere e i miei vent’anni”.

     

     

     

    Note critiche

     

    Ciò che immediatamente mi ha colpito della poesia di Fabiano Braccini è il pittoricismo dei suoi versi: il potere evocativo delle immagini ch’egli sa delineare con tocchi leggeri, come rapide pennellate di parole sulla carta, supera di gran lunga l’attualizzazione realistica di ciò ch’egli racconta. Uso la parola “racconta” perché nelle sue liriche c’è prevalentemente una “storia”, un evento che viene narrato, ma mai in modo prosastico, ché il poeta è capace di dare ai versi quella liricità che li eleva a autentica poesia. E le immagini ne sono artefici principali, in quanto aeree e lievi, come i toni dell’acquerello, capaci di suggerire emozioni vere, mai forzate da espedienti linguistici o da suggestioni artificiose, basate piuttosto sulla forza del sentimento che le crea e di cui sono portatrici.

    Una poesia ricca, dunque, in ogni senso, che arricchisce il lettore di stimoli al pensiero, al ricordo, al rimpianto, forse, ma anche al recupero dei sentimenti più autentici, quelli che troppo spesso siamo indotti a dimenticare.

     

     

     

    Recensioni

     

     

     “… Con svariati flash-back Fabiano Braccini ci riporta colori, profumi e rumori lontani ormai dal nostro quotidiano e ce li fa quasi riassaporare tanto ne sono rese evidenti le sfumature sulla sua tavolozza di parole. Ed ecco allora un susseguirsi alternato di moderni soavi madrigali, di accenti severi e di inni alle giovanili passioni … ”

    Umberto Restelli  per il libro  “Un sentiero di spine e fiori”

     

    “… Si può descrivere il niente ? Ebbene il Poeta Braccini conferma come possa, tenacemente nel tempo, premere sull’anima il peso delle assenze struggenti e delle perdite irreparabili  

    Motivazione 24° Premio Nazionale Lions di Poesia - per la poesia “L’assenza”

     

    “… Il contenuto referenziale delle liriche di Fabiano Braccini si evolve con uno stile semplice e lineare. Una grande carica emotiva si snoda nel percorso delle immagini magistralmente descritte mentre aleggia una sottile e appena accennata speranza di silenzioso conforto …”

    Luciano Pellegrini per il  XVII Premio “Citta di Corciano”

     

    “… Siamo sulla rotta di un romanticismo ben controllato … che propone una elaborazione visiva tesa a far assumere alla poesia un calore permeato dalla pertinenza ‘sovrumana’ (ma non per questo metafisica) per il cui tramite Fabiano Braccini sa compiere, con bellissimi versi, una mirabile unione tra i temi del viaggio e dell’amore. …Siamo di fronte ad un poetare solo apparentemente semplice ma in realtà molto ricco e pervaso da sollecitazioni imperiose …”                                                  

    Prof. Rodolfo Tommasi per l’Antologia  “I passi e le mete”

     

    “… Le poesie di Braccini sanno descrivere e trasmettere con efficace e toccante lirismo, oltre ad avvincenti immagini della natura e commoventi ritratti di personaggi noti o anonimi, la struggente percezione del trascorrere  dell’esistenza e della provvisorietà di ogni certezza o sentimento.

    … Mediante uno stile personalissimo ed un linguaggio pulito, misurato, melodioso e suggestivo  --moderno ma mai ermetico e verboso-- riesce a coinvolgere il lettore fino a fargli riassaporare lontane sensazioni ed emozioni vissute nel tempo …”

    “Poesie dal cuore” -  Antologia del Centro Letterario Friuli-Venezia Giulia

     

                                                          

    “… Nelle delicate immagini poetiche, Fabiano Braccini invoca le cose mai provate, custodite nei limpidi segreti del suo mondo spirituale. Sullo sfondo di una natura meravigliosa, descritta con brillanti immagini e con ritmi lirici di rilievo, il poeta inneggia alla preziosità della vita, all’incanto dell’amore, alle parole mai dette, ai sentimenti mai esternati e ai fiori mai colti. Percorre un sentiero opalescente -dove ogni passo diventa avventura mai vissuta- per dilatare il tempo e isolarlo lontano da ogni vulnerabilità, affinché nulla abbia fine nella magia di un andare che non lascia scorgere la meta ma che non è più solitudine ...”

    Prof. Michele Alemanno (Rettore della Accademia dei Micenei) per “OggiFuturo”

      

    “… Il successo che gli stanno decretando i lettori ed il costante consenso della critica accompagnano il progresso di affinamento e di incisività di questo sensibilissimo Autore che riesce a sublimare i comuni sentimenti, gli stati d’animo più diversi, le visioni della natura e la struggente consapevolezza del tempo che fugge inesorabile, fino a saperli tradurre in respiro di una vera e profonda Poesia, capace di suscitare autentica partecipazione emotiva e totale coinvolgimento…..

    ….  Fabiano Braccini figura sicuramente tra gli Scrittori che contribuiscono a illuminare le pagine del nostro tempo… “.

    Antologia  “I Poeti dell’anno “  -  Edizioni A.N.P.A.I. 

     

    “… I sogni, non quelli della notte ma le visioni che si compongono dal silenzio carico di profondità e dall’incanto della bellezza, nelle esternazioni liriche di F. Braccini si fanno più reali e emozionanti della stessa realtà…”

    Prof.  Antonietta Benagiano  -  “Romanta”  2005

     

        Fabiano Braccini, come un moderno Orfeo, non si volge indietro per accertarsi di far rivivere (ma rischiare così di perdere per sempre, ossia di constatare che non esiste più) la sua amata Euridice, il suo amore già perduto, perché può e sa ritrovarla nella sua memoria, nella fantasiosa leggerezza magica della sua poesia fatta di versi agili e come sospesi….”.

    Bonifazi-Tommasi-Quiriconi - “Letteratura Italiana Contemporanea”

     

    “Versi suggestivi che ci accostano a incanti pittorici. Con essi l’autore ci fa avvertire quella mistica atmosfera e quell’intimo bisogno di preghiera che neanche il quotidiano rumore può impedire …”

    Dott. Armando Romano - per il Premio “La lode”  - Roma 2006 

     

    “Il Poeta Fabiano Braccini ha saputo cogliere l’essenza di Michelangelo. Non si è soffermato a elencare i capolavori che l’Artista per antonomasia ha lasciato ai posteri, ma ha sondato e quasi violato l’intimità della sua anima ricercandone la creatività che le sue mani sapienti avrebbero poi realizzato. Il Poeta Braccini , da ottimo regista, ha proposto scene che si susseguono come in un film e -con gli occhi dei ricordi- ha descritto le bianche ferite delle Apuane come un richiamo che induce a rammentare quel Genio italiano e a immaginarlo mentre si tasta pensieroso la barba arruffata …”

    Prof. Bruna Carlavaro Sbisà - Presidente del Premio “Michelangelo” 2005

               

    “…’Borgo di monte’  è una toccante e suggestiva descrizione di un borgo quasi abbandonato ma che conserva ancora l’indefinito sapore  “…che soltanto i vecchi rimasti sanno scovare…” e che molto bene ha ispirato il Poeta…”

    Motivazione del Premio Nazionale di Poesia “Il Castello di Sopramonte” 2006

     

    “Una lirica che testimonia l’affetto di un figlio per la propria madre: lo indica lo spirito che anima i versi, la situazione che vi si configura, il lessico fresco e lineare finemente accurato. E ancora il Poeta ricerca, come si conviene a un testo ricco di ricordi e sentimento, la sinteticità: poiché vuole esprimere l’intimo delle sensazioni provate.

    Così la lirica non è solo agevole e gradevole, ma anche molto significativa”.

    Motivazione al Concorso “Sigillo dei Poeti” 2008 per “La sedia in giardino”

     

    “Nella poesia di Fabiano Braccini, con un linguaggio ben costruito ed efficace, emergono sentimenti di complicità, condivisione, tenerezza ed empatia fra l’ autore e chi “seppur menomato ci insegna ad amare la vita”.

    Motivazione del Premio “Il Trebbo” di Riolunato 2008 per “Tu che sorridi a ogni mio sorriso”

     

    “Quasi una luminosa sequenza cinematografica scandita in quattro tempi. Il sentimento dominante in questa lirica è un grande amore, un grande rispetto che legano un figlio e una madre in una fase della vita in cui, nel timore di perdere una persona cara (le cui forze stanno venendo meno di giorno in giorno) ci si vuole abituare al distacco con grande forza morale e con dignità.

    In giardino, in un angolo fiorito, seduta su una seggiola, vi è la madre anziana, ora assopita, ora intenta a una lettura distratta. Dalla finestra l figlio che, con trepidazione la contempla, attende che si volga a lui “per un sorriso, un cenno d’intesa”. Passano i mesi, la sedia resta inesorabilmente vuota, ma al figlio, che l’ha lasciata nello stesso posto, resta la possibilità di ricreare l’amorevole presenza della madre e risentirne l’affettuoso tenerissimo richiamo.

    Questa lirica ci ricorda prepotentemente che non muore ami la creatura che, nonostante la scomparsa terrena, resta viva nel cuore di chi l’ha amata”.

    Motivazione del premio “Città di Savona E. Bonino” 2008 per “La sedia in giardino”

     

     “Atmosfere padane” di Fabiano Braccini è una poesia dal linguaggio semplice ma denso di immagini pittoriche che ridestano ricordi condivisi dal lettore e vivi in noi.

    Versi sciolti ma dall’ottimo accento ritmico che dà musicalità sognante.

    Motivazione del Premio “Il giunco” 2008 per “Atmosfere padane”

     

    “Profilo critico del Poeta Fabiano Braccini:

    È la parola del quotidiano che si fa voce poetica degli eventi che ciascuno di noi vive, che segna il tratto, spesso di ricordo e memoria, senza tuttavia profondere malinconia, bensì elargendo la serenità di una esperienza che non ritorna ma lascia consapevolezza di dono e arricchisce e rielabora ogni altro evento della vita.

    La poetica di Braccini potrebbe definirsi iconograficamente un acquerello: per le sfumature e il compenetrarsi di colori tenui e delicati, dai confini indelebili:

    Armonia avvincente e persuasiva, trascina alla lettura del “bello” per accedere poi alla profondità del pensiero.”

    Prof. Marisa Marchesi Carli  per “A cena con l’autore” presso la Galleria Marchesi di Ferrara

     

    “Per la poesia prosastica d'effetto, le immagini forti e mai banali, la carica personale e l'intelligenza analitica”

    Motivazione Premio “Emozioni in versi” 2008

     

     “L’ultimo ceppo sul fuoco” Poesia del ricordo, questa che l’Autore compone sulla scia di un soffuso rimpianto del passato,ma anche poesia della testimonianza di valori profondi e autentici.

    Un tono pacato e vagamente malinconico, una sobria attenzione alle cose importanti, una dolce armonia, contrassegnano versi che si distinguono per il vigore del messaggio che vogliono comunicare, privo di qualsiasi intento didascalico, ma sentito e vero nella convinzione del valore della memoria”.

    Prof. Rina Gambini - Antologia del Premio “Fortezza di Castruccio” - Sarzana 2008

     

     “C’è sempre un fascino anche ‘visivo’ nei versi di Braccini: l’apparente delicatezza della sua poesia nasconde impeti di passionalità profonda e rovente, scandendo i termini di una riguadagnata autenticità romantica”

    Prof. Rodolfo Tommasi - per Agenda “Arte e pensiero” 2009

     

     “….. ecco allora che in un susseguirsi di flash-back e nel mescolarsi di quotidiano e di passato (senza dubbio ben studiati e mai casuali) si colgono nella scrittura di Fabiano Braccini le aspettative di gioventù rispetto a quanto avvenuto nel successivo svolgersi della vita .….

    …..  Il passaggio dalla realtà locale e paesana della giovinezza a una vasta esperienza maturata poi nella grande città, si percepisce perfettamente nelle pagine della raccolta che evidenziano questo aspetto nell’evoluzione di versi, nel cambiamento del modo di scrivere, nella forma linguistica che diventa più compiuta, totalizzante e raffinata…..

    ….. Non ci resta allora che lasciarsi coinvolgere dalle parole con le quali il Poeta Fabiano Braccini  sa raccontarci il suo percorso (il sentiero del titolo, appunto) in pagine intrise di forza vitale e di autentico lirismo”.

    Monia Di Biagio - Recensione critica al volume “Un sentiero di spine e fiori”- 3/2009

      
    Letture

     

    Senza nubi il cielo

    (angolo nascosto di Sardegna)

     

    Di là si vede il mare

    tra i cespugli di mirto in fiore.

     

    Terra riarsa,

    rocce lisce o finemente scavate

    (che fanno immaginare qualcosa)

          e file ordinate

    di formiche cariche di semi

    chissà dove rubati.

     

          Senza nubi il cielo

          al volo teso dei gabbiani.

     

    Non un rumore

    se non del frinire di cicale,

    del fluttuare ritmato delle onde

          e delle folate del vento

    che a sera si placa, finalmente.

    E tornano i profumi a inebriare.

     

    Mentre profili di barche

    sfilano lentamente all’orizzonte.

      

    Sentiero di lucciole e luna

     

    Di fiori chiusi nei prati

    è questa notte:

    di grilli il canto, orme di lepri.

    Le stelle lontane

     e l’algente pallore della luna          

    nel silenzio mi orienteranno.

    Sarò da te prima che nasca il sole,

    con l’erba ai piedi fresca della brina.

     

    Nel mistero del buio

     (fiammelle di lucciole, sguardi di gufo)

    ti cercherò paziente.

    Non troverò né impronte né rumori,

    ma labili scie di odori:

    la tua pelle soltanto mi sarà di guida.

    Seguirò l’armonioso fluire dei capelli

    e il tuo respiro nell’ansia della corsa.

     

    Il profilo dei fianchi

    e il petto pieno

    scostano appena steli, rami e fronde,

    ma segnano precise le tracce di un sentiero.

    Esausta ti fermerai forse tra poco

    rapita nell’incanto del riposo.

    Desiderio, attesa, pausa del tempo:

    il tuo muover di ciglia lieve suono.

     

    Quando l’alba svelerà adagio

    il suo chiarore,

    resterò con te negli occhi e nelle labbra.

     Anelito di vita,

    nostalgia struggente,

    amore mai raggiunto che mi sfuggi ancora.

    Seducente magia, attimo che vola:

    un’emozione, un soffio, … un niente!

       

    Viaggio senza fine

     

    Sale su adagio il secchio

    dal pozzo:

    ristoro all’arsura,

    specchio di sguardi stanchi

    nelle soste

    dell’eterno viaggiare.

     

    Rarefatte ombre

    di qualche palma rinsecchita,

    respiro

    di una bava appena di vento

    che a stento

    spolvera le dune.

     

    Calura di sole accecante

    in un cielo

    senza nuvole e senza colore;

    ingannevoli miraggi di laghi calmi

    o del maestoso ondeggiare

    del mare.

     

    Voglia ora

    di lasciarsi andare,

    di fermare qui -definitivamente-

    la corsa.

    E docilmente arrendersi

    all’immemore riposo del  sonno.

     

    Ma la mèta è laggiù

    e bisognerà camminare

    per tanti giorni e tante notti ancora

    senza abbandoni, smarrimenti

    o ulteriori indugi,

    verso quel vago orizzonte lontano.

     

    Perché è il destino

    che chiama a cercare

    sempre nuovi, inesplorati  rifugi

    dove appare

    più ambita e allettante

    una pur illusoria promessa di vita.

       

    Al risveglio... le luci del porto                                                          

     

    In cabina, seduto sul letto, la schiena appoggiata al guanciale, m’incanto a guardare il riflesso della luna che -bassa all’orizzonte- mi illumina il viso attraverso l’oblò. E mi segue, mi segue costante:  par quasi che si sia affezionata a me e non voglia lasciarmi da solo nemmeno un momento. Man mano che la nave procede io pure mi sento attratto da lei al punto di sperare davvero che continui a corteggiarmi col suo sorriso, fino alla soglia del sonno.

     

    E’ calmo il mare e la suggestione di quella striscia argentea che separa due lembi neri della notte, mi trasporta in mondi di fiaba, trasforma una semplice vacanza nella ricerca dell’Isola che non c’è,  nell’inseguimento della sinuosa Sirenetta,  nella scoperta delle spiagge deserte di Crosuè  … mentre proprio qui, sotto lo scafo,  si avverte la presenza del  Capitano Nemo che col suo Nautilus  sta scendendo giù, negli abissi più profondi.

     

    E la bianca sfera di Selene mi osserva ancora compiacente, come se desiderasse ispirarmi pensieri poetici o delicati canti d’amore. Infatti -poco a poco- mi sovvengono alcune sublimi parole e rime dedicate alla silenziosa regina dell’oscurità:

     

    “…Che fai tu luna in ciel, dimmi, che fai…”

    “…Le silence intime de la lune…”

     “…Le stelle lontane e anche la luna, mi orienteranno…”

    “ …La luna hace girar su rodaje de sueno…”

    “…Luna di stelle lucenti inghirlandata…”

     

    Già!  La luna, il mare, la ninnananna del lento e cadenzato rollare … Come sedotto da questo incantesimo, vengo pervaso da un languido sopore che  -senza accorgermene- piano piano mi vince ………………………..       …..………………     …………………..………

    ........................ Non so quanto ho dormito:  forse sono parecchie ore da quando la magia della stupenda nottata si è fatta sogno.

     

    Ora i motori della barca hanno ridotto di tanto la spinta e coi primi chiarori del giorno è scomparsa anche la mia fedele compagna di viaggio.

    Mi manca già moltissimo la sua presenza discreta e mi pento di averla troppo trascurata.

    Là in fondo, dove sostava la mia candida luna, si intravedono soltanto le luci della città che si sveglia, le lampare dei pescatori nella rada e la grande lanterna sul molo.

     

    La crociera è ormai giunta alla fine.

     

    Nell’accingermi mestamente allo sbarco ho però l’impressione  (complice e testimone la mia  pallida e silente amica)  di essere stato al centro di un sortilegio strano e rivelatore che mi ha finalmente consentito di comprendere appieno il recondito significato dell’esistenza, che altro non è se non l’effimero tragitto da un porto di partenza  a quello di arrivo durante il quale ci immergiamo con passione in un mare di episodi lieti o prove difficili, vittorie o sconfitte, euforie o frustrazioni, con cui via via riempiamo la nostra valigia di impalpabili emozioni, sembianze di volti amati, immagini di luoghi memorabili, sensazioni, nostalgie, illusioni.

    Fino a crearci un preziosissimo bagaglio -di inestimabile valore personale e affettivo- che ci accompagnerà poi per sempre e renderà più lieve, sereno e confortevole l’interminabile percorso tra i misteri dell’eternità.

     

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