| Lucia Gionfriddo |
Note critiche
Da ciò nascono le sue composizioni, generalmente piuttosto lunghe, perché scritte sotto la spinta del bisogno di confessare i suoi sentimenti, che sono tanti, ricchi di sfumature e di note coloristiche, piene dei profumi della natura, soprattutto di quella mediterranea in cui è cresciuta. Cielo, stelle, luna, ma anche rose e alberi, sole e calore, popolano i suoi versi, per dare consistenza, quasi corporeità, al suo amore che vi appare sempre, costantemente coltivato e protetto dalle insidie della quotidianità.
Letture
L’amore il sale della vita Se l’amore è quantità Il nostro è il più grande degli amori È più grande del cielo e del mare E si estende in tutto l’universo E se il cielo fosse melanconico E non fosse di gemme costellato Prendete le stelle e accendetele tutte Accendete anche il sole Mettete anche la luna Perché splenda di luce il nostro amore. Se l’amore è qualità Il nostro è il più bello degli amori È come stilla di rugiada tra petali di rosa. Innalzatelo in alto verso il cielo Oltre le stelle questo grande amore E sublime, l’immenso, è poesia dell’anima Il più, il più di ogni amore Il sale della vita.
Le scarpe Compagne di vita Sono le nostre scarpe Viaggiatori instancabili del nostro vissuto Scarpe nuove e scarpe da fatica, pesanti da portare. Un tuffo nei ricordi. Come la pagina di un fotoromanzo rivivo le rimembranze del passato. Mi rivedo giovinetta e sedici anni appena E fili d’oro nei capelli biondi come riccioli nella danza, dolce è l’attesa, ma poi… Di tutto punto preparata a festa le mie scarpe tirate a nuovo e lucidate che sensazione… dalle mie scarpe nuove, passo dopo passo suoni come accordi di violino mi risuonano nel petto. Passi inquietanti e passi svelti, con le mie scarpe nuove per il nostro primo incontro il nostro primo amore. Un tavolo per due, due bicchieri per brindare la musica nell’aria e tanto, tanto amore. La città sembra deserta, solo noi, agli occhi dell’amore, ma la luna ancorata nel cielo si posò con tante stelle accanto. Oh dolci ricordi! Come la pagina di un fotoromanzo ormai vissuta. Ora nel tempo tra dolori e affanni sento il mio cuore come le mie scarpe logorate e stanche. Ma i ricordi, mai ingialliscono nel tempo!
Il diario del cuore Oggi le pagine del diario del mio cuore sono pagine bianche e anche i miei pensieri sono statici, inermi nessun pensiero mi destava emozioni nessuno estasiava la mia mente e taceva il mio cuore. Nessun pensiero assaporato gli albori del cielo con la rugiada tra i petali nessun pensiero ha parlato al mio cuore con palpiti, ho varcato gli orizzonti della mia mente. Non era un’alba radiosa. Mi sono detta alzati è mattino ormai, ho riaperto il diario della vita e sprazzi di luce all’orizzonte e albe sognanti mi hanno illuminato il viso. Con la penna dei pensieri ho sparso desideri come stelle nel cielo, ho raccolto soavi fragranze tra le mani, ho raccolto le gemme preziose dell’aurora, soavi e leggiadre come una pioggia leggera d’estate. Le gocce son scivolate tra le pagine bianche disegnando tra un apostrofo rosa… un cuore. È ricominciata la Vita.
Lara Lara ha un fascino sublime lei porta scarpette verdi e sopra i brillantini. Lei è come l’alba di tutti e di nessuno, eterea, sfuggente, come il fruscio delle vesti cangianti nelle sere d’estate… nelle luci soffuse dell’alba, raccoglie nelle braccia i sogni per non disperderli, li culla come bimbo ancora in erba… nel preludio di stelle e notti crepuscolari, sogni! Sogni che avvolgono, giù nel profondo, ebbrezza! Aromi che si confondono e sprigionano pensieri che toccano gli orizzonti della mente per arrivare poi all’ultima sua anima. E nel sublime dolce scorrer lento del distillato nettare di ogni essenza, di ogni palpito, all’alba, prima che la notte si consumi, non dileguate, sogni, al primo battito matematico del giorno! Perché Lara è come l’alba, e nelle notti sognanti, sfiora, ama e poi si allontana, lasciando nell’immaginario dei pensieri, quel fascino d’amore che vive in lei nel cuore, sublime… Lei è come l’alba, sognante e sfuggente, ma non si ferma mai…
Al mio amore Mai potrà disperdersi nel tempo l’amore mio per te Più grande del cielo e del mare, più forte del sole d’agosto Che emana profumi e inonda le rose. Tu come le rose inondi d’amore il mio cuore Ed io ne sento fluire tutta la freschezza attraverso la mia pelle. Palpabile è l’oblio. Pensando a te amore, dolce è la melodia che anelano i pensieri E come melodia aleggia il tuo nome sulle ali dorate portato dal vento Amore nell’anima, amore nel cuore, amore che come fiamma brucia E arde dentro il petto. Amore anelante giovane per sempre, ciò che è stato non può finire. Più forte l’amore nostro del maggio dorato E dal dolce sapore di un amore antico. Oh rami felici che non perdete mai le foglie Né mai direte addio alle primavere, Fiorite per il mio amore, per il mio amore soltanto Perché io t’amo e t’amerò per sempre. Amore scaturito dall’anima, palpabile ti sento sulla pelle E stillano dalle labbra fresche come brina di parole. Ti parlerò d’amore Tu spiga di grano dorato, E acqua zampillante dalle fonte del mio cuore, Dei fiori, stilla di rugiada di un petalo di rosa. Ti parlerò d’amore E quando sarà primavera, estate, inverno Ogni gesto, ogni pensiero sarà per te Semmai non servirebbero a niente le stagioni. Restami accanto, perché se tu non ci fossi Io sentirei tanto freddo! Con tutto il mio amore, per sempre
La via dell’amore
Siciliana trapiantata nella Capitale, la poetessa ha tenuto in serbo nel cuore non solo le luci e le emozioni della sua terra, ma soprattutto i ricordi indelebili della giovinezza, primo fra tutti la nascita dell’amore con il marito tanto amato. La memoria ripercorre le tappe dell’incontro, ma a fare da padrone è il suo animo, che sente ancora vivi i palpiti della giovinezza, li rivive come sempre presenti nella comunione interiore che l’ha legata al suo sposo. E lì nella via del mare nella mia isola incantata con te si fermò il mio cuore e si congiunse poi, con la via lattea del cielo. Come per incanto si punteggiò di un tremolio di stelle, goccioline sognanti, tremule e languenti e la luna come virgola d’argento, si posò accanto, mentre nel cielo palpitano le prime stelle. Sulla terra che dolce intesa, mille luci soffuse e il canto del mare, e poi le onde brevi e il respiro del mare palpabile. Che idillio pensò il mio cuore io e il cielo, io e l’amore, io e il mare, che danza lievemente morbidissimi accordi, e complice ancora io e l’amore ampi silenzi nell’aria mentre stillano dalle labbra fresche come brina le parole e ancora baci sognati a mala pena sfiorati. Guarda amore il sole sfuma sul turchino e c’è il chiaro di luna all’orizzonte e senti in sottofondo vibrare in dolce sinfonia le note di un violino, sembra quasi che si fondano l’un l’altro con i battiti del nostro cuore. Da Antologia Via Francigena 2011 – Un itinerario di poesia – a cura di Rina Gambini
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Lucia Gionfriddo è poetessa istintiva, che dà voce ai moti profondi della sua anima, senza curarsi delle tecniche poetiche: la sua liricità, infatti, nasce dal bisogno di esprimere, di condividere con gli altri ciò che le urge dentro e, dopo la perdita dell’adorato marito, di ricordarlo e, soprattutto, di mantenere vivo il loro amore. Un legame profondo, intenso e sincero, che la mantiene viva, insieme agli affetti per figli e nipoti, e le fa sentire con minore urgenza la mancanza di lui.