Marina Pratici
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Note biografiche

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(Viareggio [ LU ] 1961), critico letterario, saggista, consulente editoriale e giornalista, collabora con testate a diffusione nazionale e con note case editrici. Presidente e membro di Giuria in importanti premi letterari, è ideatrice e coordinatrice del Concorso Letterario Internazionale "Ho diritto a…", sul tema dei diritti dei minori. Svolge attività accademica ed è socia fondatrice di cenacoli e circoli letterari internazionali. Presidente dell’Associazione A.Ge. "Alice e Flavio" di Aulla (MS), ha promosso eventi di vocazione sociale e culturale ed è stata relatrice in numerosi convegni in Italia e all’estero. Autrice di testi teatrali e per l’infanzia, ha curato varie raccolte antologiche.

Insieme a otto volumi di Poesia, tutti pluripremiati, ha all’attivo oltre cento pubblicazioni critico-letterarie.

Nel 2010 le è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana. 

Marina Pratici è la Direttrice della Collana Narrativa LE IADI, pubblicata da Casa Editrice Helicon Arezzo. Maggiori informazioni in:  www.edizionihelicon.com

 

Note critiche

In un periodo culturale pervaso da incertezze e dubbi, non è frequente trovare una poesia ben riconoscibile in ogni sua espressione, una poesia che segua un percorso individuabile con sicurezza e attribuibile con assoluta certezza. È raro, in ultima analisi, che un poeta abbia piena coscienza di ciò che vuole, del fine ultimo della sua poesia. Più frequenti, invece, sono i tentativi che vanno alla ricerca di un indirizzo lirico, individuandolo, di volta in volta, nella tradizione classicheggiante o nelle proposte modernistiche.
In questa prospettiva si deve guardare alla poesia di Marina Pratici come ad una eccezione: sicura, originale, strutturata secondo regole antiche rivedute attraverso la sua personalità di donna moderna ed impegnata socialmente, consapevole delle istanze del nostro complesso mondo e volta a privilegiare affetti e valori fondanti. Sì, perché nel suo dettato lirico si fondono gli sguardi, ora delusi, ora ironici, verso le manifestazioni esterne della società contemporanea con la bellezza delle emozioni, dei sentimenti, delle profonde ed arcane pieghe dell’anima.
Ecco che così si profila un esempio encomiabile di lavoro poetico: con umiltà e tenacia, Marina Pratici ha elaborato una sua personale poetica, un suo sentito e intenso concetto compositivo, fino a maturare la sicura convinzione di dare alle stampe la sua prima raccolta, che la presenta al vasto pubblico come una voce nuova, estremamente valida e vigorosa della lirica contemporanea. Nel suo porgersi agli altri, con la grazia che contraddistingue ogni sua azione, ella porta alla poesia odierna il contributo tipicamente femminile della lucidità del giudizio perfettamente amalgamato con la ricchezza del sentimento.

Recensioni

“IN TRINA DI PAROLE…E BISBIGLI DI ROSE”

PILGRIM EDIZIONI

Raccolta poetica di Marina Pratici


“ Una lirica pura, dove la ricercatezza sta nell’intento del messaggio, e la forma è un soave intessere di emozioni, ricordi, omaggi… Un prezioso ricamo profumato per chi vuole cogliere la poesia come un fiore…”
Maura Tesconi

“Con questa raccolta l’Autrice ci offre una testimonianza intensa, consapevole, della sua sofferta maturità… In ogni frangente di vita, adombrata in queste composizioni, è ricorrente una forza interiore “positiva”, un’aristocratica cordialità che coinvolge e che persuade… Un esordio felice, di alto spessore e valenza, di un’Autrice già pluripremiata e della quale, a lungo, si sentirà parlare…”
Giuliano Adorni

“Questa prima raccolta di Marina Pratici è nata nel segno dell’amore. Dalle parole - che incidono e comunicano con forza - emergono metafore e immagini rese suggestive da appropriate scelte lessicali… Una raccolta poetica di sostanza, capace di arrivare al cuore…”    
Anna Magnavacca

“Con le sue liriche l’Autrice sa regalare la ricchezza di un dubbio, l’imprevisto colore di un’emozione, la maliziosa complicità di un sorriso, la speranza di una corda da afferrare e persino l’inquietante e selvatico profumo da amatori del fiore del sambuco… Voi che indagate indiscreti tra le parole di Marina, alla sua poesia, chiedereste di più ?”
Riccardo Boggi


“Una voce poetante di profonda capacità espressiva ed emozionale…che non esita a tentare strade nuove, sperimentali… L’elemento descrittivo è usato dall’Autrice con rapidità e sicurezza di tratto, mai fine a se stresso, così come la musicalità del verso non si fonda su facili ritmi, ma è polifonia originata da un sapiente e attento ascolto…”
Emma Sangiovanni


“Versi potenti, graffianti… Marina Pratici punge, lanciando provocazioni tra effluvi di rose… Abilità stilistica, che ha per humus una larga riflessione e una lunga sedimentazione, sensibilità pittorica e musicale, tematiche di ampio respiro affrontate con notevole padronanza… Un’opera prima che già rasenta l’eccellenza”
Alberto Romano

“Il linguaggio di Marina Pratici è fresco, ravvivato da un ritmo personale, dove alle metafore e alle assonanze ricercate, fa da contrappunto un dettato morbido e sincero… Lo stile si muove tra il declamatorio e l’intimistico, toccando le varie corde del genere lirico, e andando alla ricerca di nuove soluzioni formali, per racchiudere in poche sillabe emozioni e guizzi di luce…”
Renato Bruschi

 

Letture


Sample Image Notte dei cristalli
(9 Novembre 1938)

Frullio di sole in piega di persiane,
solfeggi di polvere su per le strette scale…

Cadono i cristalli
in stridore di stelle infrante
di notte che insanguina la storia,
firmamento di pregiudizi arcani
paradigma di supremo gene
sinfonia in crescendo
di incubata follia
discendenza cancellata
da dottrina in delirio di idolatria,
come nota dissonante in armonia
sfuggita di mano.
Sono vecchi in un’ora
gli occhi di filo spinato
dei bambini del campo della Morte,
coriandoli di cenere su volto
di Madre in assolo di preghiera.
Tatua l’uomo suo fratello
l’anima involve in fumo
e ancora rimbalza,
da Kisinev a Gaza,
l’eterno abiuro
< Ecce Homo >

…arriva la notte, vestita di indifferenza.
Borbotta, disturbata, la polvere
giù per le strette scale.
Incateno al muro riflessi
di orrori antichi in giorni nuovi
e, anche oggi, chiudo le persiane.

Immobile nel buio,
attende l’Alba il mio perdono…



Pezzi di corda

Sono pezzi di corda
queste sere
che non so districare
da groviglio di altre,
sinfoniche e assordanti,
che non so distendere
e affrontare, separando.
Apodittica certezza
la tua assenza
monologante il mio andare,
ballerina inamovibile
di erratico carillon
passi meccanici
su sentiero di ineluttabile enigma.
Pezzi di corda,
nel mistico ormeggio
della mia mano
che allenta e ossifica il ricordo.
Fluisce dal ticchettio del pendolo
un esasperante spezzone atono
di cinque note- La la la la la…-
riverbanza della tua essenza
che non so presagire
e sfiorare, aspettando.
Nondimeno pezzo di corda
questa sera,
ricade su di me il tuo irrisolto
come simmetrico disgiunto
in cerca di finale,
mentre fiorisce sullo sfondo
anche l’ultimo sambuco
e l’ansia lilla del tramonto
si distende in un letto d’inchiostro,
so spen den do mi...



Il nemico

“Via il drappo,
o mio nemico!...”
Sylvia Plath

Ha un nome il nemico
che mi cresce dentro.
Un nome che strozza
che genera lamento.
Mi regala lacrime e grida
in scrigni di dolore
imbavaglia il mio corpo,
lo avvolge, lo accerchia,
in attacchi a tenaglia.
Combatto con spade di carta
e elmi di cartone
il nemico che ride
cantando vittoria.
La notte mi dorme accanto,
invade i miei sogni
come lago ghiacciato
e graffio di pantera.
Tiene nella mano
il filo del mio aquilone,
mi illude, mi lascia librare,
e poi mi schianta
in cenere polverosa.
Mi concede l’oblio
con aghi d’argento
poi torna, più forte,
con ruggito di leone.
Se imploro tempo
mi bacia,
suadente traditore,
intasca trenta denari
mi avvolge in sudari
e promette nuovi calvari.
E scava,
come talpa ostinata,
buche nel profondo
del mio cuore.



E quando
A mio figlio, quasi uomo


Porte chiuse e muri di silenzi tra di noi,
non ho più spazi negli spazi tuoi.
Mi allontani, e ti prepari a voli
dove io non ti posso accompagnare.

Cammini avanti a me con passo nuovo,
e sono gelosa degli sguardi che riflettono
il tuo corpo, un tempo bambino.

Ti lego a me, amore egoistico di madre,
con lacci che non voglio allentare,
perché non so lasciarti andare.

Dove sei?
Manine da scaldare, mille e mille baci da
dare, occhi perduti, affogati nei miei.
Dove sei?

E quando, ormai uomo, vivrai in giorni lontani,
volgiti indietro e rivedi quella donna
che per prima ti chiamò amore.




Amo di te
A mia madre, lei sa perché…

Amo di te,
le mani mai stanche
con disegni di sabbia
fissati dal tempo.
La borsa pesante
di spiccioli, Santi,
di foto sbiadite
di eterne bambine.
Il trucco un po’ antico,
di mare e corallo.
L’abbraccio che sfalda
i miei giorni di bruma.
L’eco di fiabe incantate,
arcobaleni inseguiti,
lucciole vaghe,
agrumati Natali.
Ferma, ora,
il tuo e il mio momento
e cullami ancora,
madre mia,
scarlatta
in incendiar di giorno,
argentea
in vagabondar di stella.
Sospesa
su sentieri d’infinito…

 

07 Aprile 2010

Sample ImageLa nuova raccolta poetica di Marina Pratici

Nessuno parli

Una Rosa e le Altre

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Note critiche

 

 

La poesia della Pratici è un colloquio tenero, suadente a non mancare l’impegno all’appuntamento con la Poesia…Marina Pratici forma uno svelto apologo poetico, quasi una effervescenza spirituale della natura; il luogo della riconversione, del recupero dentro un’accezione generazionale antropologica; in queste poesie c’è la tessitura di una leggenda biografica, c’è il consenso di un’oasi di rifugio conclamato da un dramma esistenziale…

Antonio Coppola (Nessuno parli Una Rosa e le Altre )

Marina Pratici, con questa sua riuscita e decisamente interessante prova, si immette in un filone lirico per lei abbastanza inconsueto, ma non perde la sua personalità poetica, non rinnega le scelte che fanno unica e individualistica la sua produzione: la discorsività della composizione risolta in musica; la piacevolezza delle immagini, rivestite da un sorriso, anche mesto all’occorrenza, ma frutto della presa di coscienza delle umane debolezze; l’interesse per il mondo che la circonda, che sa divenire poesia…Così come, eludendo le trappole del prosastico, non rinnega le scelte stilistiche che la fanno riconoscere: la ricerca della parola significativa ed al medesimo tempo armoniosa, la rapidità del dettato, i lampi s’espressione immaginativa, i toni ora acuti, ora sommessi, del verso…

Rina Gambini ( Nessuno parli Una Rosa e le Altre )

Succede talvolta che un Poeta, con la sua sensibilità si inoltri nel Mistero, penetri l’Ineffabile…allora si celebra una magica simbiosi e da questo unicum di anime scaturiscano parole dense di incantamenti…Liriche dolcissime e strazianti, che sembrano voler carezzare, con suadenti parole… Grazie, Poetessa

Giuliano Lazzarotti ( Nessuno parli Una Rosa e le Altre )

La poesia di Marina Pratici è un’espressione di eleganza e di stile, dove raffinatezza e cultura ben si amalgamano per rendere partecipe il lettore di sentimenti ed emozioni. Una lirica dall’apparenza gentile, ma pungente ed acuta, che riesce a colpire, profondamente…Spero che in molti maledicano i poeti, li maledicano perché cercano le parole che toccano l’anima, e appena sfiorare i nostri sentimenti è più doloroso di un colpo di spada. Tu hai questa dote, Marina. Usala con attenzione.

Silvano Nuvolone ( Nessuno parli Una Rosa e le Altre )

Come le rose, anche queste pagine hanno molti colori… e ciascuno di essi serve a rappresentare un istante di vita, un tratto, un sentimento…Lo strumento che la Poetessa ha scelto per esprimersi è un Verso che definirei "classico", studiato e sempre perfettamente calcolato al fine di isolare sintagmi essenziali che risaltano e producono un’eco attraverso rimandi fonici di rime e assonanze: un gioco di specchi che permette di perdersi meravigliosamente nel giardino di rose…Sembra di poter leggere nelle poesie di questa Autrice quanto piena sia la sua vita: tutti gli impegni lavorativi, culturali, sociali, familiari…occupazioni che però ogni tanto vengono come sospese per lasciare spazio al silenzio, ad un percorso a ritroso nel tempo e nello spazio che permetta di ricostruire- e quindi riempire di senso- le tappe di una esistenza ancora breve, ma già costellata di molte soddisfazioni e riconoscimenti pubblici e privati. Tutti meritati, non posso che aggiungere.

Alessandro Quasimodo ( Nessuno parli Una Rosa e le Altre, dalla prefazione )

Ci sono opere che fanno riflettere, altre che procurano il piacere della lettura, altre ancora che stupiscono per la loro originalità lasciandoci così inevitabilmente senza fiato. È il caso di questa splendida opera che con grande enfasi comunicativa, ci prende per mano accompagnandoci lungo l’affascinante percorso tracciato da Marina Pratici che si esprime nella genialità derivante da un appassionante ritorno alla classicità…La raccolta palesa uno straordinario inno all’amore, la sola cosa che conti per la Poetessa di Aulla che esce così allo scoperto per aprire al mondo il proprio cuore intriso di nobile sentimento…

Roberto Sarra ( Nessuno parli Una Rosa e le Altre )

Ci sono poesie che si leggono per il puro piacere di cogliere bei significati ed emozioni attraverso la musicalità della costruzione e l’armonia dei singoli versi. Ci sono altre poesie che si sa già dalla prima lettura che resteranno dentro a lungo, forse per sempre. Riconosco alla splendida Poesia ( devo passare alla maiuscola ) di Marina Pratici, una funzione maieutica, quella di aiutare tanti pensieri e tanti sentimenti a venire alla luce. Il dono più grande che viene da una Poesia bella e importante è quello di stimolare chi ami la scrittura a concepire, a sognare, a sperare di produrre anche solo una nuova frase di poesia.

Rodolfo Vettorello ( Nessuno parli Una Rosa e le Altre )

 

20 Gennaio 2011

Nuove raccolte poetiche di Marina Pratici: pubblichiamo le immagini delle copertine.