Carmela De Lucia Corritore
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Note biografiche

Carmela De Lucia, coniugata Corritore, è nata a San Felice a Cancello (CE) e vive a Fontane Bianche, nella provincia di Siracusa. Ragioniere in pensione da 1983, dedica il suo tempo libero all’elaborazione di ricette gastronomiche, alla poesia e ai racconti, ch’ella scrive con passione e con successo. Infatti, fin dal 2000, ha visto via via suoi racconti e poesie inseriti in importanti volumi antologici e vincitori di molti prestigiosi premi letterari, sia nella sua Sicilia che in tutta Italia. Una passione che continua a coltivare con lena inesauribile, e che le dà le meritate soddisfazioni di essere letta e ben giudicata dal pubblico e dalla critica.

 

Note critiche

Se la sua poesia è ricca di spunti sentimentali ed interioristici, nella narrativa esprime la sua bonaria ironia, che, come nel racconto qui a seguito, si manifesta con uno sguardo gentile e delicato nei confronti delle vicende umane. Uno stile lineare e limpido propone, in tutti i generi, un “racconto” di vita che va ben oltre il contingente e si addentra nella profondità dell’essere e della sorte. Racconto che è certamente personale, nato dalle sue vicende esistenziali, ma che si dilata in un universo collettivo, proprio in grazia del fatto che si tratta di fatti comuni, plausibili, realistici, quand’anche fossero nati da una elaborazione di fantasia. Ovunque, nei suoi versi come nelle sue pagine in prosa, si percepisce una attenta valutazione del vivere, un percorso sempre consapevolmente osservato e meditato, in cui ogni elemento è occasione di riflessioni spassionate e sincere. Ne nascono opere immediate, che sanno comunicare con ogni tipo di lettore.

 

Letture


Malinconie e gioie di Natale

È la vigilia di Natale, perché
m’infastidisce quest’aria di festa
che, forte, aleggia intorno a me?
Eppure ho chiaro, nella mia testa,
 il ricordo di feste ricorrenti
 in compagnia, felici e contenti.

Ora sono sola e mi rattrista
il pensiero di chi sta in armonia
ma questa è cattiveria mai vista,
vergognati! Scaccia la malinconia!
 Su donna, datti una bella mossa,
 cambiati e vattene alla messa.

La chiesa è lì, entro e mi seggo;
sento un forte odore d’incenso,
gli occhi mi bruciano, più non veggo.
Signore, perdonami ma Vincenzo,
 mio figlio, fante in terra straniera,
mi resta solo lui e la preghiera.

Madonna divina, tu che sei madre,
ascolta, ti prego, la mia preghiera;
trasmettila per me al grande Padre
affinché, questo figlio, una sera,
 torni sano e con la sua dolcezza
 cancelli questa mia grande tristezza.

Nel frattempo, coprilo col tuo manto;
guidalo se il tuo passo è incerto;
consolalo con il tuo soave canto
se si scoraggia in campo aperto;
 rispetti Dio, viva in sua grazia;
 allontanalo da ogni disgrazia!

La messa è finita e la gente,
scambiandosi auguri e saluti,
non nota me, stordita e piangente
e ricambia gli ossequi dovuti.
 Dio! Barcollo... mio figlio è qui con me...
 - Eccomi, mamma! Sarò sempre con te!


Agenzia matrimoniale

“Buon pomeriggio, rieccomi alla vostra Agenzia Matrimoniale per un altro pomeriggio molto intensa. Avremo la verifica dell’ultimo incontro di ieri; un incontro tra due persone giovanissime; un altro tra due persone non più giovani e la presentazione di un simpatico signore di sessantasei anni che non vorrebbe passare il prossimo Natale da solo. Lo so, mancano solo tre giorni al Natale, ma la vostra Mara riesce spesso a compiere dei veri miracoli; intanto mandiamo un po’ di pubblicità, a dopo!”.
- Che c’è Rosita, cosa avevi da gesticolare, poco fa?
- Signora Mara, c’è una signora che insiste per essere ricevuta da lei; dice che bisogna approfittare di questo momento di coraggio che l’ha spinta fin qui.
- La cosa m’incuriosisce, falla accomodare nel salottino privato e, durante il prossimo stacco pubblicitario, la vedrò.
Rosita fa accomodare la signora e le dice di attendere, con pazienza, l’arrivo della signora Mara; intanto la signora si accomoda in una delle due poltrone e si sofferma a guardare la parete di fronte, tappezzata di grandi manifesti rappresentanti dame e cavalieri in costume ottocentesco.
La signora è molto distinta, di media statura, occhi verdi, carnagione chiara e capelli tra il biondo e il cenere; Lisa, è questo il suo nome, si alza e comincia nervosamente a passeggiare per la stanza, imponendosi un solo pensiero: ... “ce la debbo fare a tutti i costi!”.
Un rumore di passi e la figura della signora Mara si fa avanti: - Buongiorno! Cosa abbiamo, bella signora?
- Io sono Lisa, mi scusi l’insistenza, ma le ho scritto tante lettere che poi ho ridotto in pezzi, poiché mi è mancato il coraggio di spedirle; oggi, forse per l’approssimarsi del Natale, mi sono lasciata prendere da una grande tristezza e, per non soccombere, ho indossato il cappotto e sono uscita: ho preso il primo autobus che ho incontrato, senza neanche guardare il numero; sono scesa al capolinea e mi sono ritrovata davanti alla tabella dell’agenzia, che avevo notato più volte... ed eccomi qua! Non so se riuscirei a rifarlo!
- Cara, dolce Lisa, mi permette, vero, di chiamarla per nome? Come vorrei poter fare qualcosa subito, ma ci vorrà un po’ di tempo e di pazienza; tra l’altro è anche l’ultimo giorno di apertura, poi chiuderemo per le vacanze di Natale. Un momento! Non si muova di qui, tornerò fra un attimo.
- Bene amici, anche oggi abbiamo concluso la puntata; non c’è il tempo di fare la presentazione di cui avevo parlato all’apertura della trasmissione, ma ho in mente qualcosa di cui mi informerò al rientro dalle vacanze. Buone feste a tutti!
- Buonasera, Oscar, mi scusi se non ho fatto la sua presentazione, ma l’ora di oggi è volata; mi sono lasciata prendere dagli avvenimenti strani che sono successi oggi e dall’atmosfera natalizia che sento nell’aria e nelle persone che mi circondano; però avrei una sorpresa per lei: nel mio studio privato c’è una persona deliziosa che io vedrei bene accanto a lei; incontratevi e, se dovesse scoccare la scintilla, studieremo il modo di regalarvi una vacanza ancora disponibile per quest’anno. Si accomodi da questa parte e... buona fortuna! Fra dieci minuti vi raggiungerò.
- Ciao, io sono Oscar.
- Ed io sono Lisa. Sei emozionato?
- Sto tremando di paura!
- Sss, rilassati, non rovinarmi tutto!
Arriva Mara e li trova mani nelle mani ed occhi negli occhi; ha subito l’impressione di aver colto nel segno, ma deve verificare.
- E allora? vi va di fare il Natale insieme? Vi piacerebbe trascorrerlo a Parigi?
- Sarebbe il massimo... – sussurra Lisa.
- E allora sbrighiamoci, non ho molto tempo, perché anch’io parto per una settimana bianca. Rosita, avverti l’aeroporto per due biglietti per Parigi, chiama Ambrogio che si tenga pronto con la macchina e provvedi al guardaroba dei signori. Mi raccomando: un completo per ogni fase della giornata, e non dimenticare il trucco della signora, desidero che sia bellissima!

- Amore, ce l’abbiamo fatta, finalmente avremo il nostro mancato viaggio di nozze; te l’avevo promesso che prima o poi, prima di morire, l’avremmo fatto!
- Ma sei sicura? Che figura faremo quando...
- Bene signori, ho bisogno delle vostre generalità, per i biglietti e la prenotazione dell’albergo.
- Signora Mara...
- È tutto pronto, qualcosa non va?
- Temo che le abbiano fatto un brutto scherzo. Quei signori sono marito e moglie; i furboni volevano solo farsi il viaggio di nozze a nostre spese, realizzando un sogno di vecchia data.
- Ma che dici? Maledizione, cacciali via!... ma come hai fatto a scoprirlo?
- Ad un certo momento, lui le ha chiesto se volesse andare fino in fondo e lei, piangendo, ha messo da parte il mantello da sera che stava provando e mi ha detto la verità, insomma, non ha retto!
- Un momento, Rosita... fai finta che le cose non siano così. Assumo io ogni responsabilità, sono proprio decisa a compiere la mia buona azione di Natale. In fondo mi hanno fatto tanta tenerezza ed anche a te, a giudicare dai tuoi occhi lucidi. Buon Natale, Rosita e buon Natale anche a loro!
- Buon viaggio, signora Mara, e che sia un felice Natale anche per lei, perché lo merita!