Marisa Battoglia
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Note biografiche

Marisa Battoglia è nata a Parma nel 1940, e vi risiede tuttora. Laureata in Materie Letterarie e Latino, ha insegnato a lungo nei Licei Classici e Scientifici. Negli ultimi anni ha dato concretezza alla passione per la poesia che l’ha accompagnata per tutta l’esistenza, scrivendo intense poesie e partecipando attivamente alla vita culturale della sua regione e, quando possibile, dell’Italia intera. Tale assiduità ha dato frutti eccellenti, con l’inserimento di sue opere in prestigiose raccolte poetiche, con la conquista di premi in concorsi nazionali ed internazionali, e con ottime recensioni critiche.

 

 

Note critiche

 

Probabilmente stimolata dalle lunghe ed assidue letture, sia per passione che per professione, la poetessa ha sentito l’urgenza di tradurre in immagini il difficile itinerario poetico di scavo nella coscienza, portando alla luce, attraverso la parola, la “musica” dell’animo, nelle diverse circostanze emozionali e riflessive. La sua esperienza poetica è collegata ad un sentimento del Bello del vivere, che conduce ad una visione ottimistica dell’esistenza, nonostante eventi malinconici e negativi che hanno talvolta offuscato ed interrotto questa positiva ottica esistenziale. Luce dell’anima, che si trasmette ai versi e vi infonde una luminosità pura e serena.

 

 

Letture

Polvere di stelle 

Polvere di stelle e Fuochi di artificio

Fiori incandescenti, fontane luminose

improvvisamente innalzati dall’acqua.

 

Prodigio dell’uomo,

di Mente creante

pensante motivante.

 

Volontà di benessere

tra cielo terra e mare...

 

Gli occhi si riempiono di stelle...

 

  Il rovere 

Alto superbo

svetta al cielo.

Sfronda il tempo.

Naviga vorticoso il vento

per placarsi

sul cuore di tronco

che si erge

e batte d’amore.

 

Un viluppo di foglie

nell’abbraccio di rami...

Smeraldo lucente

in un sorriso dell’anima

grato

al Bello Vivente...

 

La possente presenza del vecchio rovere ispira una poesia che sa eludere la tentazione descrittiva per immettersi nelle sfere dell’emozione e del sentimento. L’albero pulsa di linfa vitale, ha un’anima che palpita di sentimenti d’amore per la natura e rappresenta l’armonia e la forza dell’esistere: queste sono le intuizioni che la sua visione desta nella poetessa, e che ella sa esprimere con proprietà e con una sensibilità inusuale per tutto ciò che appartiene al mondo naturale. (da “Antologia Via Francigena 2008”)

 

  Infinitesima parte 

Infinitesima parte

di un universo circolare

“Sassolino” che cade

in un lago profondo

sullo sfondo

di abeti

verde cupo,

in una notte lunare.

Nell’immergersi

l’infrangersi

di cerchi,

al tocco dell’acqua,

circoscritti

concentrici

sempre più vasti.

 

Così è l’uomo:

riflesso che irradia,

non artista

di vita!

 

Un paragone decisamente insolito: l’uomo è come un sassolino gettato nell’acqua, i cui cerchi si allargano a dismisura, mentre la vegetazione che circonda lo stagno sembra fare ala al suo espandersi. L’uomo, in effetti, è visto come centro irradiante di un Universo che ruota intorno a lui, una centralità artistica e spirituale, cui la poetessa rende omaggio nei brevi, concisi versi finali. I versi sono secchi, corti ed essenziali, mentre le parole suonano più dolci, segno della partecipazione dell’autrice ad una riflessione che l’ha emotivamente coinvolta. (da: “Antologia Città di Salò 2008”)

 

           Illusoria vittoria 

Lacrime e sangue la guerra

Illusoria conquista è la vittoria

Livido grido il dolore di madre

Livido grido il dolore di figlio

Umanità orfana di bene

 

Raggio di sole la vita:

si estingue in notte inesorabile

Magico dono si frange

nel disegno di ineguale

forza di bene

 

Raggio di luna

in una notte di stelle

la gloria

Miraggio sfuggente

 

Umanità dispersa

langue

nel non Amore

 

              Cielo capovolto 

Un campo di lucciole

vestite di luce

nel buio notturno

 

Alternato pigolio

dell’essere.

 

Favilla degli occhi,

al ricordo fanciullo!

 

Un cielo capovolto

quel prato, ove

stelle le lucciole

e cielo il buio profondo.

 

Speranza notturna

che cede al giorno,

per ripercorrere

breve spazio

di vita!