| Rodolfo Vettorello |
Note biograficheNato a Castelbaldo (PD) l’11-09-1937 vive a Milano dal 1960.Laureato in Architettura al Politecnico di Milano con Gio Ponti ed Ernesto N. Rogers nel 1962, ha operato nel settore pubblico e poi nella libera professione sui temi dell’Edilizia Residenziale, Scolastica e Ospedaliera. Assistente volontario alla Cattedra di Architettura degli Interni dal 1964 al 1968, nel 1980 ha frequentato il Corso ISAD di Architettura Navale occupandosi poi, come socio ASPRONADI, libera Associazione dei Progettisti della Nautica da diporto, di alcuni allestimenti di imbarcazioni. Appassionato sciatore e modesto windsurfer e velista è particolarmente fiero della sua abilitazione al Comando di Navi da diporto conseguita nel 1980. Scrive da sempre ma soltanto la frequentazione di alcuni siti letterari della rete gli ha dato l’opportunità di confrontarsi con altri autori e quindi di partecipare a numerosi Concorsi di Poesia e Narrativa conseguendo alcuni risultati e ottenendo la pubblicazione non onerosa di molte raccolte. Membro di diverse Giurie di Premi Letterari. Membro e consigliere del Lions Club International Milano Duomo, nonché membro di Giuria da quest’anno, dell’omonimo Premio di Poesia. Pubblicazioni di poesia e narrativaAL DI LA’ DEL MURO, Romanzo Breve pubblicato da Golden Press di Genova come Premio Editoriale al Primo Classificato del Concorso letterario "L’Incontro" IN PUNTA DI PIEDI, Silloge Poetica Pubblicata dall’Editore Bastogi di Foggia come Premio Editoriale al terzo classificato del Concorso "Iniziative Letterarie" 2007 Prefazione di Loredana Becherini. CANZONIERE VENEZIANO, Silloge Poetica Pubblicata dall’Editore Calogero Vitale di San Remo come Premio al Primo Classificato al Concorso IPLAC di Mestre 2008.Prefazione di Paolo Ruffilli L’ANIMA E I GIORNI, Silloge Poetica Pubblicata da Quaderni di Hombres di Pereto (L’Aquila) come Premio al Primo Classificato al Concorso Hombres di Pereto 2008.Prefazione della Giuria COME SULL’ACQUA, plaquette di cinque poesie pubblicata da Dialogo Libri, Collezione Caffè Letterario 2008, come Premio al Primo Classificato del Concorso "Dialogo" POESIE, Silloge Poetica pubblicata da Montedit Editore, Melegnano (Milano) come Premio al Secondo Classificato al Concorso "Marguerite Yourcenar 2007" BOLLE DI SAPONE, Silloge Poetica Prodotta da Kappaeventi, Prospettiva Editrice di Giannasi Andrea Civitavecchia (Roma) sotto forma di Ebook, come Premio Editoriale al Primo Classificato al Concorso Interrete Agenzia Letteraria 2008 COSE DI DONNE, Raccolta di Racconti pubblicata da Edizioni Nuovi Poeti di Gianpiero Grasso Vaprio D’Adda (Milano) come Premio al Primo Classificato al Concorso "Spazio Autori 2008" ASSOLO DI VIOLINO, Silloge Poetica di 40 testi pubblicata come Premio Editoriale al Primo Classificato del Concorso Internazionale di Poesia "Riviera di Ulisse" terza edizione 2008 Memorial Gennaro Sparagna Minturno (Latina)Prefazione di Irene Sparagna GIORNI LUCENTI, Silloge Poetica di 15 poesie su quaderno pubblicato da Edizioni Nuovi Poeti di Gianpiero Grasso Vaprio D’Adda (Milano) 2009 IO SO VOLARE Silloge Poetica di 50 poesie pubblicata da "Carta e Penna" di Torino 2009 come Premio Editoriale al Secondo Classificato al "Concorso degli Assi" Prefazione di Fabio Maria Serpilli. AL FONDO DELLA SCENA Silloge Poetica di 80 poesie pubblicata da GDS Edizioni 2009 di Gianpiero Grasso Vaprio D’Adda (Milano) come Premio Editoriale al Secondo Classificato al Concorso TRACCE 2009. SIAMO COME SASSI Silloge Poetica di 50 poesie pubblicata da Leonida Edizioni di Gallico (Reggio Calabria) come Premio Editoriale al Primo Classificato al Concorso"Città di Martinsicuro 2009" Motivazione della Giuria come prefazione. ANTOLOGIE, inserito in diverse decine di Antologie come Premio di Concorsi Letterari. PremiPrimo Classificato nei Premi di Poesia: ANNO 2007 Lions Club Milano Duomo 2007 sez. Poesia in Lingua Premio Nazionale di Vigonza (PD) 2007 sez. Poesia in Lingua Premio Hombres di Pereto 2007 sez. Poesia in Lingua Premio Golden Press di Genova per la Narrativa-Racconti
ANNO 2008 Premio GSD Genitori e Figli di Monza 2008 sez. Poesia Premio Intern. "Il dialogo" di Olgiate Comasco 2008 Poesia Premio "Giovanna De Martini" di Genova 2008sez. Poesia Premio Voci 2008-Nicola Rizzi- di Mestre (Venezia) sez. Poesia Premio Internazionale Interrete 2008 per la Poesia Premio "Sole d’autunno" Busto Arsizio 2008 sez. Poesia Premio Candia-Il Gioiello di Romagnano (Massa) Poesia 45° Premio Garfagnana di narrativa Castelnuovo Garfag. 2008 Premio Hombres di Pereto 2008 sez. Silloge Poetica Premio "La Riviera di Ulisse" 2008 Silloge Poetica Premio Edizioni Nuovi Poeti 2008 Vaprio D’Adda Narrativa
ANNO 2009 Premio "Pensieri e Parole d’Oltrepò 2009" sez. Poesia Premio "Città di Sant’Anastasia 2009" sez. Poesia in Lingua Premio "Il Litorale 2009" di Massa sez. Narrativa Edita Premio" Vigonza 2009" Vigonza (Padova) sez. Poesia Premio IPLAC di Mestre 2009 sez. Silloge Edita Premio "Groane 98" sez. Poesia Premio "Paesepoesia 2009" di Belvedere Ost.(Ancona) Poesia Premio "Il valore della vita" Castello Tesino 2009 Poesia Premio Città di Bobbio (Piacenza) 2009 Poesia Premio Circolo Pickwick di Besana Brianza 2009 sez. Poesia Premio Città di Martinsicuro (Teramo) 2009 sez. Silloge Premio San Teodoro D’ Amasea Patti (Messina) 2009 Silloge Premio A.V.Reali Sogliano al Rubicone (Forlì) 2009 Poesia Premio G. Filastò 2009 S. Stefano in Aspromonte sez. Poesia Premio Città di Manfredonia "Re Manfredi 2009" sez. Poesia Premio "La Baia" 1° Ediz. 2009 La Spezia sez. Poesia Trofeo Pusterla 8° ediz. 2009 Casalpusterlengo Sez Poesia Premio Letterario Vallesenio 2009 Riolo Terme sez. Poesia Concorso Idea Donna LUI e LEI 2009 S. Benedetto Narrativa Premio Micheloni 2009 Aulla(Massa) Sezione Poesia Targa del Comune di Aulla (Massa) 2009 per altissimi meriti letterari Premio "G.Ganduscio" AUSER di Ribera (AG) 2009 Sez. Poesia Libera Premio "Candia-Il Gioiello" XXVI Ediz. Ronchi di Massa Poesia a Tema
Note critichePaolo RUFFILLI Poeta e Scrittore: "Caro Vettorello ho letto con interesse il suo "In punta di piedi", coinvolto da numerose affinità e consonanze: l'incisività, il filo narrativo, il verso nervoso... che io stesso prediligo nel far poesia. Mi piacerebbe, a questo punto, un confronto in parallelo..." Loredana BECHERINI Poetessa: caratteristica saliente dell’opera di R.V….. il verso si fa alcune volte respiro, fisico atto di inspirazione-espirazione, altre volte sospiro, altre ancora quasi battito cardiaco. Ninnj DI STEFANO BUSA’ Saggista e poetessa: R.V. .. una persona sensibile, un poeta che ammiro. Giuliano LAZZAROTTI Poeta e Presidente del Versilia Club: Questo ottimo Poeta ci accarezza l’anima, ci tranquillizza, ci rassicura.. Irene SPARAGNA Scrittrice, poetessa, critico letterario,editrice di Edizioni Stravagario: La poesia di Vettorello appare ricca di una metodologia del verso che non lascia attimi di pausa, è tutto un incalzare di atmosfere che si interscambiano come scenari. Che ha nel linguaggio una forte connotazione "costruttiva": limpida nelle espressioni e forte nella presa emotiva che mai sfocia nel sentimentalismo. Stefano VALENTINI Poeta, scrittore, critico letterario: Il linguaggio morbido, non pretenzioso, semplice, si inserisce sobriamente in un registro lirico-romantico dai colori tenui. Il verso è pacato, il lessico pulito in un’armonia d’insieme che rende piacevole il tutto. Alessandra AGLIERI Editrice. La sua vena poetica è caratterizzata dalla capacità di dire molto con poche parole e le parole sono giuste al momento giusto.Il pregio della sua scrittura sta nell’essere compatta, determinata, conoscibile nei suoi significati e nel suo portato globale di esperienza; essa è disponibile a qualsiasi lettura se ne faccia. Ed è un pregio che deriva certo dalla sua qualità di autore che controlla ciò che scrive, ne verifica l’ancoramento ad un pensiero logico e trasmissibile, a un dato individuale e non occasionale di esperienza, vagliando di volta in volta la scrittura per far si che in essa viva solo ciò che pesa con una permanenza di significato. Alberto BELLOCCHIO Poeta e Scrittore. Capacità di coinvolgimento nelle sue emozioni e versatilità delle argomentazioni. Alessandra AGLIERI Editrice Nuovi Autori. La sua vena poetica è capace di dire molto con poche parole: e le parole sono giuste al momento giusto, al di là di qualsiasi progetto letterario e di qualsiasi reminiscenza. Con la poesia entra nel proprio mondo e lo sente con tutte le sue fibre; il tono è sincero e nitido sicchè il singolo verso vive di vita propria e possiede un proprio fascino. Il pregio di questa scrittura sta nell’essere compatta determinata, conoscibile nei suoi significati e nel suo portato globale di esperienza; essa è disponibile a qualsiasi lettura se ne faccia, provocata dall’incontro, a un certo punto, a un certo momento, con un’altra esperienza. Ed è un pregio che deriva certo dalla qualità dell’ autore che controlla ciò che scrive, ne verifica l’ancoramento ad un pensiero logico e trasmissibile, a un dato individuabile e non occasionale di esperienza, vagliando di volta in volta la scrittura per far si che in essa viva solo ciò che pesa con una permanenza di significato.
Letture
Eutanasia Non amo il mare che mi viene incontro dopo il buio di un tunnel d'autostrada. Amo te, annunciata da canneti, da rigagnoli stretti, da canali, laguna salsa e quieta, specchio di cielo, mite promessa d'acque. Galleggiano sul bagnasciuga le salicornie e il chiaro fiore di barena s'accende di capolini azzurri. Dietro una curva d'argine il primo scanno, poi lontano, tranquillissimamente disteso l'Adriatico. Ogni volta ritorno, mare d'anima, come si torna a casa. Sulla rena ritrovo contorte plastiche e conchiglie bianche, vetrini consumati come smeraldi opachi e ciottoli di cotto: levigati. Amo la morte di tutte le tue cose, calcinate dal sole e dal salmastro ed amo la tua morte, mare. Dolcemente vorrei che questa mia desolata stanchezza si dissanguasse in te, nel breve spazio tra sabbia ed acqua, dove tra sussulti, la medusa agonizza e si consuma.
La strada sterrata Drammatico il cielo di marzo se piove. Il vento furioso che spinge le nuvole in cielo ne forma dei cumuli strani giù in fondo. Dei mucchi che paiono colli, montagne o castelli, talvolta dirupi scoscesi, talaltra creature perverse, dei mostri. Ma é solo paura di un bimbo che guarda affacciato da dietro a una trina scostata. La mamma che arriva, se arriva, compare da dietro quei tigli all'ultima curva, là dove la strada sterrata si stacca dal nastro d'asfalto e traversa la linea ferrata. La mamma che arriva, se arriva, avrà nel cestino un regalo. La sua bicicletta non torna mai vuota. Ma quello che conta é che torni la mamma... se torna. Lei sola sa accendere il fuoco, curare la fiamma e aggiungere legna se occorre. Lei sola sa dove si tiene il petrolio del lume. E' lei che sa dire preghiere e bruciare il ramo d'ulivo al primo rimbombo di tuono. E sa medicare ferite, scacciare paure e fare la cena al suo arrivo, se arriva. Si passa la vita a guardare da dietro a una tenda scostata qualcuno che faccia del mondo la scena di un dramma risolto. Si aspetta da sempre che torni una mamma. Che dietro la curva riappaia chi possa sventare timori ed inganni La trina sui vetri nasconde, pietosa, il nostro tormento finale. Nessuno che arrivi da dietro la curva d'un'altra diversa od uguale, tristissima, strada sterrata.
Io lo so che mi perdo
anche dentro lo specchio ristretto di una polla sorgiva, dove l'acqua increspata riflette nubi a correre in cielo. E lo so che mi annego anche dentro il tuo sguardo di donna, al frusciar di una gonna, all'idea che per capo mi frulla, a una dolce illusione da nulla. Io lo so che mi perdo per gioco anche dentro la trama conclusa d'uno stralcio di sogno, di una dolce promessa delusa. Libreria Mezzaterra, in vetrina mi sorride il Montale di Lettere a Clizia, copertina che ripaga di rosa l'attesa di te che ti specchi e riflessa mi regali uno sguardo improvviso e un sorriso. A ogni agosto, quando il sole arroventa i selciati, io risalgo quell'erta che porta alla Piazza Maggiore su in alto, che indovino dai voli impazziti di rondini e ricerco il tuo sguardo raddoppiato nei vetri e mi sembri tornata mia Clizia, vaghissimo sogno incosciente che porti negli occhi il prodigio di un lampo d'azzurro e nel riso un'ipotesi vaga d'amore, una dolce promessa di niente.
A Camillo Sbarbaro E io vado avanti, ma solo rispetto alle cose che dico e che scrivo, non so verso dove, ma altrove. Di là dal filare ordinato dei verdi cipressi a bordare la strada sterrata tra i campi. Ed io vado avanti a sfidare la linea precisa del blu, il vasto orizzonte sul mare. Le cose da fare molteplici e tante. Ed io vado avanti. Se penso, capisco e davvero insensata mi pare, la voglia di andare, inutile e vano il bisogno di fare, se quello che cerco è racchiuso nel breve perimetro chiuso di questa mia stanza che guarda su strade affollate di gente che corre e non sa camminare. Io devo al più presto trovare un luogo per stare appartato, col mio libro in mano. Ch'io possa incontrarmi con quelle che amo, le pagine care che parlano al cuore. Se Sbarbaro scrive di scialbe passioni, emozioni frenate, delusi pensieri, Camillo i tormenti di ieri somigliano ai miei, quasi uguali. A modi da tempo esplorati, a righe che paiono gocce stillate da un mite malessere lieve, dal peso di vivere a lato, sentire ma senza patire uno stato di veglia cosciente, un'assenza presente, un molle adagiarsi sull'onda sfinita del niente.
Link e siti letterari di interesse
www.poesia-creativa.it/rodolfo vettorello.htm www.scrivi.com/Rodolfo Vettorello
www.club.it/autori/...rodolfo.vettorello/indice-i.htlm www.clubautori.it/rodolfovettorello www.goldenpress.it/Vetrina Autori/Rodolfo Vettorello www.deastore.com/ricerca/autori/ Rodolfo Vettorello
Per contatti: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
www.literary.it/atlante/ autori/Rodolfo Vettorello
6 febbraio 2011 Riceviamo e volentieri pubblichiamo un aggiornamento al sito di Roberto Vettorello PREFAZIONE a: L’IPOTESI CHE SIAMO di Rodolfo Vettorello – Ibiskos Ulivieri
Premio Editoriale al primo classificato del Settimo Concorso AUTORI PER L'EUROPA 2010
Quella vettorelliana è , altissimamente, scrittura di passione. Nutrita di un vissuto, rivisitato e trasfigurato in scansioni incisive, penetranti e dense di un forte cromatismo lirico, che avvolge, coinvolge, seduce. Di un quotidiano narrato con una varietà di registri simbolici e figurativi di prepotente efficacia sensoriale. Poesia quindi che è slancio esistenziale e parimenti tensione inevasa, ricerca, opera certosina di scavo nell’invisibile della coscienza. Poesia, che se pur talora si fa paradigma di disincanto, è incanto.
Incanto di prima mano, immediato e non di riverberanza. Il tutto ben si sostanzia in questa nuova, per più aspetti, silloge, L’ipotesi che siamo, sintesi e parimenti superamento di stilemi acquisiti nel tempo, nella protratta e costruttiva frequentazione della poesia dove un "Vettorello maggiore" oltrepassa verticalismi suoi propri. Avventurandosi. La poesia ha sempre di fronte a sé un’avventura senza fine, così T.S. Eliot, l’impareggiabile, in The Music of Poetry ( 1942 ). Ed è quest’avventura senza fine (iter letterario ed umano all’unisono ) che l’Autore persegue nel corpus dell’opera, quasi liberandosi di pregressi riecheggi della migliore tradizione poetica novecentesca, italiana e non, unicizzando così definitivamente il Suo dire. Creando quadri emblematizzanti ove l’ordinario viene eletto a soggetto poetico e la coscienza del reale si fa espansa, abbracciando ogni oggetto o fenomeno. "Si può, lo so, si può provare a fare/ di questo spazio minimo nel mondo/ il nostro paradiso,/ come la stanza piccola in cui vivo,/ dove raccolgo/ cimeli vari, sfilacciati brani/ di quel tappeto magico che impiego/ per visitare i luoghi del mio sogno", "L’ipotesi che siamo", potente lirica d’apertura, già bastevole da sola a giustificare una pubblicazione, ove contrappunti e dissonanze sono continuamente all’opera in quel che mai è ripiego, diniego, bensì dispiego: "il nostro paradiso…il cielo stesso". E sotto quel cielo, lo stesso, si consumano drammi, "Un segno di croce alle labbra/ e un salto nel vuoto…Diranno ch’è stata follia,/ il male di vivere esploso nel centro/ di un uomo da poco ( "Il calvario"); "Non mi ricordo più come si balla/ sui tacchi a spillo per le vie del centro…Io parlo poco, ormai non ho più fiato;/ per dare una risposta a chi mi chiede/ faccio dei segni solo con le ciglia" ( "Col fischio", lirica struggente dalla bellissima chiusa). Sotto quel cielo,lo stesso, vanno in scena appartate umanissime solitudini, "Non ho pensieri ed anche l’ansia tace…Non è felicità, non è tristezza/ ma un modo di confondersi col sasso" ( "Apatia" ), ma anche abitatissime emozioni "Si accendono come/ silenzi improvvisi/ gli sguardi che fanno carezze…Ricordo/ la voce che ride di perle e il timido bacio farfalla" ( "Bacio farfalla", impossibile non citarla, dalla freschezza dirompente ); episodi vissuti dall’anima che alla memoria confluiscono in approccio libero e spaziato, in rimando lieve. Sotto quel cielo in sinfonica alternanza, luci ed ombre, quindi, che l’Autore tratteggia e definisce con terminologia vasta, volta a reggere un lirismo che, sovente, si tinge di emozioni che fibrillano ( "Come un delfino, il cuore" ), di melanconie ("Nel tempo perduto", dal memorabile verso finale "Si spende la vita vivendo"), di pregnanze evocative ("Sfiorire") ed ancora, di strumenti a corda lunga, accordi, assoli, falcate comparative rare. In quest’ultima felicissima silloge, la metrica vettorelliana si avvale, come già nelle precedenti, dell’endecasillabo (del quale l’Autore è raffinato cultore), il massimo grado della metrica, l’archetipo più difficile da raggiungere, ma anche il più indicato ad effondere nella poesia un respiro ampio, senza forzature o smorzature o sconfessioni. Ed il suggerimento quasi scontato è quello di leggere e di rileggere più e più volte, tutto d’un fiato o in modulo lento, le liriche presentate. Per coglierne appieno le ripetizione foniche, le riprese mirate, i personalissimi pronunciamenti melodici, i vocaboli accuratamente prescelti, che ne fanno canzoni. Scrittura di passione, si è detto, che si traduce irrimediabilmente in lettura di passione. Avventurandoci. Il tutto ed il quanto a costruzione di un tessuto solido, sempre sapientemente dominato nel ritmo, in intenso e pervasivo collegamento analogico: immaginazione ed ipotesi, elementi fondativi e fecondativi di un alto scrivere. Rodolfo Vettorello è, per il tanto, Poeta. Poeta per forma e per stile, per significante e per significato, per tecnica e, in primis, per anima. È Poeta- ipotizziamo- per destino. Marina Pratici
L’ipotesi che siamo Si può, lo so, si può provare a fare di questo spazio minimo nel mondo il nostro paradiso, come la stanza piccola in cui vivo, dove raccolgo cimeli vari, sfilacciati brani di quel tappeto magico che impiego per visitare i luoghi del mio sogno, paradisi di ciottoli raccolti in ogni luogo, la traccia sottilissima che inseguo sul mio sentiero. Le foto in seppia, a volte un po’ sbiadite, di visi sconosciuti ed il profumo d’un passato perduto, come il piccolo mazzo di violette legate con un nastro di velluto. Si può, lo so, si può non interrompere il discorso con quello che rimane del ricordo. Si può parlare con continuità, tenere aperto il dialogo col mondo e con se stessi. Offrirsi una parola di conforto ogni mattina all’ora del risveglio per amare di noi quello che adesso è come allora: il nostro paradiso, l’ipotesi che siamo, il cielo stesso.
Il vincitore del concorso "Vinci la tua canzone" è Rodolfo Vettorello con il testo
16 Giugno 2011 Pubblichiamo un aggiornamento sull'ultima opera poetica di Rodolfo Vettorello RODOLFO VETTORELLO Piaghe d’amore Leonida Edizioni
Per chi cantava il memorabile trovatore, uomo molto nobile, principe di Blaia (così, di lui, l’anonimo provenzale autore della Vita), che si fece crociato e si mise in mare? Per chi cantava, a maggio quando i giorni sono lunghi, allietato da un canto d’uccelli lontano? Forse per Maria, la Madre per eccellenza, forse per Odierna, la celebrata contessa di Tripoli sulla quale tanto si è favoleggiato, forse per Eleonora d’Aquitania, moglie infelicissima, prima di Luigi VII e, dopo, di Enrico II Plantageneto, passata alla storia ed alla fantasia come Alienor, regina dei poeti. Forse. Probabilmente, per non dire certamente, l’amor de lonh , vicino ma imprendibile, lontano ma raggiungibile, di Jaufré è la poesia. Amante, sorella, madre, figlia, sposa. Poesia. E per chi compone oggi Rodolfo Vettorello, coinvolgente come mai in precedenza in questa nuova ed innamoratamente compiuta silloge, se non per quel brivido lungo / che ha nome poesia? Piaghe d’amore porta inequivocabilmente le stimmate- le piaghe- dell’amore per la poesia che, in illimitato volo, sa farsi poesia d’amore. E l’amore, considerato e declinato in tutte le sue versioni attraverso il caleidoscopio dell’avventura umana, viene descritto nella sua immagine più vera, duellante fra eros e thanatos, fra philìa e neikos. L’amore nei differenti registri di quest’ottimo Poeta, meritatamente pluripremiato e plaudito dalla critica di settore, è realtà-simbolo, materia-emozione, allegoria, parabola, platea di varianti e di disuguaglianze, apertura all’inconosciuto, al mutante, al trasformante. È amore. Geometrico, I miei pensieri e i tuoi, due righe pari, / due raggi che s’innalzano da luoghi/ così lontani / per incontrarsi in questa volta buia, / nel punto esatto dove adesso brilla / la stella che scegliamo per sognare…Le strade parallele vanno verso / le immense praterie dell’universo, / i cuori amanti si raggiungeranno / nel punto più lontano dell’immenso (Amori paralleli, catturante lirica d’apertura), ed inquieto, Noi due chi siamo? / Noi siamo come / uno strumento strano (Concerto di una nota sola, emozionale e vibrante). È amore. Timido, quasi cortese, Lungamente ho sperato di udirlo / il suo nome e sognato / trattenerle per poco la mano (La sconosciuta, breve ed intensa), e sensualissimo, E passerà da te, dalla tua bocca / alla mia bocca / dolce di mimosa / la tua saliva come un rivo d’acqua (Favola barocca, dove "Lei" è fata e fiore dalle labbra di corallo). È amore. Sororale, Ti ripenso al mattino / che prepari il caffè con la moka / e mi insegui sull’uscio / con la tazza di latte che scotta (Ali di seta ), e flagellante, So che stanotte tu / farai l’amore, / lo dicono per te non le parole / ma gli occhi che ti brillano di perle; / lo dice la tua voce che si impiglia / per reti trasparenti di silenzi (Il cuore piange sangue, dove la gioiosa consapevolezza della carne - bella immagine di Giuseppe Conte - diviene desiderio inevaso, esaltante tormento). È amore che soffonde e sovrasta, estendendosi a luoghi, strade, cose, trasfigurati e rinnovati dai colori e dagli odori, dai dinieghi e dai dispieghi di questa "Donna", luce prima del mattino, capace di donare sogni d’impossibile, in svelamento di un mondo ignoto / dove si vive dentro un incantesimo. Il tutto, sempre e comunque, sapientemente controllato, incanalato, guidato per quel sentiero vasto dove il balbettio del cuore si alza e si sostanzia a farsi, irrinunciabilmente, Poesia. E Vettorello, raffinato cultore e frequentatore assiduo del grado massimo della metrica, l’endecasillabo, "gioca" questa volta con il verso, lasciandolo talora andare in libertà. Gioca, intarsiando il suo bel canto con settenari ovvero con altri versi brevi, sostituendo il prediletto endecasillabo- che pure resta fondante - con soluzioni felici di ipometro o di ipermetro. Gioca, con perfetta padronanza e finezza lessicale, come si gioca con l’amata, per sedurre, conquistare, possedere. Seducendo, conquistando, possedendo. Sul versante stilistico, meritano una sottolineatura l’accurata attenzione a particolari minimi che sostengono e rafforzano, con maestria scenica, l’impalcatura compositiva, le modulazioni foniche, la tensione al recupero di rari accenti e sensazioni, la preziosità tonale lievitante di evocazione. E poi, timbratura inconfondibile, quella lievità di tocco, quella musicalità costante e naturalissima, così agilmente accolta, frutto di sedimentazione e di riflessione specchiante (non a caso, si è partiti da Rudel: l’impareggiabile trovatore scrive in una lingua, la lingua d’oc o antico provenzale, che è la più armoniosa di cui si conservi memoria. Il rimando è chiaro). Che della poesia - e dell’amore - è magico trasfigurativo, atto creativo, arte e mistero. Filippo Tommaso Martinetti, poeta quasi suo malgrado (e per questo poeta davvero), non ha avuto timore alcuno nel sostenere: L’amore, guinzaglio immenso, ossessione romantica e voluttà, non è altro che un’invenzione dei poeti, i quali la regalano all’umanità. Continui allora, un Poeta sublime quale è Rodolfo Vettorello, ad inventare. Sarà ancora amore, sarà ancora poesia. Alfabeto di pronuncia nuova. Ed eterna. Marina Pratici
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Non tragga in inganno, nel leggere di Vettorello, una certa morbidezza orchestrale, un armonico procedere (seduttivamente venato di mélas cholé) per adagio, quasi in andante piano. Non tragga in inganno la chiarità espressiva del dettato, la musicalità del verso, magistralmente costruito e compiuto. Ed ancora, non tragga in inganno l’utilizzo impeccabile di assonanze lontane, infinitivi spaziosi, enjambement ad effetto. Non tragga in inganno.
Nell’esile canzoniere - sei, quasi sette, canzoni - di Jaufré Rudel c’è un componimento che è, forse, la più bella dichiarazione d’amore mai scritta: Nessuno deve stupirsi se / L’amore mio non si vedrà / Perché nel cuore felicità / Mi dà colei che mai fu con me. Amore lontano, inafferrabile ed ineluttabile, fine e principio, razo en si del comporre stesso.