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  • Graziella Naurath Stampa E-mail
    sabato 24 novembre 2007
    Note biografiche
    L'autrice è nata a Torino, dove vive e lavora. E' sposata ed ha un figlio. Dopo aver conseguito la maturità linguistica, ha lavorato per diversi anni come assistente alla direzione generale di un'industria metalmeccanica torinese. Successivamente ha seguito il marito, trasferito per lavoro in Bulgaria e nei paesi del Magreb, facendogli da assistente. Rientrata in Italia ha conseguito una formazione di Counseling familiare e da molti anni collabora con uno studio di psichiatria e psicoterapia come assistente e addetto stampa. Giornalista-pubblicista dal 2001, presta collaborazione giornalistica presso la testata http://www.torinovillage.it  seguendo le rubriche di Benessere, Torino Magica, Viaggiare, Modi e Mode, Cultura. collabora per il mensile di attualità, politica e cultura La Precollina, come responsabile degli articoli di attualità.Questa raccolta di otto storie è la seconda fatica editoriale dell'autrice torinese, che si muove attraverso sentimenti nati e veicolati attraverso la comunicazione telematica, in cui la virtualità nasconde più realtà di quanto crediamo. Storie d'amore e di donne che navigano in rete, alla ricerca di quello che da sempre tutti noi inseguiamo: mistero, passione, interesse, novità. Un punto di vista delicato ed intrigante sulla nostra realtà.                               

              

    Profili critici

    Tanti racconti uniti da un comune fil rouge, rappresentato dal mezzo della comunicazione elettronica, costituiscono la raccolta, che è la seconda fatica editoriale, dopo il romanzo “La ragazza dagli occhi grigi”, di Graziella Naurath, la scrittrice torinese che, come suo costume, va a scavare nel cuore dei suoi personaggi per trarne le motivazioni dell’agire. Ancora una volta l’ambiente è tipicamente quello del capoluogo piemontese, con le sue vie, i suoi eleganti caffè, la collina e il Po, il lavoro frenetico e l’alacrità dei suoi abitanti, il clima, la vita, insomma, della città. I protagonisti sono, però, del tutto nuovi, e direi inusuali al filone narrativo, assai attuali nel costume e nel modo di pensare: si tratta di persone che chattano su internet, si conoscono, si incontrano, vivono una avventura spesso deludente, talvolta drammatica, e si lasciano con amarezza, raramente proseguono e approfondiscono la conoscenza.

    Ne emerge una realtà psico-sociale dai toni alienanti, che ben rappresenta il tipo di relazione che si instaura nella società contemporanea, in cui i mezzi indiretti sono preferiti al rapporto personale e allo scambio diretto tra persone di sesso diverso. Nel raro spazio che il lavoro concede alla relazione tra individui, sembra che internet si intrometta prepotentemente, divenendo mezzo per colmare la solitudine e l’isolamento che i ritmi moderni impongono, per risolvere le frustrazioni che la società elargisce e che la famiglia, non più patriarcale e solida come un tempo, non è in grado di soddisfare. Un amico virtuale, un possibile amante, risveglia la fantasia, ispira progetti futuri, colma il vuoto interiore. Questo stato d’animo, comune ai protagonisti di tutte le storie che Graziella Naurath racconta con la sua solita grazia, con la semplicità raffinata di chi sa bene come entrare nel cuore e nella mente del lettore, rappresenta l’alienazione moderna di uomini e donne costretti ad una vita che, pur circondata da altri, resta solitaria nei sentimenti e nelle aspirazioni, perché tutti sono presi dal loro egoismo e poco hanno da spartire con chi gli sta vicino. Condividere i crucci di ogni giorno, confidare le proprie sensazioni, pare possibile soltanto con estranei, senza potersi guardare negli occhi, senza saper cogliere le sfumature emozionali che intercorrono nei contatti diretti: e così la solitudine resta, restano i rancori con l’esistenza, si induriscono i cuori e le speranze sfumano volatilizzate sul filo dell’etere, portate via dal vento. Le parole, quelle scritte sul video di un computer, assumono un significato astratto, vago, neutro, ma diventano realtà nel momento in cui si attribuisce loro una valenza fondamentale: così realtà e fantasia sfumano l’una nell’altra alla ricerca di una dimensione soddisfacente, che dia senso alle cose quotidiane.

    La scrittrice sembra sapere tutto questo e con saggezza ed equilibrio vuole offrire una visione della nuova sensibilità odierna che non la drammatizzi, anzi rivesta di sottile ironia quella che è invece la tragedia dell’uomo di oggi: la solitudine interiore. I racconti si susseguono, così, quasi fossero un romanzo, senza inizio né fine, ma con una continua tensione narrativa che trascina e appassiona la lettura, che lascia un sorriso e una lacrima, che induce a riflettere sulla condizione dell’uomo di oggi.

     

                                                                                        Dalla Prefazione di Rina Gambini

     

    Presentazione (copertina e risvolti)

    Parole d'amore sospese

    Sample ImageAlcune storie d'amore che hanno come protagoniste la donna, la sua forza, la sua debolezza, il suo intuito. La sua capacità proprio come l'araba fenice di risorgere dalle proprie ceneri. Queste storie ci insegnano a capire le nostre incertezze, le nostre paure, i silenzi e le sofferenze. Avranno anche la capacità di farci sognare perché i sogni ci condurranno dove noi da sole non arriveremmo mai.

     

    Editore: Ibiskos Editrice Risolo

    Genere: racconti

    Collana: Anthurium

     
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