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  • I "risvolti di copertina", di Rina Gambini Stampa E-mail
    giovedė 19 marzo 2009

    I risvolti di copertina

    di Rina Gambini

     

    I frequentatori di librerie non attribuiscono eccessiva importanza ai risvolti di copertina, ma gli editori sanno bene che hanno la funzione di invogliare il possibile lettore all’acquisto del libro, in quanto vengono letti, se pur sommariamente, da coloro che si accingono a sceglierne uno. Pertanto, il risvolto deve avere il pregio di essere convincente, coinvolgente e allettante, e proprio per questo richiede l’esperienza e la capacità di uno scrittore smaliziato.

     

    Negli anni della grande editoria, quelli dal 1960 al 1980, i risvolti di copertina venivano affidati a illustri letterati, che si prestavano a tale incarico consapevoli che da esso dipendeva spesso la fortuna del libro, ed anche dell’editore.

     

    Caso eclatante è quello di Italo Calvino, che per Einaudi scrisse i risvolti di libri che ebbero un inimitabile successo: per esempio, dei libri di Alberto Arbasino, di Carlo Cassola, e ancora di “Il giardino dei Finzi-Contini” di Giorgio Bassani, di “Matrimonio di provincia” della Marchesa Colombi, e molti altri.

     

    Questi risvolti, tecnicamente ineccepibili, avevano il pregio inimitabile della sinteticità e della colloquialità, in quanto Calvino usava un tono amichevole nei riguardi dell’eventuale lettore ed acquirente, che spingeva alla scelta. C’era anche una buona dose di astuzia, come quando per il romanzo di Raymond Queneau, “Zazie nel metrò”, paragonò implicitamente la protagonista all’immortale Lolita, mettendo sullo stesso piano le inconsistenti avventure di Zazie con quelle ben più significative dell’eroina di Nobokov.

     

    I risvolti di copertina erano, pertanto, delle piccole pietre preziose di un “genere letterario” minore, che, se scarsamente considerato dalla critica, deve essere rivalutato dal pubblico. Non a caso la casa editrice Einaudi ha pubblicato nel 2003 un volume di tiratura limitata, dal titolo “Il libro dei risvolti”, curato da Chiara Ferrero, in cui si ricorda questa illustre tradizione editoriale.

      

                                                                                                                    Rina Gambini

     
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